PISTOIA – Una biblioteca specialistica che affronta il tema del lavoro in tutti i suoi ambiti di studio e ricerca attraverso le molteplici discipline a esso collegate, dalla storia al diritto, dalle scienze sociali alla filosofia, dalla politica alla letteratura a sfondo sociale.
Presso la sede della Camera del Lavoro della Cgil di Pistoia (via Puccini 104) si trova la Biblioteca della Fondazione Valore Lavoro, inclusa nella rete Redop, in costante espansione e ancora in fase di catalogazione, con un patrimonio totale che si aggira attorno agli 8000 tra libri e riviste, di cui 3000 attualmente in catalogo.

Chiamata e talvolta indicata in maniera impropria come “Biblioteca della Cgil di Pistoia” in quanto ospitata nei suoi locali del primo piano, in realtà la biblioteca, insieme all’Archivio storico, appartiene alla Fondazione Valore Lavoro, ente strumentale della stessa Cgil costituita nel maggio del 2011 allo scopo di conservare la documentazione prodotta dalla Camera del Lavoro e di promuovere lo studio e la conoscenza della storia sociale, politica, economica e culturale dell’Italia contemporanea e della comunità locale, con particolare riferimento alle vicende del lavoro, del movimento sindacale e delle lotte politiche e sociali.
“Il nucleo originario della biblioteca – spiega Stefano Bartolini, direttore della FVL – è costituito dai volumi presenti nella Camera del Lavoro di Pistoia, in considerazione anche del fatto che la stessa Cgil svolge attività editoriale con una propria casa editrice, oggi di nome Futura, che non si limita a stampare materiale tecnico e operativo ma pubblica con regolarità collane di libri di storia e narrativa.
Nel 2011 la Fondazione prende vita anche allo scopo di organizzare e catalogare questo materiale bibliotecario, che si presentava in maniera sparsa seppur dotato di una forte caratterizzazione: con l’ingresso nella rete Redop, avvenuto lo stesso anno, sulla base questo nucleo già specialistico sui temi del sindacato e del lavoro si è costituita una biblioteca a tutti gli effetti.
È stata promossa una politica di continua implementazione, tramite acquisto di libri o accoglimento di lasciti e donazioni, soprattutto da fondi privati di ex sindacalisti o di ex dirigenti politici del PCI; ma nel corso degli anni abbiamo accolto anche fondi provenienti da altre biblioteche che sono state chiuse e smembrate, come il piccolo ma interessante fondo di salute, medicina e sicurezza sul lavoro dell’ex biblioteca della Provincia di Pisa, oppure collane di riviste scartate dalla Forteguerriana su mestieri, didattica e problemi del lavoro.
La donazione più consistente, arrivata due anni fa e ancora in fase di inventariazione, è il fondo di libri e opuscoli di Merano Bernacchi, ex dirigente della Confederterra in Valdinievole e in Lucchesia”.
La biblioteca include anche una ricca emeroteca, con qualche decina di titoli di riviste e periodici di carattere nazionale e locale, alcuni ormai cessati, altri che continuano le loro pubblicazioni: tra questi, due periodici sindacali locali – “La nostra terra” della Federmezzadri e “Informazione sindacale” della Cgil Pistoia – sono stati interamente digitalizzati grazie a contributi pubblici e saranno liberamente consultabili online da parte di tutti gli utenti interessati.

Grazie a una politica di costante aggiornamento e acquisto “ragionato” di nuovi libri, la Biblioteca della FVL mantiene un carattere di base specialistico, ma capace di includere tutte le discipline e gli ambiti di studio e ricerca che riguardano la macroarea e il tema generale del “lavoro”, visto nelle sue molte sfaccettature. Qui si possono trovare libri di psicologia, sociologia, antropologia, storia, filosofia, arti e diritto connessi al tema lavoro e al movimento sindacale, opere di letteratura e narrativa sociale, più un interessante filone di rassegne e dibattiti in seno alla sinistra lavorista nel corso dei decenni.
È uno sguardo rivolto in gran parte al passato e alla storia del secondo Novecento – la FVL è nata proprio allo scopo di conservare questa memoria – ma capace di “leggere” anche il presente, grazie alla compresenza di volumi più “datati” e di carattere storico insieme ad altri di recente pubblicazione e legati a temi e dibattiti d’attualità.
“La nostra utenza è piuttosto variegata – sottolinea Bartolini – e si può distinguere in tre categorie: quella più numerosa è costituita da un’utenza universitaria di studenti, ricercatori, laureandi e dottorandi di vari dipartimenti che si rivolgono alla biblioteca per cercare materiali per esami e tesi di laurea o di dottorato; poi c’è un gruppo più ristretto e generico di cittadini interessati alla narrativa sociale, industriale e a tema lavoro che ricercano libri di intrattenimento o per cultura e piacere personale; infine ma parte minore ma caratterizzante è costituita dallo stesso mondo sindacale, con sindacalisti, funzionari o delegati che in previsione di riunioni o incontri richiedono libri soprattutto di attualità e di dibattito politico.
La biblioteca adotta la modalità di prestito locale e per snellire e facilitare le procedure di consegna e di restituzione dei libri ci appoggiamo sulla portineria della Camera del Lavoro: l’utente interessato a un prestito di norma contatta la biblioteca indicando i dati del volume da richiedere, che gli viene lasciato in portineria dove può venire a ritirarlo negli orari di apertura della sede. Lo stesso vale per la restituzione, per richieste di rinnovo dei prestiti è sufficiente anche in questo caso avvertire la biblioteca per via telefonica oppure scrivendo una mail”.

Presso i locali della Cgil, oltre alla Biblioteca della FVL, è ospitato anche l’Archivio storico della Camera del Lavoro di Pistoia, ancora in fase di sistemazione: esso include materiali prodotti dal sindacato nel corso degli anni e possiede al suo interno varie sottosezioni con fondi che fanno riferimento a tutte le aree d’interesse e di competenza della Cgil, come Fiom, Federmezzadri o Filt.
Come per ogni archivio di una Camera del Lavoro, anche quello pistoiese offre un intero spaccato sulla società locale da un punto di vista del lavoro e del sindacato: al suo interno si trovano documenti e materiali su asili e scuole, viabilità, industria e inquinamento, agricoltura, salute, attività culturali, gemellaggi del sindacato con altre realtà estere, settori internazionali, politiche sulla tossicodipendenza, politiche per la montagna. È una grande “fotografia” che permette di ricostruire molti aspetti politici, economici, sociali e culturali della realtà pistoiese del passato, e di vedere i suoi mutamenti nel corso del tempo.
I cambiamenti intervenuti dal dopoguerra a oggi appaiono ancora più evidenti nella sezione fotografica dell’archivio, interamente digitalizzata e autentica “miniera” di immagini e informazioni con oltre 6000 foto che coprono tutta l’età repubblicana dalla metà degli anni Quaranta a oggi, scattate a Pistoia e nel suo territorio. Sono documenti legati a situazioni particolari e contesti di lavoro – cortei e manifestazioni, scioperi, occupazioni di fabbriche, assemblee sindacali – che si possono liberamente visionare online e che rappresentano una fonte significativa per studiare l’evoluzione di Pistoia attraverso i decenni non solo dal punto di vista del lavoro e del mondo sindacale, con le sue lotte e le sue rivendicazioni, ma anche da quello dei mutamenti a livello urbanistico e nella società locale.
Le stampe dell’archivio testimoniano una Pistoia che inevitabilmente cambia nell’arco di ottant’anni, e con essa cambiano i momenti di cittadinanza attiva, il modo di vestire e di stare in piazza, gli spazi pubblici che subiscono modifiche e trasformazioni. Uno sguardo sulla città nel suo recente passato che ci permette di riconoscere volti, rivedere la Pistoia dei nostri genitori e dei nostri nonni, riflettere sul tessuto economico e sociale del territorio e la sua evoluzione negli anni: uno straordinario patrimonio iconografico reso accessibile e fruibile a tutti.









