FIRENZE – Il regista Lee Jong-Pil ha incontrato oggi la stampa nell’anteprima della 23a edizione del Florence Korea Film Fest, a Firenze da domani al 29 marzo: l’ospite sarà in sala giovedì 20 marzo alle 21 al cinema La Compagnia per presentare il suo ultimo lavoro.
Il suo film “Escape” è la storia di una fuga dalla Corea del Nord a quella del Sud, ma anche quella di due personalità con le stesse radici e e con ideali e sviluppi completamente diversi delle loro vite.

Un sergente (Lee Je-hoon)in forza ad un presidio militare del Nord in prossimità del confine, se pur vicino al congedo, elabora un piano per poter fuggire e rifugiarsi a Sud. Spinto dalla necessità di essere libero, anche di fallire, ma comunque capace di poter ricominciare. Fra i suoi effetti personali infatti figura un libro sulla storia dell’esploratore Amundsen.
Ormai prossimo ad eseguire quanto ha in mente, un imprevisto lo costringe ad affrontare un suo vecchio conoscente (Koo Kyo-hwan) un vecchio amico che nel suo ruolo di ufficiale dei servizi di sicurezza farà ovviamente di tutto per impedirglielo.
Il regista rivela che l’ispirazione gli è venuta da un fatto realmente accaduto nel 1999, quando due ragazzi della Guinea di 14 e 15 anni salirono nel vano carrelli di un aereo partito dall’aeroporto di Conakry in Guinea diretto a Bruxelles.
Dice il regista: “Mi sono chiesto cos’è questo istinto, questo sentimento, queste emozioni umane che proviamo a prescindere dalla regione, dalla nazionalità e dall’etnia che ci spinge a desiderare una vita migliore”. Dichiara inoltre di non conoscere la realtà del Nord, per lui è una terra del mistero che suscita molte curiosità. “Io da uomo nato in Corea del Sud ho fatto il militare nella leva obbligatoria, spesso mi ritrovavo a fare dei sogni in cui accidentalmente mi ritrovavo in Corea del Nord. Ho voluto renderlo come un incubo, è una storia che mi tocca, che riguarda anche me, che mi rappresenta”.

Nell’incontro con la stampa seguito alla proiezione gli abbiamo chiesto: “Fra l’ufficiale e il sergente, compare una amicizia pregressa, ma è forse anche una storia d’amore non corrisposta?” Il regista ha risposto: “La rappresentazione di questo è’ stata intenzionalmente ambigua, volevo suscitare un po’ queste perplessità, sicuramente dipenderà dal punto di vista di ognuno, può sembrare un amore non corrisposto. Oppure un altro punto di vista potrebbe essere l’interiorità di una persona scissa, divisa in due, quindi una stessa persona in cui convivono due personalità con un conflitto interiore”.

Il regista ritiene che il film possa entrare nei road movie. A tale proposito ricorda di essere stato molto influenzato dal film “La strada” di Fellini e gli piacciono molto i film di Nanni Moretti. I film italiani che guardava sin dal bambino hanno fatto sì che in lui sia rimasta la musicalità della lingua nell’esprimere le emozioni, quelle felici e quelle tristi.










