mercoledì, Settembre 9, 2026

Inaugurazione del percorso la Strada dei Longobardi

MONTALE – Venerdì 27 settembre, partendo dalla Badia di san Salvatore in Agna a Montale, prenderà il via il percorso che inaugurerà la Strada del Longobardi che in tre tappe porterà a Porretta Terme.

La Strada dei Longobardi

Il progetto è realizzato da AUSER Montale, Gruppo podistico Trekking e camminatori di Montale, l’associazione Passione Natura–Biobiettivi e associazione 4 passi, con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia. L’evento ha avuto il sostegno e il patrocinio del comune di Montale e dei Comuni di Sambuca Pistoiese, Cantagallo, Castel di Casio e Alto Reno Terme.

La Strada dei Longobardi è un percorso di cammino interregionale di circa 50 km ricco di notevoli evidenze storiche, architettoniche e naturalistiche, che attraverso le valli dell’Agna e delle Limentre congiunge Montale (Pistoia) in Toscana, con Porretta Terme (Bologna) in Emilia-Romagna.

Prende il nome dai Longobardi che fin dal VII secolo la usarono per collegare i loro insediamenti della pianura pratese-pistoiese (Carmignano, Tizzana, Iolo, Vignole Agliana, Montale) con quelli oltre crinale dislocati nelle valli della Limentra Orientale e del Reno (Torri, Treppio, Stagno, Gaggio Montano).

Dal punto di vista naturalistico è un percorso vario e ricco di suggestioni che spazia da ampie vedute sulla pianura fiorentina-pistoiese fino al Pratomagno, al Monte Serra e oltre, per passare a quelle maestose dell’alto Appennino Tosco-Emiliano. E partendo dal tipico paesaggio toscano di bassa e media collina caratterizzato da vigneti e uliveti, attraverso boschi di castagno raggiunge le maestose faggete e abetaie della riserva naturale dell’Acquerino, per poi entrare nel paesaggio dell’alta Emila caratterizzato da prati e boschi.

In sintesi La strada dei Longobardi nasce per offrire a coloro che vogliono camminare in una natura ancora in gran parte incontaminata e selvaggia, ma ricca di emergenze storiche, un valido percorso che, peraltro, rappresenta anche un raccordo tra il Cammino di S. Jacopo e la via Francesca della Sambuca, ma anche per far conoscere il territorio e dare impulso turistico ai numerosi paesi che incontra, stimolando la nascita di strutture ricettive che rappresenterebbero una valida alternativa allo spopolamento che ancora interessa questa parte dell’Appennino.

Dettagli: lunghezza: 10 km, dislivello: 300 m, difficoltà: medio (escursionistico). Equipaggiamento: scarponcini da trekking, abbigliamento a strati, almeno 1 l d’acqua, spuntini

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