PAVANA – Commozione e ricordi, non solo nel mondo della musica e della cultura, ma anche della politica, alla notizia della scomparsa di Francesco Guccini.

Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Guccini, una delle figure più rappresentative e autentiche della cultura e della canzone d’autore italiana.
“Con profondo dispiacere – dichiara il Presidente Giani – se ne va un artista le cui parole hanno saputo raccontare intere generazioni. Guccini ha dato voce, con straordinaria intensità, ai valori fondanti della libertà, della memoria, della giustizia e dell’umanità”.
Il Presidente ha poi voluto sottolineare il legame indissolubile che unisce il cantautore alla Toscana: “Il suo nome resterà per sempre legato a Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che ha scelto come casa e che ha saputo trasformare in un vero e proprio luogo dell’anima. Pavana è stata la protagonista di pagine indimenticabili, sia della sua produzione musicale sia della sua narrativa”. “Le sue canzoni – conclude Giani – continueranno ad accompagnarci nel tempo. I grandi artisti non ci lasciano mai davvero, perché continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere. Grazie di tutto, Francesco”.
La Regione Toscana si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore.
“La scomparsa di Francesco Guccini ci riempie di tristezza, ma la sua grandezza ci lascia un patrimonio culturale straordinario che continuerà a essere ascoltato, letto e cantato per generazioni”. L’assessora alla cultura Cristina Manetti commenta la notizia della morte a 86 anni di Francesco Guccini. “Se ne va – aggiunge Manetti – un cantautore e un pensatore immenso. Le sue canzoni hanno raccontato la società italiana come pochi altri hanno saputo fare: la forza degli ideali e degli affetti, l’amore, la memoria, le contraddizioni. Ha saputo unire la profondità della parola poetica alla capacità di parlare a tutti, di insegnarci tante cose sulla vita, dando voce a generazioni intere che nella sua musica si sono riconosciute. La Toscana, terra che ha amato, si stringe con affetto alla famiglia di Francesco Guccini e a tutti coloro che, attraverso le sue canzoni e i suoi libri, ne hanno fatto un compagno di vita”, conclude l’assessore.
La Comunità Ebraica di Milano esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Guccini. Guccini è stato un grande artista della canzone italiana, capace di raccontare con parole indimenticabili anche la tragedia della Shoah. Sua è “Auschwitz (La canzone del bambino nel vento)”, uno dei testi più intensi mai scritti sullo sterminio degli ebrei d’Europa, che da decenni continua a far conoscere quella tragedia a generazioni di italiani.
La Comunità Ebraica di Milano si stringe con affetto ai familiari e ai suoi cari in questo momento di dolore.
“Ci ha lasciato un grande poeta, un grande musicista e un uomo generoso – scrive l’ex premier Romano Prodi – che tutti noi, con affetto, chiamavamo il ‘maestrone’.Con la scomparsa di Francesco Guccini perdo un amico che solo poche settimane fa sono andato a trovare: mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora. Le sue canzoni hanno segnato la cultura di intere generazioni, comprese quelle più giovani, perchè Guccini ha saputo trasmettere valori e cultura attraverso la sua musica e i suoi libri. Amatissimo da Bologna, la sua notorietà come musicista e come scrittore non era certo limitata all’Emilia. Una terra che ha fortemente amato e raccontato, con tutta la poesia dei suoi versi che tradivano il grande affetto che lo legava alla sua terra. Il mio pensiero più affettuoso va alla moglie, alla figlia, a tutta la sua famiglia e ai tantissimi che gli hanno voluto bene”.
Gli omaggi di Morandi, Ligabue e Pfm
“Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta… Ciao Francesco”. Così Gianni Morandi ricorda Francesco Guccini sui social, con una foto che li ritrae assieme.
Anche Luciano Ligabue ricorda l’artista sui social. “Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene”. Così, sui suoi profili social, Luciano Ligabue ricorda Francesco Guccini, scomparso oggi.
“Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un’altra dimensione. Continua a scrivere!”, ha scritto invece la PFM-Premiata Forneria Marconi
“La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. E’ un dolore grande”. Lo scrive su X Fabio Fazio ricordando il cantautore scomparso.
Nell’Aula della Camera quando la capogruppo del Pd Chiara Braga ha annunciato visibilmente commossa che “ci ha lasciato Francesco Guccini”, si è levato un lungo applauso nell’emiciclo di Montecitorio. “Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo”, ha detto Braga proponendo a settembre un momento in ricordo del “maestro” in Aula. Diversi deputati, tra cui Gianangelo Bof di Futuro Nazionale, hanno concordato con la proposta della dem. “Credo sia giusto e doveroso – ha aggiunto Braga – che la Camera, alla ripresa dei lavori a settembre, dedichi un momento per ricordare una delle figure più straordinarie della nostra musica, della nostra poesia e della nostra cultura. Ciascuno di noi potrà rendergli omaggio attraverso le sue parole e le sue canzoni”.
