di Marzio Dolfi
PISTOIA – C’è stato stamani un incontro fra don Massimo Biancalani e il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli. Al centro la situazione della parrocchia di Vicofaro e l’esperienza di accoglienza della parrocchia. “E’ stato un incontro molto positivo – dice don Biancalani – in cui il Vescovo ha sottolineato che intende continuare ad appoggiare l’esperienza, pur chiedendo miglioramenti e ribadendo la necessità di alleggerire i numeri”.

Il Vescovo ha ribadito quello che già aveva annunciato in una nota della Diocesi: la città non può lavarsi le mani rispetto ai problemi di Vicofaro né “risolverli” con una ordinanza di inagibilità. E la Chiesa pistoiese fa sentire la sua vicinanza al suo prete di frontiera. “Il Vescovo – commenta don Massimo – riconosce il lavoro fatto e non fa mancare l’appoggio della Chiesa pistoiese. E’ sempre stata una nostra aspettativa avere questo sostegno e questo contributo”.
Nell’incotro si è parlato anche della necessità di mettere in moto l’intervento delle realtà pistoiesi, anche quelle associative del mondo ecclesiastico. “Fondamentale – per il parroco – un clima di accoglienza che vada al di là della parrocchia. Per il Vescovo è bene rafforzare la nostra esperienza di prima accoglienza e nello stesso tempo avviare le uscite, rendendo i ragazzi indipendenti e accompagnandoli in questo difficile percorso”.
Occorre avviare uscite, individuare sostegni, trovare magari formule di garanzia per gli affitti. “E certo non è facile – sono ancora parole di don Biancalani – in un un clima politico e sociale dove c’è questa avversione e una fortissima pressione sul tema immigrazione. Il problema è certo ben più grande di Vicofaro. ‘Tu devi smettere di accogliere’, mi dice il Vescovo. Ma la Chiesa ha il compito di intervenire sulla linea del Vangelo. Devono essere le strutture pubbliche a trovare le soluzioni concrete, senza creare baracconi assistenzialistici”.
Mentre parla al telefono ha davanti un ragazzo che ha avuto problemi con un Centro d’accoglienza in montagna. “Come posso non accoglierlo e dargli un letto per la notte”. E un altro giovane (sono tutti molto giovani gli ospiti di Vicofaro) ha avuto un’offerta di lavoro in Puglia per un contratto stagionale. “Mi ha telefonato, sarà costretto a ritornare”.
Questo è Vicofaro. Dove ora ci sono presenza in leggero calo, attorno a 110, per effetti di un provvedimento del ministro Lamorgese che ha aperto un canale importante per fuoriuscire. Ma per quanto tempo?
“Il Vescovo – aggiunge don Biancalani – auspica proprio questo: trovare forme di uscita in abitazioni o stabili messi a disposizione dalle istituzioni dove i ragazzi possano avviare a gestirsi. E qualche soluzione pilota potrebbe metterla in campo anche la Chiesa stessa”.
Ricordiamo che Vicofaro è sotto minaccia di “sfratto” da parte del comune, che ha inoltrato una ordinanza di inagibilità, con precise indicazioni di adeguamenti igienici.
“Nel frattempo l’amministrazione locale è molto attiva nel vessarci. Vergognoso ad esempio che alcuni consiglieri comunali, invece di aiutarci a trovare soluzioni, aggreghino le persone che ci sono ostili.
Dall’incontro con Monsignor Tardelli – conclude don Biancalani – si è accesa una luce importante. Un incontro che si aspettava, come si aspettava anche un sostegno concreto”.







