di Alessandro Grassini*
Incidente sul lavoro in Friuli, muore un ragazzo di 18 anni: era il suo ultimo giorno di tirocinio in fabbrica prima di tornare a scuola.

Quello che è successo a Udine è una sconfitta per il mondo del lavoro, è una sconfitta per tutti noi che ci battiamo per la sicurezza, che ci battiamo per una trasparenza, che ci battiamo perché non solo si debba difendere il posto di lavoro, ma si debba difendere la vita sul posto di lavoro.
Un ragazzo di diciotto anni appena compiuti, uno stagista all’ultimo giorno di lavoro con una vita davanti a sé.
A diciott’anni perdere la vita sul posto di lavoro penso sia una tragedia insopportabile, una tragedia.
Tutte le volte che succede un incidente sul lavoro, che sia mortale o che sia un infortunio, dal più semplice al più grave, è una sconfitta per tutta la società, è una sconfitta per uno Stato che punta tutto sul diritto al lavoro e il diritto alla salute.
Non si può morire sul posto di lavoro, non si possono lasciare i migliori anni sul posto di lavoro, non possiamo concepire che succedano ancora oggi incidenti o infortuni che limitano la propria esistenza o limitano la propria libertà individuale.
Perché dico questo? Perché anche un semplice, torno a dire, un infortunio serio causa sempre un danno psicologico innanzi tutto.
Ma causa anche una un’impotenza in quello che poi succede in una vita comune e normale, questo è un fatto grave.
Grave ritrovarsi su una carrozzina, ritrovarsi con un arto in meno, ritrovarsi comunque con qualcosa che è entrato dentro di noi e ha colpito la nostra immagine, la nostra figura, il nostro essere.
Questo non deve accadere. Per qualsiasi tipo di incidente: che sia un incidente automobilistico, che sia un incidente sul lavoro, che sia un incidente qualunque c’è sempre una svista sulla sicurezza e diamo sempre la colpa a questo o a quello.
Ora diamo la colpa ad un diciottenne che comunque sprovvisto di ogni mezzo?
Diamo la colpa a quello che si vuole ma come è possibile che uno stagista, oppure un apprendista, possa essere lasciato solo.
Ma anche se non fosse stato lasciato solo, con tutte le sicurezze e tutte le garanzie del caso, non lo so come siano possibili che accadano questi incidenti.
Le vicende poi ci diranno come sono andate realmente le cose ma perdere la vita a diciotto anni sul posto di lavoro è una cosa drammatica.
*Presidente Anmil Pistoia










