mercoledì, Settembre 9, 2026

Iacopo Vespignani: “per Pistoia ci vogliono idee e coraggio”

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Cinque anni fa alleato fedelissimo di Tomasi, ora si candida come alternativa. Iacopo Vespignani è il candidato sindaco di “Pistoia Davvero”, una lista civica centrista in cui troviamo Azione di Carlo Calenda e il Partito repubblicano ma anche tanti candidati riformisti e liberal democratici.

Iacopo Vespignani (foto Ilaria Lumini)

Dalla maggioranza, all’opposizione e ora in corsa contro chi nel 2017 ha sostenuto alle elezioni, non prova un po’ di imbarazzo?

Nessun imbarazzo a candidarmi contro Tomasi e mi candido con la stessa passione con cui mi sono candidato a consigliere comunale cinque anni fa. La mia passione al tempo e la mia attività parallela, era legata all’impiantistica sportiva uno dei temi fondamentali di Tomasi, quindi mi candidai nella lista civica. Ma quando ho preso coscienza che di tutto quello che era stato promesso niente sarebbe stato fatto, e questo è successo nel 2020, ho lasciato la maggioranza e ho intrapreso un percorso che mi ha portato in un partito per la prima volta nella mia vita e che mi ha fatto ritornare in un alveo a me più familiare. Quindi oggi con la stessa passione del 2017 mi ripresento con gran parte degli stessi temi che erano all’interno del programma di mandato del Tomasi e che non sono stati realizzati.

Correvano voci che fosse uscito dall’alleanza dopo la nomina di un altro assessore allo sport (dopo l’uscita di Magni), incarico a cui ambiva

Questa è la novella dello stento ed è quella che ad alcuni della maggioranza piace raccontare, perché ogni volta che io ho fatto opposizione nel merito, a me nel merito non ha mai risposto nessuno. Ma io sono quello che, per l’immaginario comune di una fetta di persone, è andato via sbattendo la porta perché non aveva ricevuto quello che aveva chiesto. In realtà di fare l’assessore me l’avevano chiesto, ma a quel punto era tardi, politicamente ed egoisticamente perché in quel momento non avrei inciso su quello che avrei voluto fare.

Andiamo diretti al programma, partiamo dalla cultura, proiettare Pistoia fuori dai propri confini: il museo Marini per esempio, ci sono spazi di recupero? Palazzo Fabroni, collegamenti con altri centri di arte contemporanea?

Per la cultura: idee e coraggio. Prendiamo il museo Museo Marini, non va bene oggi ma non andava bene nemmeno prima. Il Museo deve essere assolutamente rivalorizzato ritessendo le relazioni con la Fondazione, magari ripensando a una nuova sede a Pistoia perché è evidente che quando si parla di musei si parla di contenitori che devono essere adeguati a quelle che sono le rappresentazioni che vogliamo ospitare. Per noi il Museo Marini potrebbe avere una sede anche da un’altra parte, magari con un concorso internazionale di idee: perché non aspirare ad avere un Polo museale moderno e attrattivo dove vengano valorizzate tutte le opere di Marini? Il programma della cultura per noi è centrale per la città.

Anche Palazzo Fabroni secondo noi è da ripensare, potrebbe essere dedicato anche a mostre di giovani artisti. Decidiamo dove vogliamo andare, cerchiamo di caratterizzarci per le nostre eccellenze. Anche il Fabroni può essere destinato a una certa tipologia di offerta artistica, ad oggi ci sembra sottodimensionato.

Oggi la gestione della cultura è un po’ frastagliata a Pistoia, ci sono troppi soggetti. Il Comune deve riprendere in mano la gestione perché è fondamentale che la linea venga dettata dal Comune anche se chiaramente non si può fare a meno della Fondazione Caript, ci mancherebbe altro, anche perché l’esperienza di Pistoia Musei secondo me è un’eccellenza della nostra realtà. Però bisogna creare spazi culturali, questa città ne ha bisogno. Penso alla San Giorgio come polo di conoscenza e cultura, l’ex Ceppo, aree vocate a polo culturale. Vogliamo creare centri diffusi, digitalizzati, dove fare cultura, dove i giovani possano studiare e pensare senza orari e dove fare cultura. Dobbiamo puntare a ricreare un humus che in questa città è stato perso. Iniziamo a parlare di grandi eventi, perché aspirare al minimo e non al massimo? Avere un programma estivo teatrale di rilevanza nazionale, perché non lo possiamo fare? Le scelte politiche presuppongono le idee e il coraggio perché in un bilancio da 98milioni se il Comune dà una linea, i soldi per fare un bando per le associazioni teatrali che possa andare a supporto di quello della Fondazione, è possibile farlo.

