mercoledì, Aprile 1, 2026

Katia Foderi, la danza come linguaggio alla ricerca della socialità

di Elisabetta Branchetti

PISTOIA – Katia Foderi è nata e vive alla periferia di Pistoia, ma ha origini senesi. Qui ha la sua bella famiglia, suo marito e compagno di vita, Fabio, i suoi due splendidi figli, la sua mamma. La sua vita è un vortice di impegni sfide ed emozioni. Il suo babbo le ha donato spirito artistico, grande forza d’animo e grande umiltà; la sua mamma grande rigore, spirito di abnegazione e voglia di distinguersi. Eccola qua, una testa dura che spesso soffre perché non riesce a trasmettere quello che pensa e vuole nel modo corretto, ma ci prova e ci riprova, senza mollare. Ha sempre pensato che in ogni cosa che fa non raggiunge mai la perfezione che vorrebbe, considera la sua vita senza età e “tanto imperfetta quanto meravigliosamente viva”; anima cuore ed energia, prima nella scuola, nel canto, nella musica e nel pattinaggio artistico, poi nel lavoro e nella danza. Katia è quella che vede l’amicizia in ogni persona e che trova in tutti “il buono che sempre c’è”, che osa e si butta in ogni occasione: ancora non ha imparato che non si fa.

Katia Foderi e il marito Fabio

Come e quando è nata la tua passione per il ballo?

I miei genitori sono sempre stati quelli del fine settimana in balera, e io sono cresciuta così, ho sempre amato la musica e la danza.

Quale è stato il tuo percorso artistico?

Ho iniziato a ballare nel lontano 1998 quando Fabio, per me e solo per me, ha detto “Via, andiamo a questa benedetta scuola di ballo. Ma solo un mese e poi se non mi piace io smetto”: delle 7 coppie di amici, solo noi siamo rimasti ed eccoci ancora qua. Prima allievi dei corsi sociali, poi competitori agguerriti , temuti e e premiati; ricordo il nostro trionfo nella ranking List del 2004. E tutti i nostri podi. E poi collaboratori e infine, dopo studi ed esami, professionisti e tecnici Csen, ASC e Fidesm.

Katia Foderi

Quando hai iniziato ad insegnare e cosa ti ha spinto a farlo?

I nostri primi corsi sociali sono nati, per gioco e sfida, intorno al 2000 al Circolo di Candeglia, dove mai nessuno era riuscito far partire la scuola di danza nonostante la balera fosse piena il sabato sera. Tanti bambini nel quartiere, che per motivi diversi non praticavano alcuno sport, e allora perché no? “Cerchiamo di creare un polo di divertimento e socializzazione”, abbiamo proposto ai rappresentanti del circolo: in quel settembre i bambini erano 6, a dicembre 20 a giugno 60. E così anche i corsi sociali per adulti . Non ci siamo più fermati.

Quale scuola stai dirigendo?

Con Fabio dirigiamo Progetto Danza Toscana, con sede principale a Pistoia (via Pietro Lippi 1) vicino ai giardini di Monteoliveto. una struttura bellissima di 400 metri quadrati, due sale con parquet e specchi, dove, insieme a tutti i nostri preziosi collaboratori insegniamo sia in ambito sociale che competitivo danze standard/ballo da sala, latino americane, coreografiche, caraibiche e accademiche per chi è solo, in coppia, in gruppo, per tutte le età. Abbiamo un corso per i ragazzi del settore Paralimpico, anche agonistico amatoriale, che ci dà moltissime soddisfazioni e di cui andiamo particolarmente fieri. In più, corsi per il benessere della persona: Pilates e ginnastica funzionale. Forte anche la nostra presenza sul territorio pistoiese e la nostra partecipazione a tutte le manifestazioni e gli spettacoli a scopo benefico. Ma il nostro interesse per il quartiere in cui viviamo rimane al Circolo di Candeglia e al circolo delle Fornaci.

La scuola Progetto Danza

Avete vinto molti premi?

Grandi sono le soddisfazioni che i nostri allievi ci hanno regalato e ci regalano tempo per tempo: campioni regionali e italiani , vice campioni, finalisti, in tutte le discipline promosse e riconosciute dal CONI.

Quali progetti hai a breve?

Quest’anno abbiamo ripreso alla grande. E ci stiamo apprestando a iniziare la nuova stagione sportiva con i vari circuiti di competizione, abbiamo spettacoli da preparare e talent a cui partecipare.

Il gruppo paralimpico

Hai un sogno in particolare da realizzare?

I miei sogni sono ancora tanti, ma rimanendo in ambito danza, vorrei veramente che questo mondo straordinario e bellissimo, che offre ai nostri ragazzi la possibilità di esprimersi con il corpo e con l’anima, in ambiente sano (e sappiamo quanto sia difficile la comunicazione e l’espressione per queste generazioni), risplendesse di valori anche in ambito organizzativo federale e in ambito competitivo. La nostra associazione è fatta di valori, sport, aria di famiglia e protezione, a tutti pari opportunità, insieme a tutta la nostra professionalità. E poi vorrei riprendere a ballare e girare un po’ il mondo, ma chissà.

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