PISTOIA – Galileo Galilei: una figura centrale nella storia della scienza dall’eredità e dalla memoria a lungo contese, tra riletture, appropriazioni, riabilitazioni e manipolazioni.
È stato presentato oggi pomeriggio alla libreria Lo Spazio di Pistoia il volume “Alla conquista di Galileo: da Napoleone a Giovanni Paolo II, storia di una contesa” di Massimo Bucciantini, edito da Laterza, con la partecipazione dell’autore in dialogo con Matteo Moca e Giampaolo Perugi.
Massimo Bucciantini ha insegnato Storia della scienza e Letteratura italiana contemporanea all’Università di Siena ed è stato visiting professor all’École normale supérieure di Parigi e al Politecnico di Zurigo. È membro del Comitato scientifico del Museo Galileo di Firenze e nelle sue numerose pubblicazioni si è occupato di storia della scienza nell’età moderna, con particolare attenzione alla figura storica di Galileo Galilei e all’eredità storica, politica e laica del pensiero galileiano. Bucciantini è inoltre noto a Pistoia per essere stato l’ideatore de “Le parole di Urbinek”, rassegna annuale di incontri e lezioni civili connessa ai temi della Giornata della Memoria.

Perchè, come lascia intuire il titolo, vi è stata una vera e propria “corsa” alla “conquista” di Galileo? Frutto di un lungo lavoro di ricerca storica e documentaria, il libro ricostruisce l’eredità del pensiero, della vicenda personale e della figura storica di Galileo, forse il nome più illustre tra i “fondatori” della scienza moderna, legato in maniera indissolubile al suo celebre processo e alla conseguente abiura: un “gigante” che inevitabilmente è rimasto a lungo conteso, e sul quale è stato scritto tutto e il suo contrario, facendolo talvolta passare per l’opposto di quello che realmente fu in vita e travisando – in maniera spesso consapevole – il suo pensiero.
Come ha affermato il critico letterario Matteo Moca, “quest’ultimo di Bucciantini è un libro che ha due meriti: in primo luogo ripulisce e riporta all’attenzione dei contemporanei la figura di Galileo e spiega come in diverse fasi dei secoli successivi alla sua morte ci siamo stati dei tentativi più o meno riusciti di impossessarsi della sua eredità; in secondo luogo evidenzia come una storia dei particolari possa rivelarci moltissimo della storia generale”.
In questo senso è un volume che si collega idealmente a un altro pubblicato da Bucciantini in passato, quello sul monumento “maledetto” dedicato a Giordano Bruno in Campo De’ Fiori a Roma: anche in quel caso abbiamo una figura storica dall’eredità dibattuta, ripresa e riutilizzata in chiave anticlericale nell’Italia post unitaria.
“È un libro di ricerca ma che vuole essere anche divertente, o almeno per me è stato molto piacevole scriverlo – ha spiegato l’autore – non è un libro su Galileo in senso stretto, ma un volume che rientra all’interno di una domanda molto più ampia riguardo il perché in Italia ci sia così poca laicità, e si iscrive in un filone che ho iniziato a battere nelle mie pubblicazioni precedenti, da quella sul monumento di Bruno fino alla diffusione dell’opera di Brecht nel nostro Paese.
È la storia di un Galileo usato e manipolato da vari regimi politici e correnti di pensiero nel corso dei decenni: c’è il Galileo “cittadino francese” sotto Napoleone, quello ateo e marxista, quello fieramente nazionalista inserito dal fascismo nelle “glorie nazionali italiche”, fino a quello pio e devoto che rientra nel seno dell’ortodossia cattolica secondo la visione fatta propria da papa Giovanni Paolo II.
C’è ancora una ferita aperta sul nome di Galileo non solo tra il mondo laico, soprattutto quello degli uomini di scienza, e quello cattolico, ma anche all’interno della stessa Chiesa, tra la riabilitazione formale di questa figura da parte della Curia romana e le contestazioni di alcuni vescovi di Oltralpe che spingevano per una riabilitazione definitiva e totale dello scienziato”.
A partire dalla fine del Settecento e dalla rivoluzione francese, dunque, c’è stato un processo di appropriazione di Galileo da parte di molteplici soggetti, dai liberali del Risorgimento ai nazionalisti, dai cattolici progressisti ai socialisti rivoluzionari, dagli anticlericali di ferro agli anarchici libertari. Lo scienziato è stato “tirato per la giacchetta” da più parti e in direzioni opposte e contrarie, con il risultato di diventare un personaggio di cui nel corso del tempo si sono persi i contorni e l’identità, agitato di volta in volta come “vessillo” per battaglie culturali e ideologiche.

Da qui la domanda: di “chi è” Galileo? Di qualcuno, di tutti o di nessuno? Allargando lo sguardo anche a quanto accade ancora oggi, Bucciantini ci fa riflettere come l’eredità di un personaggio storico possa diventare facilmente un simbolo, addirittura un “feticcio” o una “bandiera” da usare all’occorrenza, spesso in base alle convenienze del momento, ma così facendo non si rende giustizia a tali figure e si compiono volute distorsioni e manipolazioni che rendono sempre più difficile ricostruire la verità.
“Ci dobbiamo arrendere a quanto diceva Nietzsche, secondo il quale esistono infinite interpretazioni? Secondo me – spiega l’autore – in questa complessa vicenda dell’eredità galileiana è comunque possibile identificare alcuni punti fermi. Galileo è il primo che ha affermato l’autonomia della scienza e della ricerca da ogni forma di potere, politico e religioso, è il primo che ha rivendicato la propria indipendenza e la propria dignità di scienziato.
In un’epoca di accesa contrapposizione tra la Chiesa della Controriforma e figure che rivendicano la propria libertà di pensiero, un’epoca in cui Bruno finisce al rogo e Campanella trascorre in carcere quasi trent’anni, Galileo con la sua “finta” abiura desidera continuare a fare il proprio lavoro e non si piega al diktat dei Gesuiti.
È una figura estremamente coraggiosa, che china il capo ma in realtà resiste, e anche dopo il processo continua in maniera indefessa a dedicarsi ai suoi studi e alle sue ricerche astronomiche, pubblicando la sua ultima opera in Olanda, al tempo l’unico Stato libero e laico d’Europa”.
Il saggio di Bucciantini, che in tre macro sezioni ripercorre in maniera cronologica la “contesa” attorno all’eredità di Galileo, ci conduce per mano, attraverso una lettura gradevole e ben documentata, nelle pieghe delle varie fasi storiche che hanno visto il succedersi della “conquista” di Galileo: una “competizione” senza esclusione di colpi, in cui fanno la loro comparsa personaggi emblematici, gustosi aneddoti e il sapore di una disputa che per oltre due secoli ha opposto, diviso e appassionato.









