PISTOIA – Ieri sera al Santomato Live di Pistoia non c’era spazio per i fronzoli. Perché già prima che le luci si abbassassero, il brusio fitto delle voci e il tintinnio dei bicchieri lasciavano intuire che la serata avrebbe avuto il passo di un viaggio collettivo attraverso le sonorità Blues.
Quando Eric Sardinas ha fatto il suo ingresso, il locale era già saturo di calore e aspettativa, pronto a trasformarsi in una fornace sonora al primo colpo di slide.

Con lunghe trecce scure, che scendevano dal cappello ai lati del viso e la giacca pitonata, Sardinas ha attaccato il primo riff come un colpo di frusta. In un attimo la sala è esplosa, e da lì in avanti il concerto è stato un crescendo continuo, senza tregua.
Con la sua chitarra resofonica, feroce e lirica allo stesso tempo, ha guidato il pubblico in un viaggio che partiva dal Delta del Mississippi per approdare a territori più ruvidi, contaminati da gospel e R&B.

La scaletta ha intrecciato i brani storici con le nuove produzioni, in un continuo fluttuare tra ritmi e sonorità. Ogni pezzo sembra raccontare storie di polvere e fuoco, alternando momenti di pura energia a passaggi più intimi e viscerali.
Ma ciò che ha reso la serata indimenticabile è stato il rapporto diretto con il pubblico, sia durante il concerto che dopo. Sardinas non si è limitato a suonare, ha vissuto il palco come un’arena, cercando costantemente lo sguardo e la complicità degli spettatori, piegandosi verso le prime file quasi immergersi tra le loro mani ondeggianti, lasciando che la sua chitarra urlasse a pochi centimetri dai loro volti. Ogni assolo era un corpo a corpo, un gesto fisico che trascinava tutti dentro la sua visione del blues come esperienza totale.

Dopo oltre un’ora e mezza di musica senza respiro, Sardinas magistralmente accompagnato da Jason Langley al basso e Mario Dawson alla batteria, porta il viaggio nella sua visione del Blues alla conclusione e lo fa come un immaginario battello a vapore che risale il Mississippi al tramonto. Condensando nell’ultimo brano tutta la sua poetica e quel giusto mix di tradizione e modernità. Chiudendo così la serata, con il pubblico in piedi, le mani alzate quasi a sfiorarlo e gli occhi ancora pieni delle emozioni appena vissute.

A Pistoia, Eric Sardinas ha dimostrato ancora una volta che il blues non invecchia, ma si reinventa, si sporca, si accende, e continua a mordere con la stessa forza delle sue origini.









