PISTOIA – “Bartolomei è l’assessore al (tenetevelo il) traffico”. Il comitato dei residenti in via Nerucci e via Pascoli, è deluso per i mancati provvedimenti: nessuna soluzione immediata, né un percorso ragionato a medio termine che riporti il traffico a livelli fisiologici. Una situazione al alto rischio a causa delle centinaia di auto che sfrecciano durante la giornata.
Il comitato è deluso per la mancata approvazione di una mozione in Consiglio comunale che ipotizzava alcuni provvedimenti utili a rendere più vivibile la zona.
“Ha così deciso la giunta, con in testa Alessio Bartolomei, l’assessore alla Mobilità urbana, ma sarebbe il caso – commenta amaro il comitato – di definirlo assessore al (tenetevelo il) traffico”.
La mobilitazione dei cittadini è avvenuta dopo l’abnorme aumento di vetture che transitano da via Nerucci e Pascoli (un chilometro in tutto), a seguito di alcune modifiche della viabilità nella parte nord della città, tra la zona industriale Sant’Agostino, via Sestini e Porta San Marco. Si è passati da una prima fase dove la giunta chiedeva ai cittadini di predisporre il “loro” piano traffico di quartiere, ad un pugno di mosche dove neppure un cartello di limitazione della velocità, dossi, o altra segnaletica orizzontale o verticale è stata installata.
Il comitato dei residenti di via Nerucci e via Pascoli ha recentemente portato all’attenzione della giunta comunale di Pistoia le gravi problematiche relative alla viabilità della zona. E’ stato fatta presente la situazione critica di questi ultimi anni dovuta ai troppi accessi alle due strade dove oggi confluiscono le auto provenienti da S. Agostino, da S. Marco/viale Matteotti, da via Antonelli/Bigiano Basso, da via Sestini e da via Tripoli. Risultato di queste variazioni è una congestione del traffico in tutta l’area.
Il comitato ha pure segnalato la tipologia in particolare di via Nerucci, percorso ai limiti della campagna, stretto e altamente residenziale, che adesso è stata trasformata in improbabile superstrada. Fino a un anno fa era percorsa da giovani joggers, ciclisti e escursionisti del ‘Cammino di San Jacopo’ in tutta tranquillità e le abitudini dei residenti, per lo più famiglie con bambini e anziani, erano quelle di evitare l’uso delle auto per recarsi in città o nei quartieri limitrofi.
Non si tratta soltanto di un elevato numero di auto che adesso confluisce nelle due strade, ma anche della sostenuta velocità di percorrenza con conseguenti vari incidenti a danno dei veicoli parcheggiati dai residenti e con forte pericolo per l’incolumità di chi esce di casa.
Il comitato ha quindi avanzato una mozione alla giunta comunale su tali criticità chiedendo soluzioni adeguate, in questo coadiuvato dai consiglieri del PD Stefania Nesi e Paolo Tosi. In un primo tempo tale richiesta è stata accolta e ascoltata con disponibilità, invitando anche una delegazione del comitato in udienza in commissione comunale e aprendo un dibattito che si prometteva costruttivo.
“A tale apertura iniziale – osserva il comitato – non è purtroppo seguita la necessaria e urgente riflessione non solo a rivedere il piano del traffico, ma a venire incontro ai seri problemi di sicurezza oggettivi. L’ultimo consiglio comunale ha dunque respinto ogni richiesta, senza neppure offrire risposte sull’urgente messa in sicurezza delle strade, in attesa di futuri ed eventuali nuovi piani del traffico. Sono infatti necessari nell’immediato la messa in opera di provvedimenti attualmente inesistenti quali strisce pedonali, istituzione di limite di velocità a 30km orari con relativa segnaletica, installazione di dossi rallentatori, ripristino di marciapiedi e barriere para pedonali là dove ora esistono ma sono in cattivo stato. Non siamo tecnici né politici e le nostre proposte attendono soluzioni da chi è preposto ad amministrarci. Le risposte invece della giunta ed in primis dell’assessore al traffico sono state molto deludenti, affrettate e liquidatorie, facendoci percepire una disattenzione ai problemi e alla vita dei cittadini, ma anche un’assente visione di città e un rifiuto all’analisi e allo studio di progetti compatibili con la realtà locale”.
L’assessore, accusa il comitato, si è limitato ad affermazioni semplicistiche tendenti a minimizzare il problema, confrontando impropriamente la realtà pistoiese con il traffico a Firenze o Prato, o invitando alla rassegnazione perché “si finisce sempre per sacrificare qualcuno, non si possono accontentare tutti i cittadini, ci sono aree più critiche delle vostre”. Unica soluzione sbandierata la futura pista pedo-ciclabile, una specie di panacea di tutti i mali ma che non va incontro né nell’immediato né nell’avvenire ai reali problemi di sicurezza attestati oggi.
“Su questo punto chiediamo comunque di poter almeno vedere il progetto, di conoscere i tempi di realizzazione, ma soprattutto di sapere cosa si intende fare fino ad allora. Si deve continuare ad uscire di casa col terrore di essere investiti? Si è purtroppo avuto la sensazione, lo ripetiamo, di avere di fronte risposte inadeguate, provvisorie e poco studiate”.








L’ottavo assessore! Risponderà sicuramente con una grande supercazzola in latino.
Pistoiesi, qualche anno fa avete riconfermato la destra e ora vi lamentate??? Ci dovevate pensare prima…..