martedì, Settembre 8, 2026

Il voto ideologico e le “montagne” da scalare, le bufale del centrodestra messo alla porta

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Il nuovo sindaco, Giovanni Capecchi, è al lavoro per la composizione della giunta e l’assegnazione delle deleghe; dovrà anche scegliere il capo di gabinetto e il portavoce. Per la giunta, al momento un solo nome certo: Stefania Nesi che ricoprirà il ruolo di vice sindaca. Una designazione annunciata dallo stesso Capecchi dopo le primarie e che la candidata del Pd ha guadagnato poi sul campo con 1.776 voti di preferenza, la più votata di tutti gli aspiranti consiglieri comunali. In caso di sua nomina, in consiglio comunale rientrerebbe, dopo nove anni, Alessandro Giovannelli, primo dei non eletti.

Il Sindaco Giovanni Capecchi (foto Quartieri)

Per gli altri, quasi certa la presenza nell’esecutivo di Riccardo Trallori che si era ritirato dalla corsa alla candidatura a sindaco per appoggiare Capecchi; prima delle primarie, per lui si era parlato addiruttura di una vicesindacatura. Pare certa anche la presenza di Sandro Giannessi, medico e primo dei votati della lista civica a sostegno del sindaco (368 voti).

I sussurri indicano tra i papabili anche Massimo Vannuccini. Nonostante abbia guidato il Pd comunale fino a un passo dalle primarie, Vannuccini ha ottenuto solo 210 voti, un risultato deludente rispetto al ruolo. A suo favore, però, il sostegno pancia a terra per Capecchi alle primarie e la vicinanza ad Agostino Fragai, il dominus della preparazione della candidatura del centrosinistra e della campagna elettorale.

Staremo a vedere quali saranno le logiche delle scelte di Capecchi. Se pescherà tra gli eletti, è possibile una piccola rivoluzione in consiglio comunale rispetto all’esito del voto.

Il voto ideologico

A destra è andata in scena una reazione inelegante e inaspettata da parte di Anna Maria Celesti che ha definito la vittoria del centrosinistra “un voto ideologico”, senza spiegarne i motivi. Insomma, la candidata del centrodestra, prima si è complimentata con il neo sindaco poi ha buttato la palla in tribuna. E tutti, a destra, l’hanno seguita.

Però è una lettura interessante, ancorché priva di ogni fondamento logico.

Giovanni Capecchi, candidato senza tessera, ha rifilato alla Celesti la bellezza di 4.749 voti di distacco. Tutti voti ideologici? Suvvia!

I dettagli dimenticati

Il Partito democratico ha avuto 11.369 voti, guadagnando quasi 4mila voti rispetto al 2022; la Lista civica ha portato a casa 4.540 voti (il travaso da Avs-Sce e Civici e riformisti, è evidente: i primi hanno lasciato sul campo 1.400 voti, i secondi, un migliaio); duemila voti sono arrivati da altre aree. Quindi le liste in qualche modo più prossime a Capecchi hanno avuto 15.909 voti. Questa massa di persone ha espresso il voto per motivi ideologici?

La verità è un’altra e se la destra non riuscirà a metabolizzarla rapidamente, la risalita sarà complicata. Parlare di voto ideologico, significa dire che gli elettori non hanno capito. Invece hanno capito, eccome.

La verità è che – al netto dei social, dei tifosi e dei fanatici (ci sono anche a sinistra, eh!) – i pistoiesi erano stufi di questa amministrazione. C’è un dato su tutti, se non lo si vuole nascondere sotto il tappeto: gli assessori che in questi anni hanno avuto maggiore visibilità, sono stati bocciati; in un caso clamorosamente (Alessio Bartolomei), nel secondo inaspettatamente (Leonardo Cialdi).

Bartolomei ha raccolto solo 180 voti. Per lui, abituato ai cambi di casacca e fiero delle centinaia e centinaia di preferenza, il declino era già iniziato alle elezioni del 2022, quando – già assessore ai lavori pubblici – aveva raccolto 231 voti. Insomma, finita l’ubriacatura dei “meravigliosi ragazzi del cantiere”, si è dovuto scontrare con il malcontento. E mentre “i meravigliosi” scomparivano perché l’assessore aveva smantellato il cantiere comunale, affidando le mutenzioni a ditte esterne, aumentavano le proteste dei cittadini che l’avevano votato.

