mercoledì, Settembre 9, 2026

In un libro la vicenda umana e imprenditoriale di Lidiano Zelari

CASALGUIDI – A Casalguidi è stato presentato un libro che racconta la storia familiare e imprenditoriale di Lidiano Zelari, una delle figure storiche del vivaismo pistoiese.

La copertina del libro su Lidiano Zelari

All’incontro di presentazione moderato da Luigi Bardelli, direttore di Tvl, sono intervenuti, insieme ai figli Andrea, Stefano e Mariachiara Zelari e ai nipoti del vivaista, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, la consigliera regionale Federica Fratoni, il presidente del Distretto vivaistico Francesco Ferrini, il vivaista Vannino Vannucci, il presidente della Fondazione Caript Andrea Zogheri e i parroci di Valdibrana e Chiazzano.  

Nel racconto del libro esce una figura di grande grande vivaista, lucido e lungimirante, operoso, onesto e collaborativo perché privo di invidie, capace di dare spazio alle nuove generazioni senza perdere il controllo, amato dai propri dipendenti. E come uomo, fu saggio e gentile, socievole pur essendo di poche parole, capace di mettere a proprio agio gli interlocutori senza mai perdere il loro rispetto, profondamente cattolico ma non bigotto, saldamente ancorato ai valori familiari tradizionali.

La presentazione del libro su Lidiano Zelari

Sono questi i tratti della figura di Lidiano Zelari emersi anche oggi nelle parole degli intervenuti all’incontro di presentazione a Villa Zelma a Casalguidi (Pistoia), a due anni dalla sua scomparsa, del libro a lui dedicato dai figli Andrea, Stefano e Mariachiara Zelari: “Lidiano Zelari – I valori della terra e della famiglia in un protagonista del vivaismo pistoiese”, curato da Arnaldo Nesti, edito da pochi giorni dalla casa editrice Diogene Multimedia. Un testo biografico, arricchito da immagini fotografiche e contributi scritti di familiari e personalità delle istituzioni che lo hanno frequentato a lungo, che ne ripercorre la storia familiare e imprenditoriale gettando inevitabilmente uno sguardo “dal di dentro” e inedito anche nella storia del vivaismo pistoiese fin dalle sue origini. E in cui si conferma il ruolo svolto da Zelari, ad esempio, come uno dei quindici fondatori dell’Associazione vivaisti pistoiesi (ora Italiani), come ha ricordato l’attuale presidente Luca Magazzini su Facebook, oppure in qualità di consigliere per molti anni di Confagricoltura Pistoia. Mentre sul piano più privato viene illustrato con efficacia e dovizia di aneddoti il fatto che per lui vita aziendale e familiare sono sempre state in stretta continuità, all’insegna di valori ben precisi: l’impegno lavorativo ma anche il rispetto umano e la fede cattolica. E tutto ciò senza bisogno di ricorrere a molte parole, solo con l’attenzione costante e intelligente alla famiglia, alla sua azienda e al comparto vivaistico, ma anche all’intero contesto sociale della sua città, con grande dedizione pure ai buoni rapporti con le istituzioni.

Alla presentazione, moderata da Luigi Bardelli che ben conosceva Lidiano, c’erano con i familiari numerosi esponenti delle istituzioni pistoiesi, del distretto vivaistico ornamentale e della chiesa cattolica, il suo mondo.

La presentazione del libro su Lidiano Zelari

Il primogenito Andrea Zelari, che è presidente di Confagricoltura Pistoia, ha definito suo padre l’«uomo saggio di poche parole e molti fatti» e ha poi ricordato che il giorno della morte nel settembre del 2019, dovendo allestire la camera ardente di domenica nel vivaio di domenica dove trascorreva la quasi totalità del tempo, coinvolsero i dipendenti dicendo loro di segnare le ore necessarie, ma nonostante un’intera giornata di lavoro non vollero farsi pagare niente, a testimonianza dell’affetto che nutrivano per Lidiano.

Il nipote Leonardo, figlio di Andrea, ha fra l’altro ricordato come il nonno Lidiano, benché di poche parole, amasse la compagnia e riuniva tutta la famiglia per il pranzo domenicale dopo la messa: stava ad ascoltare, ma le poche volte che prendeva la parola «calava il silenzio, perché era fonte di ispirazione». Inoltre era un tifoso assiduo della Pistoiese e andava regolarmente allo stadio. Mentre il prof. Arnaldo Nesti, ha saputo raccontare in maniera interessante la vita di Lidiano, dopo aver tratteggiato gli inizi dell’avventura imprenditoriale Zelari, ha sottolineato tra l’altro il cattolicesimo sociale di Lidiano, un tratto comune ad altri vivaisti pistoiesi, e l’ha definito «uomo operoso e gentile, cattolico ma non bigotto, dotato di intelligenza lucida».

«Spero che il libro vada nelle mani di un giovane – ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – perché parla di famiglia, fatta di riti e consuetudini e di sforzo per tenerla unita, e poi del coraggio di fare impresa, che costa fatica e comporta rischio e investimenti. Magari uno su 10 avrà il coraggio di aprire un’azienda pure lui ed entrare nel mondo del vivaismo». Parole condivise dalla consigliera regionale Federica Fratoni, la cui famiglia è legata da antica amicizia agli Zelari, che ha aggiunto: «le grandi storie imprenditoriali del vivaismo sono grandi storie familiari».  

Passando al mondo del vivaismo, il prof. Francesco Ferrini, presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, si è ricordato di quando lo incontrò al Flormart, il salone del florovivaismo, e pur essendo lui un estraneo «lo mise subito a suo agio, come se facessi già parte di una grande famiglia».

Nel suo saluto, Vannino Vannucci l’ha ricordato come «grande imprenditore e pioniere del nostro settore» e come uomo onesto, mai invidioso di fronte a un successo altrui.

Il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia Lorenzo Zogheri, ha ricordato che «nel corso degli anni ho potuto notare un’altra sua virtù: la capacità di lasciare spazio alle nuove generazioni, farle crescere, però mantenendo lui l’ultima parola, delegare ma continuando ad avere il controllo».

Il parroco di Valdibrana don Eusebio ha raccontato che i dipendenti di Lidiano, quando sono venuti a sistemare il giardino a lui dedicato lì vicino, lo hanno descritto come un secondo padre. Mentre il parroco di Chiazzano Don Cristoforo ha sottolineato la coraggiosa e serena tranquillità con cui ha affrontato gli ultimi giorni prima di morire. Entrambi ne hanno testimoniato la profonda fede, per quanto mai esibita.

Infine il figlio Stefano Zelari ha associato al ricordo del padre quello dello zio Renzo, figura altrettanto importante per lo sviluppo del Gruppo Zelari, che ha operato anche nel mondo delle casse rurali e del credito cooperativo. Fratello a cui Lidiano era molto legato. Stefano ha anche sottolineato che per quanto suo padre Lidiano fosse più attaccato al comparto vivaistico non gli ha mai impedito le sue attività negli altri settori in cui si è allargato il Gruppo Zelari: «non è stato un padre padrone e mi ha lasciato libero di scegliere».

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1 commento

  1. non un amico è venuto a mancare, MA UN GRANDE AMICO. Persona stimata, sempre disponibile ad aiutare tutti. Non sarà possibile dimenticarlo.

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