FIRENZE – In Toscana l’11% dei residenti è straniero (dato, trainato da Firenze e Prato, più alto della media nazionale), cresciuti gli arrivi dall’Ucraina, cresciute le imprese gestire da stranieri, c’è una ripresa del mercato del lavoro anche se nei settori più deboli, continua a non crescere la popolazione studentesca straniera: presentato stamani a Firenze il “Dossier statistico immigrazione 2023” curato da Idos con Confronti e Istituto di Studi politici S.Pio V.
Stamani a Firenze presso la sede di Cgil Toscana è stato presentato il “Dossier statistico immigrazione 2023” curato da Idos con Confronti e Istituto di Studi politici S.Pio V, all’interno di una iniziativa organizzata da Idos, Confronti, Istituto di Studi politici S.Pio V, Chiesa Valdese, Cgil Toscana.
Ha detto Gessica Beneforti (segreteria Cgil Toscana): “Gli immigrati sul lavoro sono più sfruttati, più deboli e – nonostante magari un livello d’istruzione elevato – impiegati nelle occupazioni più umili, in una cornice di segregazione lavorativa. Un dato significativo ci sembra la maggiore incidenza del part time involontario, che può essere spia di fenomeni di illegalità e sfruttamento lavorativo. Il contrasto allo sfruttamento lavorativo non è solo un impegno a favore di legalità e sviluppo sostenibile, ma anche e soprattutto un modo per garantire dignità a chi lavora. E’ una sfida che ci vede impegnati a fondo e in rete con altri soggetti del territorio, a partire dalla Regione”.
Alla fine del 2022, stando ai dati provvisori diffusi dall’Istat nel corso di quest’anno e in attesa di quelli consolidati che arriveranno a fine 2023, sono 406.742 gli stranieri residenti nel territorio regionale. Si registra una sostanziale stabilità della popolazione straniera residente (appena 234 cittadini stranieri in più rispetto all’anno precedente) che, in realtà, si sarebbe trasformato in un vero e proprio incremento se non vi fosse stato l’effetto delle acquisizioni di cittadinanza da parte di quei cittadini con background migratorio che, nel corso dell’anno, hanno maturato i requisiti per diventare giuridicamente “italiani”: si tratta di 10.609 persone, il 9,7% in più rispetto al 2021. È soprattutto questo fenomeno, infatti, spia di un crescente radicamento delle comunità straniere sul territorio, che nel 2022 ha frenato la crescita degli immigrati “toscani” che, altrimenti, sarebbe stata più rilevante (+2,7%) per quanto, comunque, lontanissima dagli incrementi a doppia cifra registrati nel primo decennio del secolo. In ogni caso la Toscana rimane una delle grandi regioni d’immigrazione d’Italia. È straniero più di un cittadino residente su dieci (11,1%), un’incidenza superiore alla media nazionale (8,6%) di 2,5 punti percentuali, trainata soprattutto dall’area fiorentino-pratese, con la provincia ormai ex laniera che arriva addirittura al 21,1% (più di un residente su cinque), e la Città metropolitana di Firenze al 12,7%.
Nella “geografia” delle aree di provenienza dei migranti toscani, però, si rilevano significativi cambiamenti per effetto della guerra in Ucraina e dell’afflusso di profughi arrivati dal Paese invaso dalla Russia grazie alla possibilità loro assicurata di accedere alla protezione temporanea Ue. Le statistiche riferite ai residenti ne daranno conto, verosimilmente, nei dati consolidati che l’Istat diffonderà a fine 2023. Le novità, però, traspaiono già in modo chiaro dall’archivio dei permessi di soggiorno del Ministero dell’Interno che, per quanto riguarda la Toscana, registra complessivamente una crescita del 3,1% dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti (passati da 298.459 nel 2021 a 307.576 nel 2022), conseguenza di un incremento marcato dei titolari di un permesso “a termine”, ossia sottoposto a periodica scadenza, che passano da 98.151 a 116.001 (+18,2%), e una lieve diminuzione (-4,4%, da 200.308 a 191.575) dei lungosoggiornanti che hanno un permesso di durata illimitata. Tale andamento è la conseguenza di tre fenomeni fra loro concomitanti: – l’effetto tardivo della regolarizzazione del 2020, con 4.308 titoli di soggiorno per emersione rilasciati nel 2022, il 67,9% in più rispetto ai 2.566 dell’anno precedente; – la ripresa degli arrivi dopo il rallentamento nel biennio 2020-21 per effetto soprattutto delle restrizioni collegate all’emergenza sanitaria, in Toscana particolarmente evidente nei dati dei migranti presenti nelle strutture d’accoglienza, passati dai 5.090 del 2021 ai 7.125 del 2022 (+40,0%), i tre quarti dei quali (75,5%) collocati nei Cas e in altre strutture e la parte restante (24,5%) nel Sai che, dunque, conferma un ruolo residuale nel sistema d’accoglienza. La tendenza generale, peraltro, evidenzia un ulteriore incremento se è vero che a giugno 2023 i migranti accolti in Toscana erano già saliti a 8.263, +16,0% rispetto ad inizio anno; – soprattutto, però, incidono i permessi Ue per protezione temporanea collegati all’emergenza Ucraina e rilasciati ai migranti in fuga da questo Paese che, nel 2021 non c’erano non essendo prevista tale possibilità, e nel 2022 sono stati 8.095. La prima e più evidente conseguenza di tutto questo è, come detto, un significativo cambiamento nella geografia delle provenienze dei migranti toscani: la comunità ucraina, infatti, passa da 11.082 a 19.539 soggiornanti, un incremento del 76,3% che, in soli 12 mesi, la fa salire dal sesto al quarto posto nella graduatoria dei Paesi di origine dei non comunitari soggiornanti nel territorio regionale, dietro Cina (55.979), Albania (54.684) e Marocco (27.834). Conseguentemente si modifica anche la distribuzione per aree di provenienza: con una leggera crescita dei non comunitari europei (da 30,6% a 32,0%) e un’altrettanta lieve diminuzione di quelli provenienti dall’Africa (da a 22,1% a 21,2%) e dall’Asia (da 38,4% a 37,5%).





