mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Campo Largo si presenta, manca solo il candidato

di Marzio Dolfi

PISTOIA – E’ il debutto del Campo Largo quello andato in scena ieri sera al Nursery Campus davanti al pubblico delle grandi occasioni. Magari c’è chi è rimasto deluso, perchè si aspettava che dalla serata spuntasse il nome del candidato che correrà per il Centrosinistra alle prossime amministrative. Ma non era questo il tema dell’incontro. “Qualcuno forse pensava che fosse questa l’occasione per l’annuncio del candidato o candidata – ha detto Marco Furfaro nelle sue conclusioni – ma oggi siamo qui per fare e sostenere questo grande laboratorio. Arriverà anche il tempo del candidato e sarà la bandiera di tutti”.

I partecipanti all’incontro di ieri sera (fotografia di Giovanni Fedi)

Del resto il titolo della iniziativa, voluta dal Partito Democratico, era chiaro: ‘l’Alternativa parte dalla Toscana’ e su questo si sono mossi i molti interventi, che hanno visto succedersi sul palco, presentati dalla Segretaria dei Giovani Democratico Alessia Paoli, le diverse voci dell’alleanza che si sta cementando.

In platea tanta gente, che ha accompagnato i diversi contributi.

Massimo Vannuccini (Segretario Comunale del Pd di Pistoia) ha parlato di un “primo grande passo che ci riguarda tutti, sulle linee della alleanza larga che ci ha permesso di vincere in Toscana”, con l’idea chiara di “non chiuderci, ma allargare per costruire una alternativa alla destra che oggi governa Pistoia”.

Sulla stessa linea il Segretario regionale PD Emiliano Fossi, che ha sottolineato come il voto di Pistoia e delle altre città toscane “avrà un significato decisamente politico: una grande possibilità che ci diamo, su una strada nuova, sperimentale, voluta con forza in Toscana e con un PD nel ruolo di sarto di questa operazione, con una proposta che guarda al futuro”.

“La vittoria a Pistoia – ha concluso Fossi – servirà per rafforzare l’alternativa alla Meloni”.

Si sono poi succedute sul palco le diverse ali dell’alleanza che sta prendendo corpo, a partire da Rita Vargiu (Psi, Casa Riformista), che ha puntato il dito su un “servizio sociale a Pistoia completamente abbandonato a se stesso”, sottolineando come nel programma per il governo della città si avverta “la necessità di una solido sostegno al welfare”.

Simone Morosi (Sinistra Italiana) ha ricordato “gli scempi fatti in alcuni spazi della città e in maniera vergognosa in certe piazze”. Si è poi soffermato sulla cultura e sulla necessità di portare fuori Pistoia “dalle ‘gelate’ in cui l’ha portata in Centrodestra”. Morosi ha poi sottolineato il clima positivo che si avverte nella alleanza che si sta costruendo, puntando anche a coltivare la “capacità di allargare ancora il consenso e di individuare il candidato migliore”.

Edoardo Fanucci (Italia Viva, Casa Riformista) ha iniziato il suo intervento sgombrando il campo da antiche ruggini: “non conta il passato – ha detto – ma il futuro che abbiamo davanti a noi”. E si è soffermato poi sulle tante occasioni perse da Pistoia negli ultime anni: “è stata Capitale della cultura, ma non lo è più e sulla stessa linea potremmo ricordare le tracce perse di Capitale dell’industria e Capitale del verde”.

Fanucci ha ricordato la “ricetta Giani”, che “potrà darci un grande aiuto come collante. Ha dimostrato che si può fare e a Pistoia si può vincere insieme”.

Sul ruolo delle donne e sulle tante opportunità dimenticate dalla attuale amministrazione si è soffermata Antonella Cotti (portavoce di Donne Democratiche) che ha posto l’attenzione sugli investimenti irrisori (500 euro) sulle pari opportunità. In una città dove “la disoccupazione delle donne è la più alta di tutte le città della Toscana”. “Ci sono molte strade da percorrere e di sicuro – ha concluso – noi Donne Democratiche non ci rassegniamo al niente portato avanti a Pistoia dal centrodestra”.

Gli interventi si succedono in modo molto veloce al microfono. Filippo Giomini (Vicepresidente nazionale dei Giovani Dem) sceglie l’attacco e sottolinea ad alta voce come la Destra sceglie verso i giovani la strada della repressione. “Dobbiamo con forza avere il coraggio di dire cose diverse con scuole più aperte e spazi diffusi nello sport e nei luoghi d’incontro e con politiche attive nel lavoro giovanile”. E ha ricordato la strada tracciata in Toscana da ‘Giovanisì’, fortemente voluta da Bernard Dika. “Sfidiamoli su questo campo”, ha concluso Gionini.

Guardare al futuro “ma imparando anche dagli errori del passato che ci hanno portato a perdere 7 capoluochi in Toscana”, ha detto Massimiliano Ghimenti (Consigliere regionale Avs – Verdi), che ha richiamato la necessità di “avere la capacità di ascolto dei territori, dimostrando alla gente di essere credibili, raggiungibili e in grado di interpretare le necessità che emergono dai territori”. La gente “deve sapere quello che vogliamo fare. Intanto – ha concluso – con le Regionali abbiamo dato alla destra un preavviso di sfratto”.

Irene Galletti (Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle) ha insistito nel suo intervento sulla necessità di “credibilità, radicalità, coesione” e, anche al di là del campo largo, sulla costruzione di un progetto “credibile, a lunga gittata, da cui ripartire per ricostruire un rapporto di fiducia: i semi ci sono – ha detto – sta a noi farli crescere. Il ‘Campo giusto’ è quello che sa rispondere ai cittadini e al territorio, con un progetto che siamo qui a lanciare, ma che ha bisogno delle gambe di tutti”.

L’incontro si chiude poi senza il contributo di Eugenio Giani, che non ce la fa ad essere presente.

Le conclusioni sono affidate a Marco Furfaro, Onorevole di casa a Pistoia e membro della Segreteria nazionale del PD.

“Abbiamo oggi a Roma, e a Pistoia, un governo post-fascista perchè ci siamo divisi. Con questa serata e con tante persone stiamo lavorando insieme: non era scontato e tantomeno è un pro-forma, la Regionali hanno dimostrato che città come Pistoia sono diventate contendibili”.

“Stiamo imparando che non dobbiamo rassegnarci, che la precarietà e l’esplosione della povertà, non sono un destino ineluttabile: non dobbiamo aver paura di fatti che cambino il destino della gente. La parola chiave è oggi ‘redistribuzione’.

Per Pistoia questa serata, secondo Furfaro, dimostra che si sta andando nella giusta direzione, “per mettere in campo una visione di città: lo dobbiamo a una intera comunità. E questa sera dimostra che siamo sulla strada giusta: insieme abbiamo costruito, anche attraverso la fatica di chi viene da percorsi diversi, un progetto. Mettendo al centro di questa stanza una città, con il Centrosinistra che è ancora speranza e la politica che torna ad essere il modo di cambiare il nostro destino”.

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