Non è andata meglio a Leonardo Cialdi, geometra e assessore all’urbanistica. Colui che ha rivoluzionato la città con i trenta cantieri “orgogliosamente” aperti contemporaneamente in parti diverse della città, che hanno fatto impazzire e bestemmiare migliaia di automobilisti costretti a file senza fine, ha avuto 242 consensi. Lui si vantava pubblicamente del lavoro che stava facendo, gli elettori un po’ meno e glielo hanno dimostrato plasticamente dopo aver frequentato le grandi lastre di cemento in piazza San Bartolomeo e piazza San Lorenzo o essere rimasti in fila per decine e decine di minuti. Il resto sono chiacchiere.

Poi ci sono i grandi assenti, quelli che non hanno corso. Tra questi Gabriele Sgueglia. Quasi silenzioso per nove anni, si è scatenato gli ultimi giorni della campagna elettorale. E dopo. Il giovane del “25 aprile lutto nazionale”, in un post sul proprio profilo Facebook, ha chiesto a Capecchi l’onore delle armi “che credo di meritare”.

“Troverà di fronte a sé (Capecchi, ndr) – scrive – una strada spianata dal lavoro che con fatica abbiamo svolto in questi anni, del tutto diversa dalla montagna da scalare che, a suo tempo, ci lasciarono alcuni di coloro che oggi con lui sono tornati al governo della città. Voglio sperare che avrà il garbo di ricordare, a tempo debito, chi ha effettivamente reso possibile la realizzazione delle numerose opere pubbliche che potrà inaugurare nel suo mandato. Diversamente, ci faremo sentire”.

La minaccia è dietro l’angolo.

La storia di “quelli che ci hanno preceduto” è stata raccontata dalla giunta Tomasi per cinque anni, poi hanno capito che stava diventato ridicola. Adesso è tornata a galla.

La montagna da scalare

Dati alla mano, nel 2017 Tomasi trovò il bilancio di parte corrente completamente risanato e un abbattimento di oltre il 30% del debito consolidato (mutui). Sul tavolo trovò anche progetti per la messa a norma di alcune scuole, in parte già finanziati; quelli che non c’erano, erano finiti in un cassetto “per dimenticanza” di qualcuno. La giunta Bertinelli aveva messo sul mercato 126 nuovi alloggi di edilizia popolare e aveva tagliato i costi della politica per 1.350.000 euro. Non solo, per il progetto di Bottegone e del Ceppo aveva lasciato in dote a Tomasi oltre 60 milioni di euro di fondi europei, nazionali e regionali. E lasciò in dote pure il progetto, finanziato, per il restauro di Sant’Iacopo in Castellare e di San Salvatore.

Per un anno e mezzo quella giunta ha inaugurato opere lasciate da quelli della “montagna da scalare”, senza mai citare gli amministratori precedenti.

Sgueglia, piuttosto, dovrebbe informare i cittadini che la “sua” maggioranza ha avuto a disposizione oltre 230milioni di euro dai fondi del Pnrr, come nessuna mai nessun’altra amministrazione precedente aveva avuto e dovrebbe spiegare anche perché Pistoia è all’ultimo posto in Toscana per finanziamenti ricevuti. E’ all’ultimo posto perché non è stata in grado di presentare progetti idonei. Poteva, per esempio, mettere ordine al quadrante ovest della città: se lo ricorda il progetto del prolungamento di via Salvo D’Acquisto, bocciato poco dopo l’insediamento della giunta Tomasi perché era nel libro dei sogni (cit. Capecchi)? Lo sa che nell’aprile 2022, in una intervista video a Report, Tomasi assicurò che sarebbe stato realizzato entro il 2027? Lo sa che anche Celesti ha ammesso (intervista a Tvl) che quello fu un errore strategico del quale ancora paghiamo pesanti conseguenze?

Qual è la “montagna” che il centrodestra lascia al nuovo sindaco?

Dipendenti in fuga dall’amministrazione comunale, cantieri comunali smantellati, vigili urbani sotto organico di 30 unità perché non si sono fatti i concorsi, centro storico lasciato in balia dei “barbari”, con auto in sosta ovunque e a tutte le ore, una estensione dei tavoli per la ristorazione senza controllo, con i parchi pubblici che con il buio tornano a essere luogo di spaccio e di altre attività disdicevoli perché manca l’illuminazione adeguata (cit. Celesti), con tutte le vasche dei giardini e dei parchi da anni privi di acqua. Con i residenti del centro storico sull’orlo di una crisi di nervi, sempre inascoltati.

