AGLIANA – L’ironia, la connessione con il pubblico, le innovazioni e le sperimentazioni musicali di uno dei cantautori più originali del panorama italiano.
Un’altra serata speciale di musica d’autore al Carabattole Love Park di Agliana con ospite Ivan Cattaneo, che ha dato vita a un’esibizione vivace e partecipata nel suo stile sempre ironico, dissacrante e fuori dagli schemi, alternando l’esecuzione dei brani del suo vasto repertorio – da poco ha tagliato l’importante traguardo dei cinquant’anni di carriera musicale – a chiacchierate informali con il pubblico, tra spiegazioni della storia delle sue canzoni, racconti di aneddoti e riflessioni sparse.

Ivan Cattaneo rappresenta ancora oggi una delle figure più poliedriche, iconoclasti e sottovalutate del panorama musicale italiano. Fin dal suo esordio a metà degli anni Settanta, l’artista bergamasco ha spezzato gli schemi imperanti della canzone d’autore tradizionale imponendosi come un pioniere assoluto del punk, della new wave e del synth-pop in Italia, ben prima che questi generi diventassero di dominio pubblico e iniziassero ad avere un riscontro commerciale.
La sua originalità musicale risiede in una sintesi unica: da un lato, una formazione vocale ed estetica fortemente influenzata dal glam rock britannico, con David Bowie e Marc Bolan come modelli di riferimento; dall’altro, una profonda radice nell’avanguardia concettuale, performativa e visiva, intendendo la musica come estensione dell’arte figurativa e intrecciando spesso le due arti di musica e pittura.

Album cardine del suo primo periodo “sperimentale” come UOAEI (1975) e Urlo (1980) testimoniano un’incredibile spinta innovativa: in particolare il suo disco d’esordio, il cui titolo è composto dalle cinque vocali dell’alfabeto e la cui struttura è costituita quasi esclusivamente da suoni vocalici, ha anticipato esperimenti di ricerca vocale e sonorità elettroniche distorte, sfidando la dittatura della “canzone di protesta” dell’epoca con toni irriverenti, provocatori e fortemente legati all’universo queer e alla liberazione sessuale.
Il terzo disco SuperIvan (1979) introduce ritmi incalzanti, un ampio ricorso ai sintetizzatori, linee vocali drammatiche e l’uso spregiudicato del falsetto, strizzando l’occhio al rock elettronico e alla disco music di fine anni Settanta; ma è con l’album Bandiera gialla (1983) che Cattaneo inventa il concetto moderno di “cover/remake elettronico” in Italia, prendendo i classici del beat degli anni Sessanta e rivisitandoli in chiave new wave, synth-pop e disco-punk, trasformando brani nostalgici in modernissimi “ordigni da discoteca”. È un’operazione coraggiosa e innovativa, per certi versi anche dissacrante e provocatoria, ma che permette a Cattaneo di ottenere un buon successo commerciale, grazie alla riproposizione in forma del tutto originale di pezzi di “mostri sacri” della canzone d’autore italiana come Caterina Caselli, Rita Pavone e Patty Pravo.
Negli anni Ottanta e Novanta l’artista ha proseguito la sua traiettoria fuori dagli schemi, lanciando concept album come L’album blu (1981) e dedicandosi all’arte visiva, alla pittura e alla creazione della “TNS” (Teoria della Nuova Scrittura), a dimostrazione che per lui il suono, l’immagine e la parola sono vettori della medesima carica eversiva.

La particolarità di Ivan Cattaneo sta proprio nell’essere stato un visionario “fuori tempo massimo”: troppo avanti e sperimentale per la canzone d’autore degli anni Settanta, troppo colto e dissacrante per il pop disimpegnato del decennio successivo. La sua voce versatile, capace di passare da acuti siderali a recitativi teatrali, unita a un gusto arrangiativo audace e privo di pregiudizi, lo consacra come uno dei veri innovatori e precursori del pop alternativo italiano.
La serata aglianese ha ben rispecchiato il carattere, lo stile e l’universo musicale di Cattaneo, che ha dimostrato di possedere la stessa voglia e la stessa energia per continuare a scrivere canzoni e portare in giro per l’Italia la sua musica e la sua voce.

“Quando mi renderò conto di non avere più voglia, mi fermerò – ci ha confessato in una breve dichiarazione a margine del concerto – per adesso sono soddisfatto di questo tour e di portare avanti in parallelo progetti musicali e lavori di pittura. Mentre la musica è contaminazione e vive di tendenze, la pittura è arte in purezza, la vedo come un’attività più d’elite dotata del potere e della capacità di rimanere più a lungo in futuro”.










