mercoledì, Settembre 9, 2026

La demagogia da quattro soldi dell’Amministrazione su Dano e rifiuti

di Lorenzo Cristofani

PISTOIA – Ci rendiamo conto del livello di populismo contenuto nelle affermazioni dell’assessora alle partecipate e bilancio (e moltissimo altro ancora) Margherita Semplici, esternate pubblicamente in questi giorni in merito a Dano e ciclo dei rifiuti?

Si tratta peraltro di affermazioni simili a tutte quelle dei membri e a vario titolo sostenitori della giunta comunale; affermazioni che certificano la rinuncia alla sovranità decisionale sulle questioni inerenti ai rifiuti da parte della squadra di Tomasi. Da ciò consegue il non aver ottenuto, concretamente, alcun risultato, come mostrato più avanti con numeri e dati oggettivi.

A Semplici era stata chiesto di esprimersi chiaramente circa la riconversione dell’impianto Dano, oggi obsoleto impianto Tmb (trattamento meccanico biologico dell’indifferenziato da avviare poi a discarica o comunque smaltimento finale), a centro di pretrattamento di carta e cartone, quindi impianto di economia circolare.

L’assessora dalle molte deleghe invece, con quella narrazione da maestrina diligente che sa tutto a memoria, ha subito buttato la palla in calcio d’angolo: “Non si sa nulla, non è decisione assoluta ma una candidatura calata dall’alto, fatta da Ato per quel sito che dovrebbe ricevere dai 45 comuni carta e cartone con aumento di traffico”.

Niente di più demagogico: Pistoia fa parte di Ato Toscana Centro (Autorità per il servizio di gestione rifiuti), cosa aspetta quindi Semplici, che siede nel consiglio direttivo di Ato, ad approfondire i termini di questo impianto, a fare cioè il suo mestiere, e chiamare il Consiglio e la città a dibatterne trasparentemente?

Non siamo all’asilo nido, tra enti si deve comunicare per amministrare bene, il Comune deve porsi come interlocutore istituzionale propositivo, non come forza di opposizione, e cercare una interlocuzione anche con Regione Toscana, che pure non ha ancora elaborato il piano dei rifiuti.

La neocandidata della lista civica “Ale Tomasi Sindaco” ha infine toccato l’acme del populismo: “la preoccupazione è che si disattenda quella che è stata la scelta del Consiglio comunale negli anni, perché lì è previsto verde pubblico attrezzato, indipendentemente dalla concreta capacità di realizzarlo. Credo si debba rispettare la volontà che ci sarà su quel comparto strategico di città, vicino alla viabilità autostradale […] credo non ci si possa far ipotecare le scelte né da Alia né da Ato né dal Pnrr”.

Al momento l’unico soggetto che sta ipotecando il futuro è proprio l’amministrazione comunale: anziché giocare d’anticipo, pretendere chiarezza e intravedere nell’area Dano un’opportunità di innovazione, sviluppo sostenibile e posti di lavoro, la giunta Tomasi gioca una battaglia di retroguardia; in questi anni non ha cercato di capire e favorire le dinamiche dell’industria del riciclo, che significa investimenti e valore aggiunto per tante imprese, ora che il Pnrr e Ato offrono un’occasione per stimolare l’economia del riciclo, la maggioranza inscena questa opposizione alla modernità, trincerandosi dietro le più disparate stupidaggini o formalità. Come il fantomatico aumento di camion nell’asse viario ad alta percorrenza di via Toscana, nenche si trattasse della ztl.

Solo due elementi, in numeri, per ribadire l’immobilismo e la drammatica negligenza in materia di ciclo integrato dei rifiuti da parte di questa amministrazione, cui bisognerebbe chieder conto, così come a tutti i candidati a sostegno di Alessandro Tomasi.

In primo luogo la non attivazione della tariffazione puntuale, prevista invece dal Decreto 20 aprile 2017: la tariffa per cui si paga in base all’indifferenziato prodotto, che è poi quello che deve essere smaltito in discarica o bruciato negli inceneritori a recupero energetico (conosciuti con il più politicamente corretto termovalorizzatori).

Oggi paghiamo la Tari, a copertura del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e pulizia strada, determinata da numero di componenti del nucleo familiare, superficie in metri quadri dell’immobile e indifferenziato prodotto stimato.

Nel bilancio comunale la spesa per lo smaltimento dell’indifferenziato è passata dai circa 15 milioni di euro del 2018 ai circa 24milioni; lo ha già ricordato anche il candidato sindaco Branchetti.

In secondo luogo, oltre a non aver attivato politiche di riduzione dell’indifferenziato, prioritarie nel ciclo integrato, anche sulle percentuali di raccolta differenziata gli ultimi dati certificati da Arrr (Agenzia Regionale Recupero Risorse) restituiscono una performance a dir poco negativa: Pistoia 39%, Prato 72% e Lucca 81%.

Va precisato che non solo la quantità di raccolta differenziata è determinante: lo è anche la qualità, cioè la differenziazione di frazioni omogenee, senza materiale non conforme, garantito appunto da tariffazioni puntuali che permettono il controllo di qualità.

Concetto ribadito pure dal Goldman Environmental Prize Rossano Ercolini in un incontro organizzato da Identità Futura nel mese di Marzo sotto la galleria Vittorio Emanuele (tra gli organizzatori figurava il consigliere di FdI Sgueglia, quindi a onor del vero risulta ancor più incomprensibile la mancanza di obiettivi sui rifiuti …).

In quella sede Ercolini, fondatore del movimento Zero Waste Italy, provava appunto a spiegare all’assessora all’ambiente di Pistoia Gianna Risaliti l’importanza della tracciabilità del rifiuto conferito in contrapposizione al conferimento anonimo nei cassonetti predisposti in città, a caro prezzo e con gli inutili nuovi bidoni (inutili perché non permettono la tracciabilità).

La per così dire assessora era rimasta impermeabile, riproponendo la litania del decoro pubblico che la giunta Tomasi ha evidentemente confuso con le politiche industriali connesse al ciclo integrato dei rifiuti.

Vero che pure il decoro, inteso come il non vedere mucchietti di sacchetti lungo le strade in attesa del ritiro porta a porta, va mantenuto, ma anche aver fatto realizzare un interrato a fianco di palazzo di Giano, con il passaggio di imponenti mezzi che con le loro manovre scassano pietre e deturpano il paesaggio urbano (come denunciato sui social da più parti), ha solo spostato l’elemento indecoroso.

A Lucca non a caso si sono ben guardati dal posizionare gli interrati a ridosso delle piazze monumentali.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI