PISTOIA – Alla fine la Cisl l’ha licenziato, dopo una manfrina di mesi. Venerdì alle 18.43, Francesco Lauria ha ricevuto la lettera di licenziamento per «giusta causa». In realtà Lauria si era reso colpevole di lesa maestà criticando ripetutamente la deriva meloniana del sindacato dove professionalmente era nato. https://www.reportpistoia.com/dirigente-cisl-a-rischio-licenziamento-lincredibile-vicenda-di-una-epurazione.
A niente sono servite le difese autorevoli di Romano Prodi e Tiziano Treu, di Savino Pezzotta e Giorgio Benvenuto; a niente è servita la solidarietà trasversale e internazionale a una delle menti più acute del sindacalismo italiano. La Cisl di Daniela Fumarola non vedeva l’ora di sbarazzarsi del sindacalista scomodo del sindacalista che ogni giorno ha cercato di riannodare i fili della storia del sindacato, una storia ben distante da quella scritta da Sbarra e Fumarola.
Francesco Lauria è stato licenziato dopo una contestazione ricevuta sulla nuova edizione di un vecchio libro, La lunga marcia della Cisl 1950-2010, di Guido Baglioni, pubblicato dalla casa editrice della Cisl, Edizioni Lavoro, una parte del cui testo non era stata neanche affidata a lui.
Il 15 settembre scorso, al ricercatore era arrivato un procedimento disciplinare, 25 le contestazioni.
Nonostante un chiarimento con i vertici sindacali, il 7 ottobre la Cisl stabilisce una sospensione cautelativa dal lavoro vietando a Lauria l’accesso alle sedi del sindacato. Nel documento ci sono anche 21 nuove contestazioni, in buona parte ricavate da articoli di giornale. In risposta alle contestazioni, Lauria fa 28 ricorsi ai probiviri, di cui molti destinati a Fumarola. Il primo verrà discusso il 30 ottobre.
Lauria è un dipendente della Cisl, quello che ogni azienda “normale” definirebbe il classico sindacalista scomodo: rappresentante del personale, difende i lavoratori di via Po in odore di epurazione.







