di Andrea Mori
PRATO – Il Pd pratese potrebbe aver trovato la quadra sul segretario. Ma nessuna certezza perché si tratta di una situazione che avrà la sua conclusione solo quando la decisione non sarà messa nero su bianco.

Detto questo, la nuova assemblea dovrebbe essere convocata per la prossima settimana. Il quell’occasione sarà ufficializzato il nome del segretario? La speranza degli iscritti al Pd è sì, anche perché i tempi stringono, le elezioni comunali sono alle porte.
Intanto ieri, dal primo pomeriggio, il telefono si illumina più volte e il messaggio è sempre più o meno lo stesso: “Accordo su Di Sanzo”.
Facendola breve, Christian di Sanzo è nato e cresciuto a Prato. Laureato a Bologna in ingegneria energetica, dove ha frequentato il Collegio Superiore di Bologna (la scuola dell’eccellenza dell’Università felsinea), durante l’ultimo anno di università, con una borsa di studio nel 2005, è sbarcato negli USA come visiting student a UCLA, Los Angeles dove ha preso la residenza. Nel settembre 2022, alle ultime elezioni politiche, è stato eletto alla Camera dei deputati nel collegio Nord e Centro America.
Ora, se tra gli schleiniani in queste ore domina una estrema cautela, o timore, nel rapporto con i giornalisti (“in questa fase non voglio/posso rilasciare dichiarazioni”), tra i riformisti qualcuno che si espone c’è, come Gabriele Alberti.
“Nel Partito Democratico l’unità è un valore, ma non è mai stata unanimismo. Sarebbe un errore non capire che dobbiamo ripartire da questo. Siamo una comunità politica fatta di idee, confronto e passione. Oggi serve una discontinuità chiara, coraggiosa, capace di parlare al nostro popolo e ai territori. Domani, con questa forza ritrovata, lavoreremo tutti insieme per vincere le amministrative e dare alla città un governo di cui ha urgente bisogno”.
E sul prossimo segretario: “Credo si stia cercando di fare un passo in avanti con un nome autorevole come quello di Di Sanzo, ma abbiamo risorse importantissime come Prestanti, Lorenzini e Ciuoffo, e credo sia anche necessario creare intorno al nuovo segretario un esecutivo che rappresenti tutte le anime del partito, è così che si tiene insieme una comunità politica importante come la nostra”.
L’identità e la pluralità non dividono, ma rafforzano, conclude il dem.