“Con la chitarra e con le parole – ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein – Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale d di tutta la comunità democratica”.
“Nelle tue canzoni ci hai raccontato il tuo mondo, che così è diventato un po’ anche il nostro. Ciao Francesco, Bologna non ti dimenticherà”. Lo scrive Pier Ferdinando Casini su Instagram.
Oggi l’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ricordano il cantautore nato a Modena nel 1940. “Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno – aggiungono – facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte”. Recentemente era stata presentata proprio nella sede della Regione, a Bologna, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”: un’esposizione costruita con Guccini, frutto di quasi tre anni di incontri, dialogo e condivisioni. “Un ultimo dono dolce-amaro che Guccini ci ha lasciato – sottolineano De Pascale e Allegni – : ed è un primo esempio di ciò che ci impegneremo a fare per conservare e valorizzare per sempre la sua immensa opera, straordinario patrimonio culturale di questa regione e di tutto il Paese. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze, a nome di tutta la Giunta e la comunità regionale, alla sua famiglia, alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, agli amici e a tutti coloro che oggi lo piangono, insieme a noi – concludono -: ‘Farewell’, grande Maestro”.
“Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell’Italia intera. Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L’amicizia”. Con queste parole il sindaco di Bologna Matteo Lepore esprime a tutta la famiglia di Francesco Guccini “l’immenso cordoglio suo e della città di Bologna”. “Nei prossimi mesi – conclude il Sindaco – Bologna saprà ricordarlo come merita”. Nel giorno del funerale a Bologna sarà proclamato lutto cittadino.
“Con Francesco Guccini perdiamo una delle voci più autentiche e libere del nostro Paese. Le sue canzoni hanno insegnato a intere generazioni a non piegarsi al conformismo, a guardare il mondo con spirito critico e a schierarsi sempre dalla parte della libertà, della giustizia e degli ultimi. Guccini non è stato soltanto un grande cantautore: è stato un intellettuale capace di trasformare la poesia in coscienza civile, senza mai rinunciare alla propria indipendenza. La sua eredità continuerà a vivere nelle sue parole, che resteranno un patrimonio prezioso per chi crede in un’Italia più giusta, libera e umana. Alla sua famiglia rivolgo il mio più sincero cordoglio”. Così in una nota Angelo Bonelli parlamentare Avs e leader dei Verdi.
Ciao a chi ha saputo cantare dell’anarchia, dell’ideale e anche della disillusione. Delle osterie di fuori porta e dell’Appennino dove risuona la tramontana. Dell’amore e degli abbandoni. Di Eskimo e di Autogrill. Di Amerigo e di Cyrano. Ciao a chi meglio di tutti ha saputo cantare quei giorni di Genova. Ciao a te, maestro, che ci hai accompagnato in tante fasi della nostra vita. Tra la via Emilia e il west. Addio, farewell”. Così Nicola Fratoianni ricorda sui social Francesco Guccini.
“Oggi diciamo addio a un grande della musica e della cultura italiana: Francesco Guccini. Ci lasca un patrimonio immenso di musica, parole, storia e canzoni che hanno saputo raccontare il tempo, le persone e la vita con una profondità unica. La sua voce inconfondibile e i suoi versi resteranno con noi, continueranno a parlare e ad accompagnare generazioni. Ai suoi familiari e a tutte le persone che gli sono state vicine vanno le più sentite condoglianze”. Con queste parole gli esponenti del M5S in commissione cultura hanno commentato la morte del cantautore.
Il sindaco di Prato Matteo Biffoni si unisce alle tantissime voci che in queste ore in tutta Italia stanno ricordando Francesco Guccini.
“Guccini è stato molto più di un cantautore: è stato un poeta civile, capace di dar voce al valore profondo dell’impegno politico e alla forza della parola. Le sue canzoni hanno attraversato le generazioni, diventando la colonna sonora di chiunque abbia cercato nella musica riflessione, giustizia sociale e memoria.
Il legame tra Guccini e la nostra città ha un capitolo particolare, che oggi, dopo la triste notizia della sua morte mi è tornato alla mente: il concerto in piazza Duomo del settembre 2001. Originariamente previsto per la sera dell’11 settembre, l’evento fu rinviato alla settimana successiva a causa dei tragici attentati negli Stati Uniti. Quella serata rimase e rimane tuttora nella storia dei concerti della città. Guccini decise di stravolgere la sua tradizionale scaletta: accantonò la consueta apertura affidata a Canzone per un’amica e diede inizio al concerto con un’interpretazione di Libera Nos Domine, dedicando l’emotività e il peso di quel brano alla memoria di quanto accaduto a New York e nel mondo.
Prato ricorda oggi quel grande momento di partecipazione civile e la grandezza di un artista che ha saputo raccontare l’uomo e il suo tempo. Grazie di tutto, Maestro”, conclude Biffoni.