Quindi grandi eventi, una “nuova idea” di Museo Marini e centri culturali, anche una nuova idea di turismo?

Pistoia deve fare una riflessione, a quale turismo ci vogliamo rivolgere perché la nostra offerta ricettiva non è infinita, anzi direi limitata. Noi il vero turismo non l’abbiamo ancora sperimentato perché non abbiamo una città attrattiva. La città diventa attrattiva coinvolgendo le nostre eccellenze, Pistoia deve essere la città del verde, ma non quello che si legge da ormai anni nei programmi elettorali “coinvolgimento del vivaismo e del ferrotranviario”. Il punto di partenza è liberare il centro dalle macchine altrimenti non potremmo sviluppare nessun intervento di valorizzazione della nostra città, e intanto parlo del centro storico. Noi dobbiamo fare progetti europei, come Prato con il progetto Urban jungle che ha preso le piante da Pistoia. E allora io mi chiedo, perché Pistoia non può essere una “giungla”, una vetrina h24 che fa bene al comparto del florovivaismo e che fa diventare Pistoia una città unica nella sua specificità. A Pistoia viene tutto il mondo a comprare le piante e la città ha un arredo urbano orribile. Quando andiamo a fare i turisti cerchiamo cose che non troviamo da altre parti, noi qui le abbiamo e abbiamo deciso di lasciarle marginali. C’è da riqualificare la Montagna, c’è da fare un superamento dei confini amministrativi mettendo insieme le eccellenze per cercare di creare un’offerta attrattiva: abbiamo il turismo bianco, il turismo verde, abbiamo eccellenze agricole, abbiamo la cura con la Turati, abbiamo il sociale con la Dynamo Camp, tutto questo deve diventare un’offerta. Un Comune come Pistoia deve essere in grado di mettere a sedere a un tavolo il presidente della Provincia, i Sindaci dei Comuni e tutti i soggetti con i quali tessere relazioni e co-progettazioni che possano portare idee ed interventi che fino ad oggi sono stati lasciati alla voglia dei singoli soggetti. Uno dei nostri slogan è “Importante fuori da Pistoia”: il Museo Marini ce lo levano da sotto il naso, la multiutility ce la fanno e noi si scopre dai giornali, la tramvia arriva a Prato e da noi no, la struttura della mobilità della costa arriva a Lucca e da noi no. Se noi avessimo avuto la tramvia, che ormai è una tramvia persa, avremmo potuto essere al centro di un’area metropolitana da un milione di persone.

Parliamo di mobilità e infrastrutture, soluzioni per alleggerire il traffico di viale Adua e viabilità interna

Per viale Adua: il progetto è quello di creare alternative al viale Adua come via Salvo D’Acquisto, un progetto che deve essere ripreso. Servono interventi per recuperare piste ciclabili e parcheggi: servono soldi e risorse ma decongestionando in parte con l’alternativa di via Salvo D’Acquisto noi potremmo liberare viale Adua e intervenire recuperando spazi per residenti e attività commerciali, fare piste ciclabili e aree pedonabili. Il fulcro del nostro programma è: pedonalizzazione del centro storico e parcheggi. Quindi recuperare il progetto del parcheggio Porta al Borgo che questa amministrazione in modo scellerato ha bocciato perché il Comune ci rimetteva 100mila euro l’anno, un parcheggio a due piani che avrebbe portato benefici in tutta l’area di piazza San Francesco. Poi serve un parcheggio vicino al centro e qui serve un parcheggio interrato, ci sono diverse zone dove si potrebbe fare e ci sono già progetti legati a piazza della Resistenza. In piazza Garibaldi, ad esempio, si potrebbe realizzare un parcheggio interrato.

Sport, modelli per la gestione degli impianti, manutenzione del Legno Rosso e campi da calcio periferici

Primo progetto, la Cittadella dello sport, c’è già una bozza di progetto, già presentato all’amministrazione e rifiutato, all’ex mercato ortofrutticolo. Per il Comune quell’area attende l’interesse di Hitachi, secondo noi Hitachi lì non ci vuole fare niente e Pistoia non può aspettare dieci anni in attesa di loro. Quindi, Cittadella dello sport all’ex mercato ortofrutticolo (se poi all’Hitachi servirà un pezzo di terreno c’è quello del Copit) con piscina polifunzionale e palestre a 500 metri dall’autostrada e a 500 metri dalla stazione. Noi dobbiamo progettare avendo una visione di dove vogliamo andare poi quando escono i bandi tiriamo fuori dal cassetto il progetto, quello che ha fatto Prato con progetti e sull’impiantistica sportiva e ha vinto 20milioni di finanziamenti sul Pnrr.

