mercoledì, Settembre 9, 2026

Il turismo traina l’imprenditoria di Prato

PRATO – A fine anno 2023 nella provincia di Prato si contano 33.210 imprese registrate, di cui 29.157 attive. Nel suo insieme lo sviluppo del tessuto imprenditoriale manifesta, per il secondo anno consecutivo, timidi segnali di ripresa (+0,5). (In provincia di Pistoia si osserva una contrazione abbastanza significativa del -1,0%.).

Sotto il profilo dello sviluppo del tessuto imprenditoriale per forma giuridica a Pistoia l’andamento è risultato negativo per tutte le principali categorie, mentre a Prato i dati confermano, anche per il 2023, che i casi di crescita delle imprese attive sono dovuti esclusivamente alle società di capitale.

Oltre alle 56.265 imprese attive risultano iscritte al Registro della Camera di commercio di Pistoia-Prato altre 8.223 aziende tra inattive, in fase di scioglimento e/o liquidazione o soggette a procedura concorsuale; di queste 4.170 hanno sede in provincia di Pistoia e 4.053 in provincia di Prato.

Alla fine dell’anno 2023 nella provincia di Pistoia si contano 31.278 imprese registrate, di cui 27.108 attive. Rispetto a dicembre 2022 sembra essersi arrestata la contrazione che negli ultimi anni ha caratterizzato il settore delle costruzioni, mentre i servizi continuano a mostrare una lenta ma costante crescita (+0,6%). l saldo tra imprese cessate e imprese iscritte nel corso del 2023 è stato, per il secondo anno consecutivo, pesantemente negativo: -816 imprese su tutto il territorio di Pistoia e Prato.

L’analisi di Prato

Il manifatturiero pratese nel complesso tiene, nonostante andamenti eterogenei tra i diversi settori. Settori come l‘industria della carta, cartotecnica e stampa (-5,7%), la meccanica (-1,2%), l’industria chimico-farmaceutica, plastica e gomma (-3,2%) e l’industria della trasformazione alimentare (-1,3%) evidenziano un saldo negativo delle imprese attive.

Nel comparto moda (+0,5% in totale), si registra un lieve rallentamento delle perdite nel settore tessile (-0,7%), mentre le confezioni e la fabbricazione di articoli in pelle e simili continuano a crescere, anche se a un ritmo più lento.

Per quanto riguarda gli altri settori rimangono stabili le costruzioni e il commercio (senza significative differenze tra commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio), mentre il settore del turismo, alloggio e ristorazione segna una crescita del +2,0%, trainata soprattutto dalle strutture ricettive (+12,6%). Crescono infine i servizi (+0,9%), in particolare i servizi destinati alle imprese (+0,8%) e i servizi rivolti alla persona (+1,2%).

A Prato il saldo tra imprese iscritte e cessate è negativo (-418). Si osserva un incremento abbastanza significativo sia nei flussi di cessazione (2.697 le cessazioni registrate durante l’anno) che nei flussi di iscrizione (2.279 le aperture di nuove imprese). Nel corso del 2023 il tasso medio annuo di cessazione aumenta di quasi un punto percentuale e raggiunge l’8%, confermando una tendenza al decremento nel tasso medio di sopravvivenza delle imprese a tre anni dalla data di iscrizione, che si attesta al 68,9%, risultato inferiore alle medie regionale e nazionale.

Notizie più incoraggianti provengono dal tasso di natalità imprenditoriale (6,78%) che colloca Prato al secondo posto nella graduatoria delle province italiane, evidenziando un tessuto imprenditoriale dinamico.

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