mercoledì, Settembre 9, 2026

Il dialogo in musica dei Solisti di Pavia al Teatro Manzoni

PISTOIA – Prima volta a Pistoia per I Solisti di Pavia, ensemble dall’importante storia pluridecennale, ospiti venerdì 6 febbraio (ore 20.30) della Stagione Concertistica al Manzoni, promossa dalla Fondazione Teatri di Pistoia col sostegno di Fondazione Caript.

Caratterizzato dalla versatilità dei repertori e dalla flessibilità dell’organico, il gruppo – nato nel 2001 all’interno del teatro cittadino sotto l’egida del leggendario violoncellista Mstislav Rostropovich e, dal 2025, affidato alla direzione artistica e musicale di Daniele Giorgi – rappresenta oggi un’eccellenza culturale di prestigio internazionale. In questa occasione esplora un programma che attraversa in musica un ventennio densissimo di storia americana ed europea.

Alexander Gavrylyuk (foto di Marco Borggreve)

In veste di solista, il pianista Alexander Gavrylyuk, interprete di fama internazionale, riconosciuto per la tecnica strabiliante, l’energia travolgente e la lucidità del pensiero musicale.

Nato in Ucraina nel 1984 e cittadino australiano, Primo Premio e Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale Horowitz (1999), Primo Premio al Concorso Internazionale di Hamamatsu (2000) e Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale Arthur Rubinstein (2005), collabora regolarmente con direttori di fama internazionale tra cui Rafael Payare, Thomas Søndergård, Kirill Karabits, Edward Gardner, Sir Donald Runnicles, Juraj Valčuha e Gustavo Gimeno. La sua esecuzione del Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov ai BBC Proms è stata definita “rivelatoria” da The Times e “elettrizzante” da Limelight.

Una bella opportunità per la fascia 18/29 anni è offerta, in occasione del concerto, dal progetto “Accendi la cultura – Play the culture under30” di Unicoop Firenze, finalizzato a agevolare l’accesso dei più giovani alla cultura e allo spettacolo dal vivo. Anche nella stagione 2025/26 si rinnova la collaborazione con Teatri di Pistoia, già avviatasi felicemente lo scorso anno in occasione delle prove delle produzioni Fedra e Don Giovanni.

Grazie al supporto di Unicoop Firenze, sono messi, infatti, a disposizione biglietti gratuiti per assistere al concerto de I Solisti di Pavia. È necessario prenotarsi al link dell’evento sul portale ad esso dedicato coopfi.info/under30.

Nell’iniziativa rientra, per la Stagione di Prosa al Teatro Manzoni, anche Riccardo III per la regia Antonio Latella (7-8 febbraio); prossimamente saranno disponibili sulla piattaforma i biglietti per L’angelo del focolare, con la regia di Emma Dante (14-15 marzo) e Prélude-Preludio della Compagnie Accrorap di Kader Attou (26 marzo, Stagione di Danza).

Il programma del concerto de I Solisti di Pavia si apre con la Rhapsody in Blue di Gershwin (1924), proposta qui in una particolare versione per pianoforte e archi firmata dal compositore Massimiliano Matesic: un’istantanea scintillante dell’America degli anni Venti, in cui il pianoforte diventa voce narrante di un universo frizzante, giocoso e poetico allo stesso tempo.

Seguono due pagine per archi composte a pochi anni di distanza eppure raffiguranti mondi emotivi lontanissimi: il Concerto in re di Stravinskij (1946), elegante capolavoro di cesello dello stile neoclassico del compositore, mostra la scrittura per archi in tutta la sua perfezione, mentre il celeberrimo Adagio di Barber (1938), capace di toccare corde profonde con la sua struggente bellezza, avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera sospesa e intensamente evocativa.

A chiudere il concerto è il Concerto n. 1 per pianoforte, tromba e archi di Šostakovič, in cui Gavrylyuk dialoga con lo spagnolo Alfonso González Barquín, prima tromba dell’Accademia di Santa Cecilia e già prima tromba solista della Brussels Philharmonic in Belgio.

Composto nel 1933, il brano sorprende per freschezza, brillantezza e libertà inventiva: tra rimandi al passato, umori contrastanti e virtuosismi scintillanti, emerge la personalità audace di un giovane Šostakovič, capace di giocare con forma e stile in modo irriverente e profondamente espressivo.

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