mercoledì, Settembre 9, 2026

Il racconto in musica della parola “Ghetto” apre Le parole di Urbinek

di Susanna Daniele

PISTOIA – Al via sabato 20 gennaio nel Saloncino della musica di Palazzo De’ Rossi la seconda edizione de “Le parole di Urbinek”, progetto ideato da Massimo Bucciantini per Uniser Pistoia e realizzato con la collaborazione di Teatri di Pistoia, il sostegno della Fondazione Caripit e la compartecipazione del Comune di Pistoia.

Otto giorni in cui sono inseriti laboratori con le scuole, un podcast, quattro lezioni civili, due concerti, una lettura scenica di Sonia Bergamasco e uno spettacolo della Compagnia di Enzo Moscato.

Gabriele Coen, uno dei protagonisti del concerto Ghetto Music al Saloncino de’ Rossi

La parola di Hurbinek scelta per le giornate della Memoria del 2024 è “ghetto”. Proprio ragionando intorno a questa parola dura e pesante, tre jazzisti hanno fatto scoprire ai numerosi presenti canzoni e musiche di varie epoche, paesi e tradizioni.

Le prime due arie eseguite provengono dalla tradizione del 500 e 700 veneziano, città nella quale la parola ghetto ha avuto origine. Successivamente una danza di origine sefardita originaria dell’Africa e mediata dalla Spagna attraverso Cadice, un canto di nozze del Marocco e un brano proveniente da Istanbul. Infine, tre brani del 900 che più da vicino ci ricordano gli anni terribili della guerra e delle persecuzioni: uno proveniente dal ghetto di Cracovia, un secondo da Vilnius, e infine uno di una musicista ebrea che fu composto a Theresienstadt per i bambini segregati nel campo di concentramento.

Lo spettacolo si è chiuso con la canzone di un gruppo sudafricano, attivo al tempo dell’apartheid, una canzone dei neri di New Orleans dal significativo titolo “In the ghetto” e, come bis, un brano per ricordare le comuni origini musicali e culturali di arabi ed ebrei. Si è trattato di un racconto in musica della parola Ghetto dalle lontane origini fino alle sue declinazioni più vicine a noi nel tempo e nello spazio.

Applauditissimi i musicisti Gabriele Coen al clarinetto e sax, Alessandro Gwis al pianoforte e tastiere, Riccardo Gola al contrabasso. I vari pezzi sono stati introdotti con grande chiarezza e competenza dallo storico della musica Francesco Martinelli.

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