mercoledì, Settembre 9, 2026

Il caos nel Bonus edilizia, gli artigiani chiedono risposte alla politica

di Marcello Paris

PISTOIA – Serve un forte impegno politico per sbloccare la cessione dei crediti: agire o morire. Lo hanno detto i segretari Cna Toscana Centro, Confartigianato imprese Parto e Confartigianato imprese Pistoia Claudio Bettazzi, Luca Giusti e Alessandro Corrieri, dando voce ai loro associati in un confronto con i candidati di alcuni partiti per le prossime elezioni. All’incontro erano presenti Chiara Bartalini del M5S, Erica Mazzetti che si candida nelle liste di FI e Nicola Del Sarto per la lista Azione-ItaliaViva.

Al tavolo dell’incontro (da sin.) Luca Giusti, Claudio Bettazzi, Alessandro Corrieri

Questo stato di cose si aggiunge alla già grave crisi energetica che crea un mix micidiale per le imprese artigiane, e non solo.

Nei cassetti fiscali delle imprese edili ci sono 5,2 miliardi di euro che non possono essere ceduti per mancanza di norme chiare. Anche gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo, con il Dl Aiuti bis, non risolvono i dubbi e le banche non accettano di accollarsi i crediti delle somme che le aziende hanno fatturato per i lavori fatti. Non solo, ci sono tanti contratti da onorare ma i cantieri non possono partire a causa delle incertezze lamentate. Questo significa, dicono gli artigiani, il rischio che  tante piccole aziende chiudano e vadano in fumo 47 mila posti di lavoro con una riduzione del 40% dell’aumento dell’occupazione creata con l’applicazione dei bonus edilizia.

Un momento dell’incontro di questo pomeriggio

Ma il grido di aiuto non si ferma a queste cifre: gli artigiani dicono di essersi indebitati anche per fare fronte alla massiccia richiesta di mano d’opera ed avere fatto formazione con ristrutturazioni aziendali: ed ora tutto si sta vanificando. Insomma, sostengono, lo stop all’edilizia ferma il Paese.

Dopo l’illustrazione dei problemi, gli artigiani hanno formulato una serie di richieste ai politici perché si facciano portavoce nei confronti del Governo. Le richieste sono così riassunte:

stabilizzazione delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli immobili e aggiornamento delle norme, possibilmente con un Testo Unico che regoli il mercato dei bonus in edilizia;

la misura del 110% deve essere correttamente veicolata dalla stampa per una giusta informazione che non crei sfiducia nel settore amplificando i pochi casi di truffe perpetrate;

estendere a tutti gli insediamenti produttivi il bonus fiscali per un serio e vero piano di transizione ecologica attraverso l’efficientamento energetico;

liberare le aziende dai crediti “incagliati” consentendo la negoziabilità dei titoli sul mercato oppure farli acquistare dalla Cassa Depositi e Prestiti;

va abolita l’estensione del SOA (la qualificazione dell’azienda con una serie di requisiti) rappresenta un attacco al sistema delle micro e piccole imprese perché rappresenta una barriera burocratica che non garantisce contro le frodi; non ci può essere un piano di transizione ecologica senza Superbonus se gli incentivi non diventano strutturali e di lungo periodo.

 Senza questi provvedimenti, sostengono gli artigiani, non si potranno  raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 e 2050 e non rispettare gli impegni presi con l’Europa.

Insomma un altro grido di dolore delle imprese artigiane che si somma a quello per il costo dell’energia, un ulteriore inciampo che strangola le aziende del settore.

Dunque le richieste fatte sono importanti anche alla luce di quanto queste misure hanno prodotto: 50 miliardi investiti ne hanno prodotti circa 150 con oltre 700 mila assunzioni.

La parola alla politica nella speranza che le risposte siano in sintonia con le richieste della categoria, una delle tante ad invocare sostegno e regole chiare, certezze di lungo periodo. Le imprese, concludono, si sono impegnate, hanno fatto investimenti e non si può fermare una macchina avviata che ha prodotto buoni risultati mentre questo stallo rischia di creare danni enormi e per qualcuno irreversibili.    

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia