PISTOIA – Il “Coordinamento Scuole per la Palestina” di Prato e Pistoia si è nuovamente interrogato sui vari disegni di legge che gareggiano nella definizione di antisionismo:
“Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” (DDL n.1004, Romeo; DDL n.1575, Scalfarotto; DDL n.1627, Gasparri; DDL n.1722, Del Rio)

Si tratta, in tutti questi casi, del tentativo disperato di equiparare l’antisionismo all’antisemitismo e di porre un ulteriore freno all’informazione e alla diffusione dell’evidenza del genocidio che si continua a perpetrare inesorabilmente in Palestina. Ritenendo assai grave la possibilità che venga negata la presentazione corretta e plurale dei fatti nonché la loro libera analisi e discussione, la comunità educante tutta – docenti, personale ATA, educatrici ed educatori – ha voluto sottoscrivere il seguente documento con il quale si ribadisce la libertà di insegnamento, di analisi, di opinione e di espressione nella scuola pubblica.
“Nell’agosto 2025 il senatore Maurizio Gasparri ha presentato al Senato un Disegno di legge intitolato “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo”. Non è la prima né l’unica iniziativa di questo stampo. Esistono infatti altre tre proposte: una a opera di tre senatori leghisti depositata già il 30 gennaio 2024; una del senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, presentata l’8 luglio 2025; una di pochi giorni fa, firmata da Graziano Del Rio e da altri senatori Pd di area riformista. Tutti e quattro i testi menzionano la scuola, ma è il DDL Gasparri a dedicarle la maggiore attenzione: vediamo con quale tenore. Il fulcro del DDL Gasparri è, nell’art.1, l’adozione integrale della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Il testo dell’IHRA (su cui peraltro si basano anche gli altri Disegni di legge) consta di due parti: la prima presenta una definizione di antisemitismo, fumosa e quindi non adatta a essere tradotta in legge, però generalista e condivisibile; la seconda contiene una serie di esempi di cosa l’IHRA consideri antisemitismo. Questa seconda parte mostra due problemi: il primo è che, pur non affermandolo espressamente (e ribadendo che le critiche a Israele sono legittime), la dichiarazione equipara antisionismo e antisemitismo; il secondo è che, proprio per tale sottintesa equiparazione, molte delegazioni all’interno della stessa IHRA non l’hanno votata, dicendosi favorevoli solo alla prima parte. Esistono poi altre definizioni altrettanto riconosciute a livello internazionale, e non ambigue sulla distinzione tra antisionismo e antisemitismo: la Jerusalem Declaration on Antisemitism, sottoscritta da 370 studiosi ebraici e del Medio Oriente nel 2021; il Nexus Document, redatto nel febbraio 2021 e aggiornato nel giugno 2024 dal gruppo statunitense Nexus Task Force, sottoscritto da oltre 100 personalità ebraiche statunitensi, tra cui 20 rabbini.
Torniamo al DDL Gasparri, che nell’art.2 comma 1 recita: “I Ministeri […] dell’istruzione e del merito e dell’università e della ricerca promuovono corsi di formazione iniziale e progetti di formazione continua destinati […] ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado e ai docenti e ricercatori universitari. I corsi e i progetti di cui al presente comma sono specificamente dedicati allo studio della cultura ebraica e israeliana e all’analisi di casi di antisemitismo […]”.
E ora il comma 2: “Il Ministro dell’istruzione e del merito istituisce, presso le scuole di ogni ordine e grado, corsi annuali di formazione rivolti agli studenti, al fine di favorire il dialogo tra generazioni, culture e religioni diverse, e di contrastare le manifestazioni di antisemitismo, incluso l’antisionismo.” Come qui si vede, Gasparri fa quello che nemmeno l’IHRA ha fatto: equipara espressamente antisionismo e antisemitismo.
Nell’art.3, intitolato “Prevenzione e segnalazione di atti razzisti o antisemiti in ambito scolastico e universitario e relative sanzioni”, si elencano le sanzioni a cui saremmo sottoposti, come docenti, in caso di “violazione dei doveri di prevenzione e segnalazione”. In pratica si istituisce il reato di mancata delazione.
Nell’art.4, infine, si indicano le pene per tali reati, aggravando quelle già contenute negli articoli del Codice penale.
