giovedì, Settembre 10, 2026

La compagnia di attori de “Il Giuocatore” incontra il pubblico pistoiese

PISTOIA – Il regista Roberto Valerio e la compagnia quasi al completo hanno incontrato il pubblico nella sala soci della Coop a Pistoia, a seguito delle due repliche al Manzoni de “Il Giuocatore” di Goldoni, in prima nazionale.

L’incontro ha scandagliato caratteristiche e intenzioni del regista nella sua “rivisitazione” del testo goldoniano. Nell’interpretazione di Valerio, che il pubblico del Manzoni ha mostrato di gradire, esce una visione estremamente attuale delle patologie di cui sono vittime i giocatori incalliti ma anche coloro ossessionati da vizi e manie: ultima in ordine di tempo la compulsione per i social media e videogiochi.

Un momento dell’incontro fra la compagnia di attori e il pubblico nella sala soci della Coop di Pistoia (foto di Marcello Paris)

Valerio ha tratteggiato una “pièce” che, senza tradire lo spirito e le intenzioni dell’Autore, spazia fra leggerezza e drammaticità. Un lavoro e un significato senza tempo per l’attualità e l’universalità del tema come la scenografia della immaginifica barca che vuole rendere omaggio al teatro inteso come un viaggio.

La volontà di essere contemporanei, dice Valerio, è una necessità per potere dialogare con i ragazzi che vanno a teatro, o quando li incontriamo nelle scuole, senza interpretazioni criptiche per addetti al lavori.

La componente di contemporaneità della messa in scena è stata sottolineata da Alessandro Averone, convincente Florindo giocatore, per l’argomento che affronta la dipendenza nella varie declinazioni e che attraversa diversi strati della società e le età compresa la “tossicità” dei social.

Mimosa Campironi, la Rosaura figlia di Pantalone e promessa sposa di Florindo, oltre a convincente interprete ha scritto le musiche che accompagnano la commedia e si è dichiarata grata a Valerio per averle concesso questa opportunità, a lei che prima di essere attrice ha coltivato la musica. Per lei l’amore verso Florindo rappresenta la positività dei sentimenti, anche questo un fatto, dice, attuale.

Per Gandolfa, la zia di Rosaura interpretata da Alvia Reale, il capriccio di volere sposare Florindo, anche comprando il suo consenso, vuole essere un modo di illudersi di essere ancora giovane e piacente. Un modo per cancellare gli anni rendendosi, però, inevitabilmente goffa e meschina. Per lei, racconta Alvia, questo ruolo è stato positivo perché le ha permesso di mettere in risalto la sua autoironia di fronte ai tanti ruoli drammatici recitati in passato.

Massimo Grigò nei panni di uno dei giocatori imbroglioni, Lelio e Agapito, ha recitato quel ruolo un po’ da guitto che lo ha fatto divertire sbeffeggiando il giocatore sconfitto di fronte alla sua bramosia di “rifarsi” delle perdite che, viceversa, diventano un dramma a causa del risultato opposto.

Grigò ha avuto anche l’opportunità di fare un confronto con i tanti ruoli drammatici ricoperti a partire da “Casa di Bambola”.

Davide Lorino, che ha vestito i panni di Pantalone padre di Rosaria e fratello di Gandola, si è cimentato nell’adattare il veneziano ad un idioma più comprensibile. Lui passato in altra commedia da un Pantalone serioso ad uno serio ma mattacchione.

Infine il debuttante Mario Valiani nei ruoli del servitore e Triburzio, l’altro giocatore, ha semplicemente parlato della grande opportunità di essere stato ingaggiato per questo lavoro che gli ha permesso di confrontarsi, grazie all’aiuto e la capacità di Valerio, in un’opera di un grande scrittore come Goldoni e soprattutto con una compagnia di valore.

All’incontro con il pubblico erano assenti Nicola Rignanese, che vestiva i panni di Pancrazio proprietario del casinò, e Roberta Rosignoli la Beatrice amante di Florindo e rivale di Rosaura.

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