PRATO – Eenergia elettrica e gas metano hanno subito e continuano a subire impennate di prezzi straordinarie, tali da gettare un’ombra molto pesante sulla ripresa economica in questa fase di uscita dalla pandemia.
Anche la moda è fra i settori che risentono di questa situazione e Prato, con la sua alta concentrazione di imprese tessili e, nello specifico, di lavorazioni con forte consumo energetico, è letteralmente in trincea.

L’aumento di costi, fra i più forti della storia recente, impatta in prima battuta appunto sulle lavorazioni: filature, tessiture, tintorie e rifinizioni, oltre a tutte le fasi concentrate prevalentemente nel mondo artigiano, dalle stesse tessiture a – fra le altre – orditure, roccature, ritorciture.
Ma se il problema costi si abbatte ovunque ci siano macchine (particolarmente dove oltre all’energia elettrica si utilizza gas metano), la sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord è concorde nell’affermare che gli aggravi sulle lavorazioni non possono essere solo a carico di queste, ma è tutta la filiera, fino ai brand compresi, che deve sentirli come propri.
Importante disporre preliminarmente di dati oggettivi che misurino l’entità del problema. Confindustria Toscana Nord ha effettuato una ricognizione per mettere a fuoco andamento dei prezzi (proiettato sul 2022) e incidenza sui principali comparti produttivi industriali. I risultati sono da allarme rosso: rispetto a quest’anno, nel 2022 +200% sulla bolletta del gas e +51,9% su quella dell’energia elettrica (dati che comprendono i costi della componente primaria, del trasporto, oneri di sistema e accise).
Questi incrementi peseranno su tutte le lavorazioni indistintamente, sia pure con incidenze diverse a seconda delle tipologie produttive.
In un campione di filature e tessiture industriali – interessate dalla sola energia elettrica – l’incidenza media della voce energia sul totale dei costi di bilancio degli ultimi anni – prima quindi degli attuali aumenti – varia tra 10% e 14,2%. Nel caso della nobilitazione (tintorie in fiocco, tintorie filati, tintorie e rifinizioni in pezza, tintorie in capo) l’incidenza del gas, sempre nel campione di imprese analizzato, varia tra il 5,3% e il 10,9% mentre quella dell’energia elettrica tra il 3,9% e il 5,8%.



