mercoledì, Settembre 9, 2026

Il futuro dell’Appennino, istituzioni a confronto a Marzabotto

BOLOGNA (ANSA) – Lavoro, sviluppo e servizi per l’Appennino: se n’è parlato a Marzabotto (Bologna) in un incontro che ha messo a confronto istituzioni, aziende e cittadini negli spazi di Cellulosa, l’ex Cartiera di Marzabotto.
Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha posto l’accento sul tema dei servizi.

“La Regione – dice – ha reso già gratuiti i nidi in montagna, ma ovviamente anche mantenere la scuola dell’infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria, cioè mantenere presidi importanti e anche investire sulla formazione superiore qui in montagna.

Dall’altra parte ci sono i servizi sanitari: un nuovo patto per la salute in montagna, sia nell’emergenza urgenza che nella gestione della cronicità, anche un patto con la medicina generale per garantire la presenza sul territorio montano. Poi serve azzerare il digital divide, un patto chiaro sulle infrastrutture, abbiamo bisogno anche di uno scatto da parte dell’Unione Europea del governo per riconoscere la viabilità di montagna come di interesse strategico per tutta l’Unione. Senza dimenticare il lavoro, quindi difendere la produzione e la manifattura, l’agricoltura di qualità in montagna e anche un investimento sul turismo sulla rete degli agriturismi”.
“È una giornata – ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore – nella quale raccontiamo quello che è stato fatto fino ad ora, questo investimento importante di 10 milioni di euro sulla cartiera di Marzabotto, 12 milioni sull’area del Brasimone, opportunità che hanno seguito il lavoro di questi anni sul turismo, sui cammini, sulla rinascita anche dell’artigianato del commercio qui in Appennino. Ora lavoriamo sul fare insediare e tornare le persone ad abitare questi luoghi”.
All’iniziativa ha partecipato anche la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che ha portato la propria ricetta.
“Bisogna fare insieme – ha detto il presidente Pier Luigi Stefanini – costruendo reti, facendo collaborazioni e integrazioni: c’è spazio per dare futuro all’Appennino”.

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