Ma perché nel DDL Gasparri si sceglie proprio l’incerta definizione dell’IHRA? E perché – e perché proprio adesso – viene proposto un simile provvedimento legislativo, quando nel Codice penale italiano gli articoli 604bis e 604ter puniscono già i reati di odio razziale, specificamente quelli antisemiti e negazionisti? Perché, infine, si ritiene necessario spiegare proprio ai docenti e agli studenti cosa sia l’antisemitismo, e metterli in guardia minacciando castighi? Le ragioni sono evidenti: aderire a una definizione imprecisa e dilatabile permette di applicarla con opportuna flessibilità; equiparare antisemitismo e antisionismo significa criminalizzare ogni critica allo Stato di Israele e alle sue politiche; sorvegliare e punire il lavoro di scuole e università serve a reprimere un dissenso che negli ultimi mesi è andato aumentando, con la questione palestinese a fare da catalizzatore. Si aggiunga che numerosi Dipartimenti universitari hanno bloccato la collaborazione con lo Stato genocida: cosa alquanto preoccupante per i governanti di un paese che, come l’Italia, coopera alacremente con Israele sul piano economico. A tutto questo intende porre rimedio il DDL Gasparri e gli altri consimili, approntando un conveniente e tempestivo reato d’opinione: è necessario rendere impossibile criticare lo Stato di Israele.
Dunque: tutti dietro ai banchi, insegnanti di ogni ordine e grado, professori universitari, magistrati, militari, forze di polizia a scuola di formazione della “cultura israeliana” (sic nel testo). Gli studenti di ogni ordine e grado dovranno infatti seguire ogni anno analoghi corsi di formazione (naturalmente senza nuovi oneri per il ministero). Il personale scolastico – dirigenti, insegnanti, docenti universitari, ricercatori – avrà in aggiunta l’obbligo di prevenzione e segnalazione degli atti di disapprovazione dell’ideologia sionista, pena gravi punizioni. Tutto questo è più che sufficiente per chiarire lo scopo vero del DDL, che non è la lotta all’antisemitismo bensì la repressione del libero dibattito e della libera analisi sui fatti storici riguardanti i paesi dell’area del Mediterraneo Orientale.
Giuristi e costituzionalisti hanno già rilevato nel DDL elementi di criticità costituzionale. La nostra Costituzione sancisce la libertà d’insegnamento nel rispetto dei principi fondamentali quali il divieto di discriminazione per motivi di sesso, di “razza”, di lingua, di religione, di opinione politica e religiosa, di condizione personale e sociale: questi sono i netti e sicuri orizzonti dentro i quali sempre abbiamo operato e vogliamo continuare a operare.
Per questo alziamo la voce per dire NO al DDL Gasparri e a tutti i Disegni di legge che equiparano deprecabile antisemitismo e legittima critica alle politiche di Israele: NO alla censura, NO al bavaglio ai docenti e agli studenti della scuola e dell’università italiane! NO all’istituzione di fatto del reato di opinione! NO alla violazione degli articoli costituzionali che garantiscono la libertà di insegnamento!”
Hanno sottoscritto il documento contro i disegni di legge in discussione in Parlamento in materia di “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”, elaborato dal Coordinamento “Scuole per la Palestina Prato e Pistoia”, ben 848 lavoratori delle seguenti scuole pubbliche:
Liceo Scientifico A.di Savoia – Pistoia
ISI Sismondi Pacinotti – Pescia (PT)
CPIA 1- Prato
IC Don Milani- Prato
ITA Anzilotti- Pescia (PT)
Liceo Artistico Policarpo Petrocchi- Pistoia
ITCS F. Pacini
IPSSCS Luigi Einaudi – Pistoia
ICS Frank-Carradori
Liceo Scientifico e Linguistico N. Copernico – Prato
Istituto Lorenzini Pescia (PT)
Itt Fedi Fermi – Pistoia
I.C. Nord Prato- Scuola sec. di I grado E. Fermi – Prato
I.C. Pier Cironi – Prato
I.C. Marconi Frosini – Pistoia
Liceo Carlo Livi – Prato
ITSE Capitini – Agliana (PT)
I.C. Bonaccorso da Montemagno – Quarrata (PT)
Liceo Niccolò Forteguerri – Pistoia
I.P. De Franceschi Pacinotti – Pistoia
I. C. San Marcello Pistoiese – San Marcello Pistoiese (PT)
ITC Francesco Forti – Monsummano (PT)