Ci deve essere una visione, mi sono stufato di sentir parlare di ordinaria amministrazione. Pistoia non è riuscita a fare un bando appetibile neanche per le associazioni sportive, e mi riferisco al Legno Rosso. Per Pistoia Nord c’è un project che dura da due anni e dovrebbero fare una statua a quei privati che dopo due anni non hanno ancora una risposta. Allora, lo sport c’è da fare una rivoluzione: promozione sportiva, i bambini devono provare tutti gli sport, utilizziamo le palestre; iniziamo a riformare l’ufficio sport con persone che possano progettare; digitalizzazione; Comune e Provincia gestione degli impianti condivisa, con una gestione tariffe condivisa. Poi la gestione degli impianti deve essere pluriennale se il Comune non riesce a mantenerli.

Sostegno economia locale, progetti, idee e aiuti

Vorremmo creare l’assessorato allo sviluppo economico e alla formazione perché solo con il coinvolgimento del tessuto produttivo potremmo creare sinergie e co-progettazione ed interventi che possono avere ricaduta su aziende del territorio, parlo del comparto ferrotranviario, del comparto vivaistico, dell’artigianato e del commercio. Creare percorsi di formazione professionalizzanti, il problema delle aziende oggi è quello di trovare ragazzi che sappiano lavorare e che hanno voglia di lavorare: quindi riprendere in mano la parte dell’Its. Il distretto del ferrotranviario ha presentato un bando europeo per far diventare Pistoia un Digital innovation hub, a luglio sapremmo se questa cosa passa o meno: questo comporta che se loro vincono Pistoia diventa uno dei cervelli italiani di applicazione di intelligenza artificiale nei settori del ferrotranviario, dell’agricolo e agroalimentare e della pubblica amministrazione. Il Comune quindi, se il distretto vince, deve aprire tutte le porte: “fate quello che vi pare, diteci cosa vi serve”. Poi la digitalizzazione e riorganizzazione della macchina amministrativa: migliorare le competenze, ridurre i tempi e avvicinare il cittadino all’amministrazione. Diamo contributi, anche sotto forma di sgravo fiscale, ai giovani artigiani: recuperiamo i nostri vecchi mestieri, l’artigianato pistoiese che potrebbe servire poi per l’arredo urbano. Io sono figlio di commercianti e questi problemi me li sento sulla pelle.

Economia: Hitachi ed Ex Breda, idee e progetti

Hitachi è una multinazionale e ho l’impressione che voglia restare un po’ ai margini delle questioni politiche pistoiesi, Hitachi ragiona da multinazionale, “finché ci sto bene ci sto, quando non ci sto bene non ci sto più”. La questione è sapere se nel piano di sviluppo dell’azienda c’è la possibilità di ampliamento e quindi mettere radici. La parte dell’ex Annona non è di interesse di Hitachi (e infatti ci facciamo la Cittadella) però potrebbe essere però interessante la parte legata al Copit, lì dobbiamo fare una riflessione ed essere propensi al dialogo con Hitachi così che sviluppi la sua sede.

Ex Breda, c’è una proprietà che a comprato a 4 milioni. Intanto i milioni erano 10, e quei sei milioni che non andranno ai creditori e che sono il risultato dell’abbassamento dell’asta? Poi, sull’ex Breda il Comune non credo abbia il coltello dalla parte del manico perché il privato farà delle richieste ma io voglio vedere se c’è un Consiglio comunale che boccerà le sue richieste. Sull’ex Breda va rivisto il direzionale e il residenziale, il minimo sindacale saranno tutte le parti di proprietà pubblica e trovare un punto di incontro per creare qualcosa, per esempio una scuola o un campus di studenti. Si parla di idee.

Bilancio e investimenti: mutui o progetti

Primo intervento, ufficio progettazioni: intercettazioni delle risorse, intercettazione di bandi europei e internazionali, tecnici che vincono i progetti.

Scuole, nidi e materne

Mantenimento e sviluppo, perché le eccellenze non vanno mai e poi mai messe in crisi, ma non siamo contro al privato ultra selezionato che possa dare ulteriori servizi perché i posti non ci sono.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI