domenica, Settembre 20, 2026

La Bambina di Montmalon all’Accademia della Chionchina


PISTOIA – In una piacevole conviviale è stato presentato ai soci dell’Accademia della Chionchina l’ultimo romanzo di Alberto Vivarelli, “La bambina di Montmalon” (Effigi Editore).

Vivarelli giornalista di lungo corso per varie testate nazionali, inviato, responsabile del giornale Il Tirreno di Pistoia e Prato poi fondatore del giornale online ReportPistoia, da qualche anno ha scoperto la vena di scrittore. Una vena che lo ha portato a scrivere ben quattro libri nell’arco di tre anni, un altro è in stampa e altri in itinere. Insomma, come si è sostenuto, una sorta di “bulimia” letteraria.

Nell’ordine sono usciti “La carezza del diavolo”, “Butterfly”, “Fratelli di sangue” e questa “Bambina” con i quali ha vinto diversi premi letterari nazionali, riconoscimenti e menzioni a Firenze, Viterbo, Cuneo, Rieti, Bologna, Sarzana.

Quest’ultimo lavoro è una storia che riguarda una famiglia ebrea che, senza esser un racconto sulla Shoah, sfiora l’argomento delle deportazioni, la sparizione di una persona, la solitudine durata 58 anni, con alcuni riferimenti ai ghetti di Venezia e Bologna.

Come tutti i libri di Vivarelli, anche questo cita molti luoghi ben delineati nella collocazione geografica, anche se il nome Montmalon è di fantasia, che per alcuni possono riportare alla mente ricordi di turista o semplicemente incuriosire al pari del contenuto dei libri e degli intrecci che si dipanano pagina dopo pagina.

La storia di questo racconto, che mescola mistero, suspense e amore, prende l’avvio a Ponte di Langlois in Francia in una casa abbandonata. Adele, la protagonista ragazza ribelle e indipendente, trova un diario nascosto in un vecchio muro dietro un mattone in un edificio abbandonato nella città, Langlois appunto, dove errando torna da sola dopo esserci stata per molti anni in vacanza con la famiglia.

Il diario, scritto e lì abbandonato da una giovane donna ebrea, riportano alla luce gli anni della guerra, la fuga dall’Italia e l’attraversamento di un’Europa ferita in cerca di salvezza dai rastrellamenti e dai campi di sterminio. In quelle parole prende forma un intreccio inatteso: accanto alla protagonista e sua madre compare una bambina, una presenza fragile e misteriosa, che attraversa la storia come un segreto mai svelato. Ed è la ricerca della fantomatica bambina che porta Adele in giro per la Provenza con incursioni nella Savoia e in Germania.

Insomma un libro che narra una storia rimasta sepolta per 74 anni, un abbandono per amore che avvince e fa partecipe il lettore che qui scopre anche l’amore per la musica, in particolare la sonata n. 2 per pianoforte di Rachmaninov che, a sua volta, ha un ruolo di rilievo nel racconto.

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