La “montagna” che lascia il centrodestra sono le Ville Sbertoli che cadono a pezzi e il Ceppo ridotto a una spianata senza alcuna vita; è il prolungamento del collegamento di Sant’Agostino a Montale che toglierà terreno ai piccoli vivaisti e faciliterà l’arrivo delle aziende cinesi che non trovano più spazio a Montemurlo; e un piano operativo che non premia il recupero edilizio a favore di nuovo cemento.

La “montagna” è la cultura appaltata interamente alla Fondazione Cassa di risparmio, con il Comune che ha perduto il tradizionale ruolo di guida. Palazzo Fabroni, il Centro Michelucci, la Fondazione Jorio Vivarelli sono diventati solo contenitori, affidati alla bravura e alla passione di chi li amministra. Il Museo Marini è al momento una cosa senza vita grazie all’insipienza e alla sciatteria di questa amministrazione il cui interesse la cultura è sempre stato pari a zero. E non si citi, per cortesia la nomina a Pistoia Capitale del libro, merito solo di una dirigente di grande livello, di una struttura che non ha eguali e di una rete di volontariato da fare invidia: tutti costretti a lavorare nel disinteresse della maggioranza di governo. Lo testimonia il fatto che quando piove si è ancora costretti a coprire gli scaffali perché non sono stati trovati i soldi per sistemare quella che è considerata una delle più belle biblioteche italiane.

Il centrodestra ha fatto morire il progetto Pistoia Capitale italiana della cultura, scientemente. Per motivi ideologici, quelli che adesso si rimproverano, con poco garbo, agli elettori di centrosinistra.

E la collina, la montagna? Dopo le prime fiammate nel 2017 e 2018, niente, paesi e zone completamente dimenticati, dall’Orsigna a Villa di Baggio.

Voto ideologizzato, montagna… di cosa stiamo parlando?

Nel 2022 per il centrodestra fu un trionfo, conquistò quasi tutto il territorio, strappando sezioni storicamente di sinistra, aree che provenivano da una storia comunista. Domenica e lunedì, su cento sezioni il centrodestra ha vinto solo nella numero 56, a Ramini, dove c’è la questione Biancalani, ma per 15 voti di differenza; nell’altra sezione ha vinto Capecchi. E poi nella 81 (Le Piastre), nella 165, nella e 146 nella 62 a Bottegone.

Certo, anche questa giunta – come Lui – ha fatto cose buone. Ha proseguito il percorso di messa a norma degli edifici scolastici comunali, ne ha costruito uno nuovo e molto bello, ha ristrutturato i parchi e i giardini con giochi e punti di ristoro, ha completato, dopo nove anni dalle promesse, l’area sportiva del Legno rosso a Capostrada; ha asfaltato non pochi chilometri di strade senza spiegare, però, la logica della programmazione, ha realizzato alcune rotatorie importanti e altre assolutamente inutili, ha promosso il turismo locale rivalutando la storia cittadina.

Molte cose, ma senza un occhio al futuro, senza una prospettiva a cui mirare. La politica dell’oggi che passa subito all’incasso elettorale, ma che alla lunga punisce.

Non basta la jacopina a proiettare la città nel mondo.

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8 COMMENTI

  1. Carissimo Vivarelli, io ho votato Celesti e mai votero` centro sinistra, rispetto le regole e chi ha un’opinione diversa dalla mia e le dico che chi lei difende a spada tratta mi ha dato della fascista. Mi piacciono le piazze nuove ma rispetto anche gli altri gusti e non dico ” dopo le togliamo e gliele mettiamo tutte ….” non finisco perche` non sono volgare. Quando si fanno dei lavori e` logico che ci siano dei disagi, ma possiamo sopportare se poi ci sono dei miglioramenti. Non vado oltre perche` in sessantasei anni di cose fatte, ma anche non fatte, ne ho viste tante e sentito anche tante bugie. Mi scuso per aver espresso le mie idee pero` ho una dignita` anche se c’e ` chi ha detto che Pistoia in questi anni ha perso dignita` .

