Come può essere definito un massaggio?
Il massaggio è una pratica terapeutica manuale finalizzata ad alleviare il dolore, ridurre la fatica e favorire uno stato generale di benessere. Può essere eseguito su una specifica parte del corpo oppure su più aree contemporaneamente. Per garantire efficacia e sicurezza, il massaggio a scopo terapeutico deve essere praticato da un professionista qualificato.
L’origine del termine risale probabilmente al verbo greco “masso”, che significa “impastare, manipolare”, oppure al verbo arabo “masch”, traducibile con “premere, frizionare”.
Le prime testimonianze di questa pratica risalgono a circa 7000 anni fa. Indicazioni dettagliate sull’esecuzione dei massaggi sono presenti anche nel testo cinese Kung Fou, datato al terzo millennio a.C. Fin dalle origini, l’obiettivo principale del massaggio è stato il raggiungimento dell’equilibrio tra corpo e mente.
In Italia è attiva l’Associazione Italiana Massoterapisti, affiliata al Registro Europeo del Massoterapista.

Quali sono i tipi di massaggio?
Non esiste un solo tipo di massaggio. In base alle tecniche utilizzate, alle tradizioni di riferimento e agli sviluppi contemporanei, possiamo distinguere quattro principali categorie:
Massaggio terapeutico (massoterapia)
Ha lo scopo di favorire il recupero parziale o totale di organi e tessuti non in condizioni ottimali. Rientrano in questa categoria: massaggio linfodrenante; massaggio connettivale (agisce sul tessuto connettivo profondo)
Massaggio igienico
Agisce sulla fisiologia muscolo-tendinea, migliora la circolazione sanguigna e favorisce il riequilibrio generale dell’organismo. Ne sono esempi: massaggio californiano, massaggio antistress
Massaggio estetico
Indicato per contrastare l’invecchiamento cutaneo e migliorare gli inestetismi, anche sottocutanei.
Massaggio sportivo
Pensato per chi pratica attività agonistica. Può essere: pre-gara, infra-gara, post-gara
Supporta la preparazione atletica e il recupero muscolare.

Quali tecniche di massaggio esistono?
I massaggi agiscono attraverso due modalità principali: azione diretta (meccanica): lo stimolo viene applicato direttamente su tessuti e organi; azione indiretta (neuro-riflessa): i recettori nervosi di cute, muscoli, tendini e legamenti trasmettono lo stimolo al sistema nervoso centrale.
Tra le principali tecniche troviamo: sfioramento superficiale: scivolamento leggero delle dita sulla pelle; sfioramento appoggiato: simile al precedente, ma con maggiore pressione; se eseguito rapidamente aumenta la temperatura locale; frizione: movimento rotatorio sulla cute senza scivolamento; impastamento: compressione e rilascio alternato del muscolo con entrambe le mani; scuotimento: movimento trasversale lungo le fibre muscolari; battitura a coppetta: percussione ritmica con mani semiflesse; vibrazione: movimenti rapidi che mobilizzano il tessuto sottocutaneo; pizzicamento: presa alternata delle parti molli.
Cosa succede durante un massaggio?
Cute e cervello sono strettamente collegati, sia dal punto di vista anatomico sia funzionale, poiché derivano dallo stesso tessuto embrionale.
Durante un massaggio rilassante (ad esempio half body o total body), il cervello rilascia diversi neurotrasmettitori, tra cui: endorfine: con effetto analgesico ed euforizzante, ossitocina: associata al buonumore e alla sensazione di fiducia, riduzione del cortisolo, l’ormone dello stress.
Questo comporta una diminuzione della tensione, un senso di rilassamento profondo e una riduzione dell’affaticamento.
Quali benefici offre il massaggio?
Se eseguito correttamente, il massaggio può: sciogliere tensioni muscolari, alleviare dolori muscolari e articolari, rinforzare la muscolatura, migliorare la circolazione sanguigna, stimolare la circolazione linfatica, favorire un sonno di qualità, migliorare digestione e peristalsi
Quando è sconsigliato il massaggio?
Il massaggio dovrebbe essere evitato nei seguenti casi: primo trimestre di gravidanza, periodo immediatamente successivo a un intervento chirurgico, traumi recenti, patologie cardiache, patologie cutanee o infettive in atto, stato febbrile.










