martedì, Novembre 3, 2026

Pescia. Il Pd all’attacco:”Pretendiamo chiarezza su incontro Dika-Giurlani”

PESCIA – La pubblicazione della notizia dell’incontro “privato£ di Bernard Dika con alcuni esponenti della minoranza al Comune di Pescia sta creando un piccolo terremoto politico.

Simone Bertini

Simone Bertini, segretario del Pd di Pescia, ha scritto al segretario regionale del Partito democratico, Emiliano Fossi, al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, al segretario provinciale Marco Mazzanti e alla commissione provinciale di garanzia.

Bertini vuol sapere cosa si nasconde dietro quell’incontro.
“Nel 2023 Pescia è stato l’unico dei sei Comuni toscani al ballottaggio nel quale il centrosinistra è riuscito a vincere – ricorda nella lettera -. Una vittoria tutt’altro che scontata, ottenuta in un territorio nel quale soltanto pochi mesi prima i rapporti di forza politici erano profondamente diversi. Riccardo Franchi vinse il ballottaggio con il 52,43% dei voti. Abbiamo vinto facendo una scelta netta: rompere con un modo di amministrare che negli anni aveva prodotto conseguenze pesantissime per il Comune e per la città. Abbiamo scelto, a partire dal candidato sindaco, di non riproporre coloro che avevano avuto responsabilità di governo nei decenni precedenti. Sapevamo già prima delle elezioni quanto fosse grave la situazione del Comune. Dopo esserci insediati abbiamo trovato una realtà persino peggiore: quasi 20 milioni di euro tra debiti, disavanzi e altre esposizioni, in un Comune con meno di ventimila abitanti. Un’amministrazione che soltanto dopo un lungo lavoro è riuscita a ricostruire condizioni di regolarità che dovrebbero rappresentare la normalità per qualsiasi ente pubblico”.
Per cambiare Pescia, ricorda ancora il segretario, i nuovi amministratori hanno dovuto mettere mano a equilibri sedimentati negli anni, sapendo perfettamente che questo avrebbe dato fastidio a molti: a chi riteneva di avere un diritto acquisito a governare la città, a chi era abituato a determinati rapporti e a chi non ha mai accettato il risultato delle elezioni del 2023.
“Mai, però, avremmo pensato di apprendere dalla stampa che Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana e dirigente del nostro stesso partito, avesse incontrato a Pescia esponenti dell’opposizione all’amministrazione Franchi senza che il PD di Pescia ne fosse stato informato – prosegue Bertini – Bernard Dika sostiene di aver partecipato “a titolo personale” e richiama il valore del dialogo e dell’ascolto, addirittura con un condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti a restituire 1,4 mln di euro (lasciando perdere le sentenze penali). Allora perché il PD di Pescia non ne sapeva nulla? Perché il Sindaco non ne sapeva nulla? E soprattutto: perché, quando Reportpistoia gli ha chiesto di quali argomenti si fosse discusso e se il partito e il sindaco fossero stati informati, ha scelto di non rispondere? Se si trattava davvero di un normale incontro fra cittadini, non dovrebbe esserci alcuna difficoltà a dire pubblicamente di cosa si è parlato. Sarebbe ancora più grave se, in questo incontro, fossero state affrontate anche questioni riguardanti la tenuta dell’amministrazione Franchi e gli assetti interni del Partito Democratico di Pescia. Su questo pretendiamo chiarezza. Da quando sono stato eletto segretario ho avvertito una costante ostilità politica sia nei miei confronti sia nei confronti del sindaco e dell’esperienza amministrativa che stiamo portando avanti. Fino ad oggi ho scelto di non trasformarla in una polemica pubblica. Ma c’è un limite oltre il quale il silenzio non è più prudenza: diventa accettazione.
Quel limite, per me, è stato superato”.

Il PD di Pescia, ammonisce il segretario, non è una terra di conquista. Non è un luogo nel quale dirigenti esterni possono discutere alle spalle del Partito democratico del destino dell’amministrazione, della segreteria o degli equilibri politici cittadini.
“Io sono stato eletto segretario dall’assemblea comunale del Partito Democratico di Pescia e a loro, agli organismi del partito e alle regole democratiche del PD rispondo. Il Sindaco e l’amministrazione rispondono invece ai cittadini e al Consiglio comunale. Chiediamo pertanto al Segretario regionale del Partito Democratico e al Presidente della Regione Toscana di valutare politicamente quanto avvenuto e di assumere le iniziative conseguenti nell’ambito delle proprie responsabilità. Da questo momento qualsiasi tentativo di condizionare dall’esterno la vita democratica del PD di Pescia o di destabilizzare l’amministrazione attraverso percorsi paralleli e non trasparenti sarà portato immediatamente all’attenzione degli organismi competenti del partito e, qualora emergessero fatti di diversa rilevanza, delle sedi previste dalla legge. Non intendiamo farci intimidire, né arretrare di un centimetro nel percorso di risanamento e rinnovamento iniziato nel 2023. Il confronto politico non ci spaventa. Ma deve avvenire a viso aperto. Chi pensa di poter decidere il futuro di Pescia o del suo Partito Democratico attraverso riunioni riservate, interlocuzioni parallele o manovre alle spalle degli organismi eletti, sappia fin da ora che troverà una risposta politica ferma. Su questo non tollererò ambiguità, oggi né in futuro”.

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