di Andrea Mori
PRATO – Sono stati ben 56 i costumi nazionali cinesi, tutti coloratissimi e decoratissimi, che questa mattina hanno sfilato per le vie della città per celebrare il capodanno cinese. Naturalmente, sopra le teste di grandi e piccini vestiti con gli abiti tradizionali, hanno svolazzato i draghi; per i cinesi infatti l’anno che comincia è proprio quello del Drago, simbolo di libertà, prosperità e risveglio. Per essere più specifici, questo è l’anno del drago Verde, o di Legno, che è strettamente legato alla natura.

Il Capodanno cinese, festeggiato in tutto il mondo, assume a Prato un’essenza speciale, un mix di tradizioni millenarie e modernità.

Nel corso della sfilata, le affascinanti creature dall’aspetto di rettili alati si sono introdotte all’interno di vari esercizi commerciali che, in attesa della visita, avevano lasciato alcune pietanze che “simboleggiano la fortuna”, come ci dice un ragazzo che lavora in una farmacia di via Pistoiese. I mandarini, per esempio, che erano praticamente sempre presenti sulle tavole rosse, in Cina sono tradizionalmente considerati il frutto della fortuna e della ricchezza.

La sfilata è iniziata alle 9 partendo dal tempio buddhista di piazza della Gualchierana per poi dirigersi verso la zona del Macrolotto Zero. Il corteo, con al seguito sempre moltissime persone (che dovevano anche correre se volevano stare al passo: ogni tanto i draghi aumentavano la velocità del volo), è arrivato in centro poco prima di pranzo.

Tappa finale piazza delle Carceri, davanti al Castello dell’Imperatore dove canti e balli hanno chiuso l’evento che, è apparso evidente, aver avuto un grande successo.
Ad organizzarlo è stata l’Associazione buddhista della comunità cinese.






