martedì, Settembre 8, 2026

Il presepe di Mariano Pieroni esposto nella Basilica di Santo Spirito

FIRENZE – Dall’8 dicembre 2024 al 2 febbraio 2025, la Basilica di Santo Spirito, a Firenze, ospiterà il presepe realizzato da Mariano Pieroni (Terracina 1934 – Firenze 2023), un’opera straordinaria frutto della sua fantasia e dedizione. Questo presepe, realizzato tra il 1980 e il 2012, è una libera e fantasiosa rappresentazione della Natività, che unisce le suggestive chiese e i palazzi antichi di Firenze a casette semplici, inventate e costruite con amore e creatività per dare vita a una scenografia unica e affascinante.

Mariano Pieroni

La presentazione speciale si terrà il 7 dicembre alle ore 12, con un’introduzione curata da Filippo Pieroni, figlio di Mariano, e Padre Giuseppe Pagano, che racconteranno il valore artistico e personale di questa opera.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per l’8 dicembre, in due momenti: alle 10.30 e alle 18.

Un’occasione unica per immergersi nella magia del Natale attraverso l’arte, la tradizione e l’immaginazione di un uomo che ha saputo trasformare il legno in una storia da raccontare.

Alla fine degli anni ’60, Mariano Pieroni e sua moglie Marisa si trasferirono da Roma a Firenze per motivi di lavoro. Da allora, il Natale nella loro famiglia ha sempre avuto un protagonista speciale: il presepe. Cresciuto in una famiglia in cui questa tradizione era una parte importante delle festività, Mariano ereditò l’amore per la costruzione di presepi dal padre Amedeo, che a Roma preparava ogni anno un presepe per riunire la famiglia durante le festività.

A Firenze, Mariano continuò questa tradizione con entusiasmo, coinvolgendo i figli Filippo e Alessandra. I primi presepi erano semplici, realizzati con muschio e corteccia raccolti nel bosco di San Polo in Chianti, dove Mariano aveva costruito una piccola casa di campagna. Con il tempo, tuttavia, la sua creatività prese il sopravvento, portandolo a creare qualcosa di unico e straordinario.

Il presepe di Mariano Pieroni

Negli anni ’80, dopo aver venduto la casa a San Polo e senza i materiali naturali a disposizione, Mariano iniziò a lavorare con legno, compensato e balsa. Era un momento di grande fervore creativo: tornava a casa stanco dal lavoro presso le Officine Galileo, ma non mancava mai di dedicarsi al suo hobby. Armato di seghetto, vinavil e carta vetrata, iniziava a trasformare tavole di legno in piccole opere d’arte.

Il presepe non era più solo un simbolo della Natività, ma anche un viaggio immaginario tra Firenze e la sua città natale, Terracina. Mariano univa elementi reali e fantastici: i palazzi e le chiese di Firenze prendevano vita accanto a casette semplici e fantasiose, a un acquedotto romano e persino a un veliero, un omaggio alla sua città di mare.

Uno dei suoi primi grandi progetti fu la riproduzione di Palazzo Davanzati, seguita dalla Badia Fiesolana, un luogo che acquisì un significato speciale per la famiglia poiché Mariano riposa oggi a Fiesole. Per creare questi modelli, Mariano usava metodi ingegnosi: senza internet o risorse tecnologiche, misurava le facciate dei palazzi camminando lentamente davanti a essi e contando i passi. Dove non poteva arrivare con lo sguardo, suonava ai campanelli degli abitanti degli ultimi piani, chiedendo gentilmente di poter osservare i tetti dalle loro finestre.

Ogni Natale, il presepe si arricchiva di nuovi dettagli e personaggi, molti dei quali acquistati a Napoli durante le visite estive ai parenti. Con il passare degli anni, il presepe diventò non solo una rappresentazione della Natività, ma anche un’espressione del legame di Mariano con la sua famiglia, le sue origini e la città che aveva adottato.

Oggi, il presepe di Mariano Pieroni è molto più di un’opera d’arte: è un’eredità di passione, dedizione e amore per la tradizione. Attraverso questa straordinaria creazione, Mariano ha lasciato un segno indelebile, trasformando il legno in una storia che continua a incantare chiunque abbia il privilegio di ammirarla.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome


ultime dalle province