di Pietro De Caria

PISTOIA – Il tema odierno che sta agitando la politica locale relativo all’ordinanza emessa dal sindaco Tomasi per sgomberare la parrocchia di Vicofaro non è un tema nuovo, da anni infatti, la politica locale e le istituzioni, a tutti i livelli, nonostante incontri, tavoli, buoni propositi, non è riuscita a gestire e supportare al meglio la lodevole e definirei eroica missione di Don Massimo Biancalani, stare a fianco degli ultimi, dare riparo agli ultimi.
Prima di qualsiasi analisi il mio ringraziamento intanto a Biancalani e al Vicario Don Cristiano D’Angelo che proprio ieri ha ricordato a tutti che la migrazione non è un’emergenza ma una realtà di cui tutti dobbiamo farci carico, compito della politica è quello di agire un’abile e attenta regia tra le parti per garantire il diritto alla vita di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda. La vita del quartiere, la vita di coloro che hanno bisogno di aiuto e sostegno colpevoli solo di essere nati dalla parte sbagliata del mondo. Tante le voci che si sono alzate intorno alla vicenda, ahimè diventata motivo di scontro politico tra le forze politiche di maggioranza e opposizione, quasi un esercizio vuoto e accademico mentre i piedi nel fango li ha affondati don Biancalani da solo, salvo qualche mozione presentata in consiglio o qualche selfies sporadico.

Sull’ordinanza del sindaco, che impone lo sgombero, mi rifaccio ancora alla saggezza del Vicario Don Cristiano che sottolinea la scelta del sindaco come dettata dall’emergenza sanitaria emersa durante gli ultimi sopralluoghi dell’Asl, parole di misura, parole di una persona che dimostra comunque di non arrendersi ribadendo subito il suo impegno nell’essere già a lavoro per trovare una soluzione nei giorni che anticipano lo sgombero. E’ a questa misura che dobbiamo guardare, è a questa operosità non sguaiata che dobbiamo riportare il nostro agire politico non mancando mai in fermezza e riuscendo a dare gambe ad una visione di mondo e società aperta, accogliente e non impaurita. In questa drammatica vicenda tutte le forze politiche escono con le ossa rotte, evidenziando una realtà che ormai da tempo affligge le nostre comunità: la totale assenza della politica nel mondo reale, il profondo distacco tra gli eletti e il territorio. Ben vengano le interrogazioni consiliari, gli articoli di giornale, le denunce sui social, io chiedo solo se qualche membro della segreteria comunale del mio partito, il PD, abbia sulla scrivania il dossier di Vicofaro, abbia avuto contatti con la parrocchia, abbia approfondito la questione e supportato don Biancalani nella sua opera. Questa non è una domanda banale, è una domanda che interroga un certo modo di fare o intendere la politica, capire se sono ben chiari i piani su cui sviluppare la propria azione.
I nostri rappresentanti nelle istituzioni non possono avere anche l’onere di presidiare il territorio, questo spetta al partito, le decisioni e lo studio spettano ai membri della segreteria nel solco delle deleghe loro assegnate. Non stupisce che lo stesso don Biancalani definisca il comunicato su Vicofaro a firma PD Pistoia “ipocrita e pilatesco”, chiedendosi se quella riportata sia la nuova linea di Elly Schlein.
La propaganda ancora una volta si dimostra sempre debole, il coraggio della responsabilità stenta a venire fuori, il mondo vero intanto va avanti all’interno di questi due estremi tra i quali la politica sembra oscillare senza una visione. O la politica comincia a fare proprie l’operosità e la misura oppure Vicofaro non sarà che una delle tante questioni che non riusciremo a risolvere. Perché Vicofaro riguarda tutti, impatta sulle nostre piccinerie, pungola la nostra coscienza, minaccia la nostra comfort zone…
Un ultimo pensiero per il nostro sindaco Tomasi al quale mando un affettuoso saluto augurandogli buone ferie, ne ha tanto bisogno.










