mercoledì, Settembre 9, 2026

Il “Matrimonio mistico”, erudizione e rapporti culturali tra Pistoia e la Danimarca

di Lorenzo Cristofani

PISTOIA – Da un confronto con alcuni operatori del turismo pare che quest’estate numerosi pistoiesi trascorreranno qualche giorno a Copenaghen. La circostanza è perfetta per ricordare che proprio lo scorso ottobre Pistoia ha ospitato un gruppo di venti turisti danesi accompagnati da Lars Kaerulf Møller, direttore del Bornholms Kunstmuseum.

I turisti danesi a Pistoia

Si tratta del museo dell’isola danese di BornHolm ̶ situata nel mar Baltico al largo della costa svedese ̶ e noto in quanto custodisce il “Matrimonio mistico di Pistoia”, un esempio calzante di quel fascino che dalla fine del Settecento ha spinto molti aristocratici e artisti da tutta Europa a viaggiare in Italia, in un’esperienza formativa altrimenti conosciuta come Grand Tour, in parte antesignana del turismo di massa. Al “Matrimonio mistico di Pistoia” e al suo autore, il pittore Kristian Zahrtmann, questo giornale aveva dato attenzione (https://www.reportpistoia.com/kristian-zahrtmann-e-il-matrimonio-mistico-di-pistoia/).

Gli onori di casa alla comitiva danese li ha fatti lo storico dell’arte e dell’architettura e console del Touring Pistoia Gianluca Ghelucci, curatore con l’allora direttrice del museo civico Chiara D’Afflitto della memorabile mostra del 1999- 2000 dedicata appunto a “Kristian Zahrtmann e Il Matrimonio mistico di Pistoia. Il sogno di un pittore straniero nell’Italia dell’Ottocento”.

Si ha ragione di ritenere che, dal termine di quella mostra sul “quadro più costoso della Danimarca”, i rapporti culturali tra Pistoia e il piccolo regno della regione scandinava abbiano goduto sempre di ottima salute: già nel 2015 Lars Kaerulf Møller, con gruppo al seguito, aveva fatto tappa nella nostra città.

Turisti danesi davanti al battistero

Durante la permanenza di ottobre, la visita, sulle tracce tra dei legami tra l’opera di Zahrtmann e la città che lo aveva ispirato, oltre alla chiesa di San Pier Maggiore, palcoscenico del Matrimonio mistico, si è focalizzata sul romanico e sui monumenti di piazza del Duomo. In cattedrale il gruppo danese è stato accolto dall’arciprete don Luca Carlesi che ha provveduto a far ammirare i tesori di San Zeno.

Vale la pena di sottolineare che proprio la mostra del 1999 – 2000 permise di indagare per la prima volta la questione del revival dell’arte italiana in area nordica, un tema mai trattato prima, e parallelamente anche di approfondire la fortuna critica dell’arte pistoiese tra Otto e Novecento. Lo stesso catalogo della mostra, pubblicato anche in lingua danese ed edito da Maschietto & Musolino, conserva preziosamente traccia, oltre a cimeli e dipinti di Zahrtmann e della sua scuola, di opere e documenti legati a importanti figure di artisti e viaggiatori del XIX e XX secolo come Joseph Pennel, Charles Garnier e John Ruskin, provenienti da prestigiosi archivi italiani e stranieri.

In particolare, nel saggio del dott. Chelucci “Le pietre di Pistoia”. La fortuna internazionale di Pistoia nella letteratura artistica dell’Ottocento, una sorta di monografia a sé stante, sono riportati alcuni disegni e dagherrotipi ̶ le prime rudimentali foto ̶ della collezione di Ruskin: si tratta in assoluto delle prime vedute fotografiche di Pistoia e risalgono al 1845/46.

Basterebbero solo questi elementi per programmare autentiche e durature politiche culturali, di rigenerazione urbana, turismo di qualità e di valorizzazione complessiva della città.

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