mercoledì, Settembre 9, 2026

Il giallista Pulixi e il giornalista Ranucci chiudono il Festival del Giallo

di Susanna Daniele

PISTOIA – Chiusura col botto per la XIV edizione del Festival del Giallo.

Dopo la mattinata dedicata ad alcune classi del Liceo classico Forteguerri a cui hanno partecipato tre scrittori toscani quali Luca Scarlini, Leonardo Gori e Marco Vichi, il festival si è chiuso all’insegna dell’impegno civile.

Un giovane e già molto affermato autore della scuola di Carlotto, Piergiorgio Pulixi, prima ha illustrato i diversi tipi di serialità nel romanzo giallo, la sua tecnica di costruzione della “colonna sonora” del romanzo di pari passo alla schematizzazione della trama, al suo tentativo di innovazione del poliziesco classico. Sollecitato dalle domande del presentatore, ha poi svelato il tema del suo ultimo romanzo in uscita domani, “Per un’ora d’amore”.

Sigfrido Ranucci alla San Giorgio, Festival del Giallo (foto di Giovanni Fedi)

Il male della società è il femminicidio e le sue vittime secondarie senza voce: genitori, figli, amici, persone la cui vita verrà segnata per sempre dalla perdita. Un padre anziano si trova improvvisamente a occuparsi di un nipote di pochi anni a seguito della morte violenta della figlia. La necessità di lasciare al nipote la spiegazione di cosa è accaduto lo porta a rivolgersi a Vito Strega, poliziotto tormentato e umanissimo, già presente in altre opere.

Il giornalista Sigfrido Ranucci ha chiuso il festival raccontando le difficoltà del suo lavoro, fra querele e rischi di cadere in trappole ben ordite da politici.

Nel suo seguitissimo intervento ha svelato il motivo per cui gli è stata assegnata la scorta, ha raccontato episodi delle sue inchieste sull’attentato alle Torri gemelle a New York nel 2001, sulle guerre nei Balcani, in Medio Oriente e i ricordi del viaggio nel sud dell’India nel 2004 dopo lo tsunami. Ha fatto accenno al suo libro “La scelta”, osservando che viviamo dentro un corpo malato che considera normale tutto quello che sta accadendo, sia sul piano sociale che politico e che l’unica possibilità di reazione sociale è la difesa della libertà di stampa.

Accenna ai 250 giornalisti sotto tutela e ai 22 sotto scorta: particolarità italiana. Alcuni studenti dell’Istituto PSSCS Einaudi hanno posto domande di attualità.

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