sabato, Maggio 30, 2026

La Fondazione Biti investe nel futuro di Prato: tre borse di studio per l’università

PRATO – Trenta borse di studio per un totale di oltre 220mila euro di contributi, con quattordici studenti arrivati alla laurea anche grazie ad un accompagnamento lungo tutto il percorso accademico. Da diciannove anni la Fondazione Scuole Cattoliche Fiora e Gianni Biti investe nel presente e nel futuro della città di Prato, attraverso il sostegno ai giovani e agli istituti scolastici paritari del territorio.

Un momento dell’open day sala convegni del Liceo Carlo Livi

Anche per l’anno 2026-2027 sono state messe in palio tre borse di studio per studenti iscritti per la prima volta all’Università: giovani meritevoli, ma bisognosi di un aiuto economico per poter arrivare al termine del proprio piano di studi.

L’annuncio di questo rinnovato impegno è stato dato nel corso dell’open day organizzato dalla Fondazione Biti e che si è tenuto questo mattina nella sala convegni del Liceo Carlo Livi. All’evento hanno partecipato gli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo.

Investire sui giovani significa di fatto investire sul futuro: è quanto messo in evidenza dalla presidente della Fondazione Biti Irene Sanesi, che ha inoltre ricordato che la Fondazione accompagna gli studenti lungo tutto l’arco del loro percorso universitario fino ad arrivare alla laurea magistrale, non solo nella triennale.

La dirigente dell’Istituto “Carlo Livi” Mariagrazia Ciambellotti ha sottolineato l’importanza di un sostegno come questo per il prosieguo del corso di studi: “Noi, come scuola, già dalle superiori cerchiamo di aiutare i nostri allievi, per esempio venendo incontro alle spese per i viaggi di istruzione e per gli scambi linguistici, che rappresentano un costo importante per le famiglie. Dopo il liceo, però, molti hanno difficoltà nella prosecuzione degli studi quindi avere questa opportunità in città è fondamentale”.

Obiettivo della Fondazione è anche quello di sostenere le scuole cattoliche della diocesi di Prato: “L’apporto è anche di supporto morale – ha detto Don Serafino Romeo, coordinatore delle scuole cattoliche della Diocesi di Prato – oltre ai contributi per varie iniziative, la Fondazione sostiene anche i ragazzi e le scuole stesse, che hanno diverse spese”.

Hanno portato il loro saluto Mario Battiato, presidente di Rispo, la rete delle istituzioni scolastiche della provincia di Prato, e Daniela Toccafondi, presidente del Pin di Prato.

La Fondazione Scuole Cattoliche Fiora e Gianni Biti è stata istituita nel 2006 da monsignor Gastone Simoni, allora vescovo di Prato. L’iniziativa è nata per dare piena attuazione al desiderio della signora Fioralba Ersilia Biti, conosciuta come Fiora, di onorare la memoria del fratello Giovanni Battista Biti detto Gianni. Lo scopo della Fondazione è quello di essere strumento di sostegno per le giovani generazioni nell’ambito dell’educazione e della formazione, ma anche delle scuole paritarie cattoliche della diocesi di Prato, sostenute in questi anni con circa un milione e mezzo di euro di contributi.

Le testimonianze dei borsisti

A confermare l’importanza avuta dalla Fondazione Biti nel proprio percorso di studi, hanno portato le loro testimonianze tre giovani laureati pratesi. Derio Bacci, ingegnere di 35 anni, attualmente impiegato direttivo in una società pubblica dove si occupa di appalti, sicurezza, ambiente e mobilità, ha vinto la borsa di studio nell’anno accademico 2010/2011 e ha frequentato la facoltà di ingegneria all’Università di Firenze. “Sono grato alla Fondazione per avermi supportato non solo dal punto di vista economico – racconta – ma anche dal punto di vista morale permettendomi di portare a compimento il mio percorso di studi e raggiungere i miei obiettivi, nonostante le difficoltà”.

A sottolineare un altro aspetto è Maria Rita Paratore, 28 anni, che ha vinto la borsa di studio nell’anno accademico 2016/2017 e ha frequentato la facoltà di filosofia e scienze filosofiche, sempre all’università di Firenze: “Grazie ai fondi della borsa, oltre ad acquistare il materiale universitario, ho avuto la possibilità di fare nuove esperienze, tra cui viaggiare. Investire sulla mia formazione ha portato i frutti che oggi raccolgo”. Attualmente Maria Rita lavora per una università americana a Firenze.

Ultima testimonianza quella di Michele Visconti, 26 anni, anche lui laureato all’Università di Firenze in lingue: “Ho vinto la borsa di studio nell’anno accademico 2018/2019. Ringrazio la Fondazione per aver creduto in me anche nei momenti più difficili. Oggi lavoro in un ufficio postale, in attesa di realizzare il mio sogno di diventare insegnante di inglese”.

Il bando 2026-2027

Ancora una volta la Fondazione Biti intende assegnare tre borse di studio del valore di 2500 euro ciascuna. A presentare i termini dell’iniziativa è stato Edoardo Gori, incaricato per i bandi: «i destinatari sono studenti iscritti al primo anno e per la prima volta all’Università, devono avere meno di 23 anni ed essere residenti a Prato. L’Isee familiare non può essere superiore a 30mila euro». Gori ha ricordato come queste borse, una volta ottenute, possono essere «rinnovabili lungo tutto il percorso di studio a determinate condizioni: lo studente deve aver assolto almeno l’80% dei crediti formativi previsti dal piano di studi e aver conseguito una media non inferiore a 24 trentesimi». Tutte le informazioni sono contenute sul sito fondazionebiti.it, dove nei prossimi giorni sarà possibile scaricare tutto il materiale dedicato al bando.

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