di Caterina Benini
CASALGUIDI – Silvia e Bernardo, i genitori di Matilde, lanciano un appello alla comunità: la piccola biblioteca nel giardino di via Matteotti a Casalguidi, è nata per condividere il piacere della lettura, non per diventare un luogo dove abbandonare libri che non si vogliono più.

Il gesto semplice di prendere un vecchio libro dalla propria libreria e lasciarlo nella cabina telefonica trasformata in biblioteca, non deve diventare il pretesto per abbandonare i volumi o i testi che non trovano più spazio nelle case, magari perché rovinati o semplicemente perché non li vogliamo più.
La cabina del telefono trasformata in biblioteca si trova a Casalguidi, frazione del comune di Serravalle Pistoiese, nel giardino dedicato a Matilde, una ragazza solare e sorridente, amante della lettura e brava a scuola, la cui vita si è interrotta a soli 18 anni, sei anni fa.
A trasformare il dolore della sua assenza in qualcosa da condividere con la comunità sono stati i suoi genitori, Silvia e Bernardo. Da una loro idea è nata la Biblioteca di Matilde: una vecchia cabina telefonica recuperata, restaurata e trasformata in una piccola biblioteca aperta a tutti.

La festa di inaugurazione, avvenuta il 25 aprile del 2023 non fu soltanto l’apertura di una biblioteca, ma l’inizio di un percorso per mantenere vivo il ricordo di Matilde attraverso la cultura, la lettura e la solidarietà, valori nei quali credeva profondamente.
Da allora la biblioteca è cresciuta. I libri sono aumentati e oggi nella cabina si possono trovare volumi di generi diversi, pensati per lettori di tutte le età. Lo spazio intorno è diventato sempre più accogliente: accanto alla cabina c’è una panchina bianca e uno sgabello di legno, pensato soprattutto per i bambini.
Capita spesso passando dal giardino di vedere una nonna con un bambino seduti sulla panchina, un libro scelto dalla cabina per trascorrere qualche minuto a leggere, oppure qualcuno che prende un volume e poi lo riporta; qualcun altro che ne porta uno nuovo, contribuendo così ad arricchire la piccola biblioteca dando vita ad un circolo virtuoso.
Sono queste le occasioni migliore per raccontare, più che con le parole, il significato di questo luogo.

Sulla panchina bianca sono state riportate alcune parole speciali scritte da Matilde nel suo diario durante gli anni della malattia, parole che accompagnano chi si ferma a leggere e che rappresentano una parte dell’anima della ragazza.
C’è anche un quaderno, dove chi passa può lasciare un pensiero, un saluto, una riflessione.
Per questo chi decide di portare un libro nella cabina, dovrebbe farlo con lo stesso rispetto con cui ne prenderebbe uno. Un libro può essere usato, può essere già stato letto molte volte, può non essere nuovo, ma dovrebbe essere comunque in buone condizioni e avere ancora qualcosa da offrire a chi lo prenderà dopo di noi.
L’invito di Silvia e Bernardo è quello di non confondere la donazione con lo smaltimento.
Rispettare la Biblioteca di Matilde significa rispettare il significato per cui è nata: trasformare un’assenza in qualcosa che continua a vivere attraverso gli altri.







