PRATO – Oltre 30mila persone, secondo i dati del comitato organizzatore, hanno partecipato al Toscana Pride nelle strade di Prato.

Soddisfatti gli organizzatori.
“A Prato una comunità festante ha fatto sentire la propria voce per denunciare la violenza istituzionale del governo Meloni e le gravi violazioni dei diritti umani dei governi autoritari e oppressivi di tutto il mondo. La marea arcobaleno che ha invaso la città è la risposta migliore che la comunità queer toscana potesse dare a chi semina odio e ostacola il cammino dei diritti. Continueremo a scegliere città toscane in cui c’è bisogno di Pride, dove è ancora difficile per le persone LGBTQIA+* essere out senza subire conseguenze a casa, a scuola, sul lavoro”.
I Pride, sostengono, servono anche a questo: sono uno spazio sicuro e di libertà per chi non ha voce, ha paura e si sente sbagliato/a.
“I Pride sono giornate dell’orgoglio e della visibilità, ma anche di rivendicazione e di protesta per affermare il diritto al dissenso. Per questo, siamo vicini ai nostri fratelli e alle nostre sorelle ungheresi che sfideranno il divieto imposto da Orbán sfilando lo stesso a Budapest il prossimo 28 giugno. Dedichiamo questo Pride al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi, violati nel loro diritto all’identità e all’autodeterminazione. Lo stesso diritto che viene negato alle persone trans e non binarie ostracizzate nei loro percorsi di affermazione di genere, alle persone piccole che hanno due papà e due mamme e che per lo Stato italiano sono orfanə di uno dei due genitori, quello intenzionale. Dedichiamo questo Pride alle donne abusate e uccise dalla violenza patriarcale, alle persone disabili disabilitate dalla società, alle persone razzializzate e migranti che non hanno diritti di cittadinanza, alle persone che combattono contro la sistematica precarizzazione delle loro vite contro un sistema economico neoliberista e capitalista che crea e perpetua disuguaglianze e alle persone che vorrebbero fosse riconosciuto ovunque, non solo qui in Toscana, il loro diritto ad una fine dignitosa. Ringraziamo le migliaia di persone che ogni giorno, e non solo in occasioni come questa, ci dimostrano il loro sostegno, la loro preziosa alleanza”.
Anche il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha partecipato a Prato al Toscana Pride.
“Sono qui, insieme alla comunità arcobaleno, per ribadire l’impegno della Toscana per l’affermazione dei diritti e il rispetto di tutte e di tutti”, ha affermato Giani, sottolineando la presenza del Gonfalone della Regione, “segno – ha aggiunto il presidente – dell’adesione ufficiale dell’ente a questo importante appuntamento che testimonia la vitalità politica e sociale del nostro tessuto democratico”.
Presente anche l’assessora regionale alle pari opportunità, Alessandra Nardini, sono state migliaia le persone che si sono ritrovate per vie di Prato. Folta la rappresentanza delle istituzioni, attraverso sindaci e amministratori giunti da tutta la regione.
“La libertà di orientamento sessuale – ha proseguito il presidente – resta una grande questione della democrazia e della civiltà nel nostro Paese e oggi da Prato si alza ancora una volta un messaggio chiaro per chiedere una società aperta, senza pregiudizi e discriminazioni”.
L’edizione 2025 del Toscana Pride si è caratterizzata attraverso il claim “Abbattiamo i muri. Tessiamo futuri”. Il documento politico tocca numerosi temi: Affettività e famiglie, contrasto alle discriminazioni, educazione alle differenze, salute, prevenzione e benessere, autodeterminazione, lavoro, diritti umani e diritti queer nel mondo, territori, ambiente e sostenibilità.



