mercoledì, Settembre 9, 2026

Indagato 21enne per la truffa del “carabiniere”

VIAREGGIO – Gli agenti del Commissariato di Viareggio, nei giorni scorsi hanno fermato e denunciato un giovane colto in flagranza durante un tentativo di truffa ai danni di un’anziana viareggina.

Una pattuglia delle Volanti della Polizia di Viareggio

Subito dopo l’ora di pranzo, infatti, è giunta una chiamata al 112 con la quale una donna ha riferito alla sala operativa del Commissariato che probabilmente era in corso una truffa ai danni della sorella poiché era stata contattata telefonicamente da una persona che, dopo essersi qualificata come “carabiniere”, ha riferito all’anziana che il figlio aveva avuto un incidente e stava per essere arrestato, a meno che ella non avesse immediatamente effettuato il pagamento di 1.200 euro. 
I truffatori hanno invitato la donna a non chiudere la telefonata e di andare a controllare la sua disponibilità sia in contanti che sotto forma di monili in oro o gioielli e che poco dopo sarebbe giunto presso la sua abitazione un altro “carabiniere” a ritirare la somma richiesta.
L’anziana però non è caduta nella trappola e, assecondando i truffatori non ha chiuso la telefonata, avvisando però la sorella chiedendole di avvisare le forze dell’ordine. 
La Polizia, giunta sotto casa della signora, ha notato un giovane che parlando al cellulare consultava i vari nomi sul citofono dell’abitazione e, subito dopo, faceva dei cenni all’anziana che nel frattempo si era portata sul terrazzo di casa.
L’uomo è stato immediatamente fermato e dal cellulare in suo possesso, è stato verificato che si trovava ancora in contatto con il complice che a sua volta era in contatto con l’anziana.
Accompagnato presso gli uffici del Commissariato il giovane è stato indagato in stato di libertà.
La Polizia di stato invita i cittadini, in caso ricevessero richieste del genere, ad assecondare i malviventi e allertare immediatamente le forze dell’ordine, ribadendo ancora una volta che né la Polizia di Stato né l’Arma dei Carabinieri richiedono il pagamento in contanti, tanto meno in oro o gioielli, per evitare arresti.

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