  2. Gentilissima Isa, le assicuro: non difendo nessuno. Ho solo cercato di spiegare che chi ha governato per nove anni cerca di vendere un prodotto diverso da quello che hanno realizzato. 5mila voti di scarto certificano il fallimento di questa maggioranza, che ha perso ovunque

  3. A livello locale la politica si fa con i fatti, stando sul territorio a contatto con le realtà produttive i i cittadini. (L’elenco dei progetti lasciati nel cassetto è stata fatto benissimo dal direttore nell’articolo)
    Quando si usa l’ideologia per giustificare le proprie sconfitte elettorali o le vittorie si dicono cose senza senso.
    Se da alcuni (ex) assessori non ci si poteva aspettare niente altro che questo basso livello di competenza politica, (oltre che dell’ideologia è stata data colpa anche del sindaco uscente). Spiace che una donna garbata e intelligente come la Celesti abbia creduto di recuperare un po’ di credibilità salendo sul treno della sconfitta ideologica. I numeri dicono tutto: la bocciatura è stata totale .
    Ora chi ha le chiavi della città dovrà dimostrare le proprie capacità

  4. Mi permetto, umilmente, di correggerla, sig.Vivarelli. Il sig. Capecchi ha perso anche al mio seggio (81, Le Piastre). 165 a 146. Tanto non cambia niente. Poco considerati prima poco lo saremo dopo. Speriamo che perlomeno il Comune continui a non dare troppo fastidio ad Accademia, ProLoco ed Ecomuseo che sono gli unici che tirano avanti questi luoghi. Non dare noia…sarebbe già molto.
    (Uno dei 9 che ha DAVVERO votato ideologico quassù)

  5. Gentile Direttore,
    Lei scrive che, sul concetto di voto ideologico, a destra l’ hanno seguita tutti.
    Per quel poco che vale, proprio tutti no.
    Un saluto

  6. Vivarelli. Visto che mi tira in ballo la sua lettura delle cose é al quanto faziosa ma non mi meraviglia. Questa testata giornalistica ha pubblicato nei giorni immediatamente prima del voto articoli e dati già scritti mesi prima. Si figuri se mi aspettavo un’analisi diciamo sul pezzo. Non credo di doverle spiegare io cosa vuol dire aver spostato l’attenzione sull’ideologia visto che il candidato Capecchi non solo nel suo programma ma nemmeno nei dibattiti ha mai chiaramente detto cosa volesse fare per questa città se non illuminarci su come era stato scelto per rivolgere questo incarico per non parlare dei 3 scivoloni clamorosi che ha fatto. Ad ogni modo non vivo del suo giudizio. Ij cotta rimangono le importanti opere fatte e non mi pare che siano state oggetto della campagna elettorale. Si faccia una domanda e si dia una risposta cosí magari gli sarà piú chiaro il concetto di spostamento ideologico del dibattito pubblico. Era l’unico modo per vincere quello di non parlare delle cose fatte perché su quel piano la storia parlava per loro quindi spostare l’obbiettivo su Pistoia città della pace, il modello di accoglienza di Don Biancalani ed il salario minimo. L’onestà intellettuale é una gran virtù posseduta da pochi

    • Per quanto riguarda gli articoli è in malafede, lei sa che non sono stati postati da noi e infatti ho intimato gli amministratori del profilo a bloccare l’anonimo. Mi sono riservato anche di trasmettere tutto alla Polizia postale per aprire una indagine. Questo l’ho scritto su quel profilo, come lei sa benissimo. Quindi, ripeto, è in malafede e se insiste, ci vedremo in altra sede. In quando al voto ideologico, non c’è bisogno di spiegare, avete avuto nove anni per spiegare, ma i cittadini, oltre a leggere, vedono e alla fine tirano le somme. Mi fa piacere che non viva dei miei giudizi, non ne ho nemmeno la pretesa, ci mancherebbe! Ma continuerò a scrivere quello che penso sulla base di ciò che vedo. Avete vinto in quattro-cinque sezioni su 100, avete perduto 5mila voti: tutte persone che hanno votato per i messaggi di pace? Tutti Propal? Tutti pro modello Biancalani? (a Masiano avete vinto solo in una delle due sezioni). Spesso, guardando altrove per trovare le responsabilità, si rischia di diventare politicamente ridicoli. Buona vita

  7. Parto dalla risposta che darei volentieri alla Celesti, io non sono idiota, so ragionare con la mia testa, rispetto le opinioni di tutti, anche la mia però…Anche i voti raccattati dal cdx sono ideologici….a cominciare dalle braci sotto le ceneri, vi siete svelati per ciò che siete, prima tutti zitti, poi vi siete accusati vicendevolmente dei fallimenti raggiunti, complimenti! siete una bella compagine

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