FIRENZE – Un libro inizialmente creato dall’artista Filippo Biagioli per se stesso, si trova invece adesso alla Collezione della Biblioteca del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi di Firenze.
Non si tratta di un’opera recente ma risale a qualche anno fa, e più precisamente al 2019. Si chiama “Illibro dei Nomi Significati” per la realizzazione delle ruote ebraiche e altre opere spirituali.

Le Ruote ebraiche sono ruote di numerologia o di segni che l’autore, studiando, ha tracciato per la realizzazione di perfette opere rituali. Questo perché contiene tutti i nomi, i personaggi della Torah, che vanno dalla nascita del mondo con Adamo ed Eva fino alla morte di Mosè e i sei esploratori che andarono ad esplorare la Terra Santa. Fra di loro quello che poi prese il posto di Mosè come profeta.
Ci sono tutti i nomi e per ogni nome c’è quello naturale e i suoi numeri derivati dallo studio dello stesso nome.
Nella pagina centrale c’è la raffigurazione dell’evento più significativo che il nome possiede dentro la Torah. Intorno c’è il motto composto da una varia scomposizione e ricomposizione del nome, la raffigurazione grafica come se fosse scritto in maniera geometrica.
Nella dottrina ebraica Dio crea tutto tramite la parola, anche nella Bibbia cristiana si legge che Dio disse uccello e fu uccello e disse fu notte e fu notte. Quindi “disse” e creò tutto con la parola. Nella profonda dottrina della letteratura rabbinica c’è una profonda riflessione sulla grande potenza della parola. Per sentire bene il nome c’è l’usanza di ripeterlo fino a arrivare a sentire che “rimbomba” dentro.
Di questo studio approfondito sui nomi ha cercato di fare una sorta di manuale con cui si possono utilizzare i nomi in diversi modi.
Nel libro la settima pagina è bianca “perché Dio si è riposato”, sicché Biagioli ha fatto sei pagine, la distanza fra le righe è 26 mm, perché 26 è il numero di Dio. Dove non è stato possibile usare il 26, ha ottenuto il 13 che è la metà esatta e che significa un’altra cosa.

Non è solo un libro di scrittura, è un libro grafico, un’opera d’arte perché contiene le caratteristiche di un’opera rituale, “creato con la stessa ricetta che Dio dette agli ebrei per creare l’Arca dell’alleanza” e in totale si compone di molte pagine. Il legno con cui è stata realizzata la copertina è acacia, come ha dettato Dio, ed è stato profumato usando i profumi indicati da Dio nella Torah.
“Un ingrediente non riuscivo proprio a trovarlo – dice Biagioli – poi ho scoperto che si tratta di un ingrediente abbastanza raro ma che esiste ancora. Cercando su Internet, l’ho trovato in Ungheria, l’ho acquistato e ho realizzato questo profumo”.
Una volta terminato Biagioli ha deciso di donarlo agli Uffizi perché si erano già dimostrati interessati. “La responsabile mi disse – continua Biagioli – che lo avrebbero messo in rete, catalogato e che sarebbe andato alla biblioteca del gabinetto delle Stampe e dei disegni, quello dove c’è Leonardo, Michelangelo, ecc. ed io sono rimasto completamente estasiato”.
Il Libro è in biblioteca, richiedibile dal pubblico.
Conclude Biagioli: “Mi è sembrata una cosa che è venuta bene, strutturata bene, apprezzabile ovviamente da chi è interessato- Acquistarlo avrebbe un costo molto alto destinato quindi solo a chi se lo può permettere, invece così, in uno dei musei più importanti al mondo, la gente può andare lì, come è successo questo dicembre e se lo legge”.









