FIRENZE – Ieri al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, Ibrahim Maalouf ha regalato al pubblico fiorentino una serata travolgente, confermando la sua capacità di unire mondi musicali diversi in un unico linguaggio.
Il concerto fa parte del festival H/EARTHBEAT Festival 2026 di Music Pool e porta sul palco del Teatro Cartiere Carrara il trombettista franco-libanese con il suo T.O.M.A. (Trumpets of Michel-Ange), progetto che fonde tradizione e contemporaneità, jazz e folklore mediorientale, mantenendo quella cifra stilistica che lo ha reso uno degli artisti più apprezzati della scena internazionale.

Fin dalle prime note, lo spettacolo prende la forma di una grande festa collettiva, un viaggio musicale che attraversa generi, culture e sonorità senza alcuna barriera. Jazz, ritmi mediorientali, contaminazioni rock, aperture pop ed energia contemporanea si fondono in un flusso continuo il cui unico obiettivo sembra essere quello di coinvolgere il pubblico in un vortice di emozioni, danza e partecipazione.
A rendere immediatamente riconoscibile il suono di Ibrahim Maalouf è anche la sua celebre tromba a quattro pistoni, progettata dal padre Nassim Maalouf per permettere alla tradizione musicale araba di dialogare con il linguaggio della tromba occidentale. Da questo strumento unico prendono vita melodie e sfumature timbriche che attraversano l’intero concerto, alternando momenti di grande energia ad altri più intensi e suggestivi.

Accompagnato da una formazione affiatata e dinamica, che in alcuni brani vede più di venti performer sul palco, Maalouf costruisce uno spettacolo in continuo movimento, capace di trasformare il Teatro Cartiere Carrara in un luogo d’incontro dove le differenze culturali diventano ricchezza condivisa capace di superare barriere linguistiche e geografiche.
Nel continuo dialogo tra l’artista e il suo pubblico fatto di musica e parole, troviamo anche uno dei momenti più spontanei della serata. Quello dedicato al compleanno dell’artista. Quando rivela al pubblico che quella è una serata speciale, dalla platea parte un caloroso coro di “Tanti auguri a te” che coinvolge tutto il teatro.

Visibilmente emozionato, Maalouf ringrazia, raccontando che normalmente in questo giorno il suo pensiero è sempre rivolto a sua madre, creando con genuinità uno dei passaggi più autentici e toccanti della serata.
Il concerto fiorentino lungo il suo percorso muta tra momenti di frenesia sul palco ed in platea e altri più intimi quasi sussurrati che arrivano dritti al cuore. Tutto questo serve a confermare ancora una volta, la forza di un artista che continua a reinventare il linguaggio della tromba senza perdere la capacità di coinvolgere pubblici diversi.

Più che una semplice esibizione, quella del Teatro Cartiere Carrara è stata una celebrazione della musica come spazio di incontro, condivisione ed unione.










