PISTOIA – Nell’ultimo consiglio comunale, la maggioranza di centrodestra che governa la città, si è spaccata: da una parte Fratelli d’Italia e il Sindaco, dall’altra la Lega, Forza Italia e Libertà e democrazia che hanno votato con il Pd, Pep e Civici Riformisti.
E’ la prima volta in sette anni che si registra una divisione così clamorosa. Anche in passato ci sono state divergenze, più o meno marcate, ma il sindaco Tomasi era sempre riuscito a tenere le divisioni all’interno del recinto della maggioranza.
Il problema si è manifestato quando, nel corso della seduta del Consiglio comunale dedicata al nuovo regolamento edilizio, i gruppi di minoranza (Pd, Pep e Civici Riformisti) hanno chiesto il rinvio della discussione perché la documentazione integrativa promessa in Commissione, non era stata consegnata ai consiglieri nei tempi dovuti.
“Non si è trattato di un semplice formalismo – spiegano le opposizioni -: pretendere atti completi e puntuali è l’unico modo per garantire ai rappresentanti eletti di esercitare pienamente il loro mandato”.
Al momento del voto sulla sospensione, 14 consiglieri si sono espressi a favore della mozione proposta dall’opposizione – tra cui anche esponenti di Forza Italia, Lega e Libertà e Democrazia – mentre 13 sono stati i contrari. Il sindaco Alessandro Tomasi e la componente di Fratelli d’Italia si sono così ritrovati in minoranza, costringendo la presidenza del Consiglio a chiudere anticipatamente la seduta.
“Quello che doveva essere un ‘banale’ rinvio tecnico – affermano Pd, Pep e Civici Riformisti – ha infatti messo a nudo la resa dei conti interna a una coalizione ormai allo sbando. Le dichiarazioni di facciata rilasciate recentemente a mezzo stampa su ‘stabilità e costante lavoro collettivo’ risultano smentite dai numeri e dalla dinamica del voto in aula”.
Tomasi e il presidente del consiglio Gelli, hanno rifiutato di concedere lo slittamento, preferendo proseguire i lavori a oltranza, anche a scapito degli uffici comunali.
Il risultato è stato l’implosione della maggioranza: una frattura netta e pubblica “che certifica la crisi profonda in cui versa il centrodestra pistoiese”.
Al clima non sono estranee le vicende legate alle candidature in Regione sulle quali nel centrodestra è iniziato un vero e proprio braccio di ferro. I posti a disposizione sono pochissimi, inversamente proporzionali alle ambizioni, personali e di partito.







