PRATO – “Il desiderio è ciò che rende viva la vita, il fuoco che arde dentro di noi, il primo motore del mondo”.
La seconda edizione del festival Seminare Idee di Prato, dedicata al tema del desiderio analizzato nelle sue diverse e variegate sfaccettature, è stata aperta questo pomeriggio in un Teatro Politeama tutto esaurito dalla lezione dello psicanalista, docente, saggista e divulgatore Massimo Recalcati, tra i volti più noti della psicanalisi italiana contemporanea.

Sono le note della canzone “Il desiderio” di Giorgio Gaber, eseguita dal vivo da Enrico Matheis, ad aprire ufficialmente il festival e a introdurre la conferenza di Recalcati, per il quale la parola desiderio è stata al centro della sua ricerca nel campo della psicanalisi.
“Il desiderio è qualcosa dai mille volti e dai molteplici significati – afferma – se dovessimo darne una definizione lo potremmo indicare come ciò che accende la vita e rende la vita viva, in linea con quanto affermato anche nei testi biblici. Eppure la vita può essere biologicamente viva ma al contempo morta dal punto di vista del vivere, l’interrogativo che tutti ci poniamo è come cercare di trasformare la vita biologica in una vita che ci fa vivere con pienezza. Il nostro tempo è ossessionato dal desiderio di allungare la nostra vita biologica in ogni modo possibile: dai guru dell’alimentazione ai fautori della scienza e della tecnica, si cerca l’illusione di una vita più lunga dal punto di vista quantitativo, fino a sperare un giorno di poter vivere in eterno grazie ai prodigi della tecnologia.
Ciò che invece ci rende vivi è il desiderio, simile a un fuoco che ci accende nel nostro animo e fa da carburante al nostro vivere: spesso il desiderio nasce da un incontro, che può essere d’amore o di altra natura, basti pensare al nostro incontro con la conoscenza e il sapere”.

Recalcati polemizza contro una visione oggi assai diffusa che considera la formazione e l’educazione come una “scala”, sottolineando che l’esperienza e l’abitudine hanno un ruolo centrale ma insieme ad esse c’è una “illuminazione”: il vero apprendimento avviene nel momento in cui c’è l’incontro con un “fuoco”, ovvero il desiderio di un “maestro” che accende il desiderio dell’allievo.
“Quando c’è di mezzo la passione, l’innamoramento per qualcosa, in una parola il desiderio, l’apprendimento non avviene per gradi, ma a passi da gigante, perché il desiderio fa scattare nella nostra mente la scintilla che ci porta a salire in alto verso i nostri obiettivi e a realizzare ciò che appunto desideriamo. C’è una grande differenza tra l’erudito e il maestro: il primo sa tutto, ha una conoscenza perfetta ma accumula un sapere morto e arido che non lo tocca, il maestro al contrario ha dentro di sé il fuoco, ha la capacità di allargare le menti, di seminare e fare germogliare la conoscenza. Il vero maestro, inoltre, può parlare solo di poche cose, solo quelle che lo toccano, non ha la pretesa di una conoscenza totale e assoluta”.
Recalcati chiarisce poi la differenza tra bisogni e desideri: i primi nascono da una necessità unidirezionale verso un oggetto, i secondi nascono da una relazione tra due soggetti, in cui “il desiderio del primo è desiderare il desiderio del secondo”.

Un altro equivoco in cui spesso cadiamo, secondo Recalcati, è quello ben riassunto dal proverbio “prima il dovere poi il piacere”: se noi viviamo con l’idea di conformare i nostri desideri alla legge e al dovere, nessuno degli uomini si salva, perché l’uomo è per sua natura pieno di ambiguità e di contraddizioni.
“La proibizione alimenta il desiderio; è un altro cattivo mito del nostro tempo il pensare che il solo rispetto delle regole sempre più ferree e rigide possa migliorare il nostro vivere sociale. Non si può inoltre vivere nella nostalgia dei tempi in cui la formazione e l’educazione erano dominati dall’autorità e dalla volontà di raddrizzare ciò che è storto, così come oggi sono dominate da una eccessiva medicalizzazione: tutto ciò che non ci appare come normale o conforme viene represso oppure etichettato con una proliferazione di diagnosi mediche. Dove la medicina vede un deficit, noi dobbiamo vedere una risorsa: la stortura non si raddrizza, non si regola, si ama con tutte le difficoltà del caso”.
Recalcati conclude la lezione con un accorato consiglio ai genitori, a essere veicoli di desiderio e trasmettere ai propri figli la passione e il “fuoco” che devono portarsi dentro.










