giovedì, Settembre 10, 2026

La Galleria Vannucci: un centro d’arte a Pistoia attraverso tre generazioni

PISTOIA – Una galleria d’arte di famiglia portata avanti da tre generazioni, un centro di incontro e d’arte contemporanea, una realtà da quasi sessantacinque anni strettamente legata a Pistoia e al suo contesto culturale.

Sembra passato molto più tempo da quando, nell’ormai lontano 1959, Ermanno e il figlio Enrico Vannucci decidono di creare, in anni di grande fermento sociale e in collaborazione con alcuni artisti, uno spazio espositivo e culturale nel centro di Pistoia.

Nasce così la Galleria Vannucci, che nel corso degli anni e dei decenni successivi segnerà l’identità della famiglia, in una continuità artistica e professionale dove i figli porteranno avanti il lavoro e la “missione” dei padri, attraverso tre diverse generazioni.

E avrà un impatto di primo piano nella vita artistica e culturale di Pistoia, diventando non solo spazio per le esposizioni di artisti di livello nazionale, ma anche un luogo deputato al “fare arte” e “fare cultura”, in cui nascono amicizie, collaborazioni, sinergie e in cui si “creano reti” capaci di coinvolgere artisti, critici d’arte, galleristi e intellettuali.

Un’immagine del 2018 con Enrico e Massimiliano Vannucci, fondatore e attuale titolare della Galleria Vannucci, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede in via Gorizia (fotografie di Giovanni Fedi)

Per rendere l’idea del ruolo che la Galleria ha ricoperto in questi sessantacinque anni, basta ricordare alcuni nomi di grandi artisti che vi hanno esposto e che hanno “sposato” il progetto della famiglia Vannucci, condividendone finalità e valori: Primo Conti, Renato Guttuso, Marino Marini, Quinto Martini, Fernando Melani, Giovanni Michelucci, Bruno Munari, Gualtiero Nativi, Umberto Buscioni, Michelangelo Pistoletto, Pino Spagnulo, Giovanni Termini, Sandra Tomboloni.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, a testimonianza di una proposta artistica di qualità e di un’idea “coraggiosa” già fatta propria dai fondatori della galleria, ovvero di rivolgere la propria attenzione al contesto nazionale, privilegiando ove possibile gli artisti locali. Una scelta oggi molto “controcorrente”, in una fase in cui l’arte contemporanea è votata all’internazionalità, ma che continua a essere portata avanti con coerenza, nell’intento di “aprire” sempre più lo spazio della Galleria Vannucci alle realtà e alle sollecitazioni artistiche provenienti dall’ambito italiano.

Dal 2018 la galleria è gestita da Massimiliano Vannucci, figlio di Enrico e nipote di Ermanno, in un anno che è coinciso anche con l’ultimo trasferimento in ordine di tempo della sede della stessa: inizialmente, infatti, la Galleria Vannucci aveva sede all’interno della Galleria Nazionale, nel 1961 si sposta in piazza Gavinana, nel 1995 si trasferisce nel vicino spazio di via della Provvidenza e nel 2018 cambia sede per la quarta volta, uscendo dal centro storico e stabilendosi in via Gorizia, all’interno di un ex capannone di officine elettromeccaniche e ferroviarie.

Massimiliano Vannucci

Ma come è iniziata la storia della Galleria Vannucci, e quali sono le idee e i principi che i fondatori volevano portare avanti? “Mio nonno Ermanno, insieme ai suoi due fratelli, gestiva un negozio di elettricista a Pistoia – racconta Massimiliano – e già nel 1958, l’anno prima dell’apertura della galleria, in una dichiarazione che ho ritrovato di recente nell’archivio di famiglia egli affermava di voler iniziare a vendere quadri.

Questo era possibile grazie alle sue amicizie e frequentazioni con artisti, soprattutto pittori, di ambiente pistoiese, ma noti anche fuori del territorio: è una tradizione che si è mantenuta fino ad oggi, la nuova attività nasce dalle comunanze con artisti che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso. L’idea di Ermanno era quella di fare della galleria di famiglia un luogo di scambio e di incontro, il centro di una rete ramificata di collaborazioni con artisti e critici, uno spazio che non fosse soltanto dedicato all’esposizione delle opere in mostra, ma anche alla creazione e alla costruzione dell’arte contemporanea. In questo la Galleria Vannucci è stata aiutata dal fervido clima culturale dei suoi primi anni di vita, con la grande e irripetibile stagione dei Guttuso, dei Marini, dei Michelucci, tra gli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta, quando artisti di fama nazionale erano ospiti in galleria e qui si incontravano e discutevano d’arte”.

L’inaugurazione di una mostra di arte contemporanea alla Galleria Vannucci

Il “segreto” della longevità della Galleria Vannucci, secondo Massimiliano, deriva dal fatto che essa è stata ed è tuttora, per tutta la famiglia, un sistema e un modo di vita: “è parte integrante della nostra famiglia, è la nostra seconda casa, e gli stessi artisti con i quali collaboriamo, costruiamo progetti e qualche volta pure ci scontriamo, sono in fin dei conti degli amici di famiglia”.

In questo senso la professionalità di artisti e galleristi si integra con l’aspetto relazionale, e le varie mostre che nel corso dell’anno il visitatore può ammirare negli spazi della galleria sono in realtà solo una parte della sua attività, punto di partenza o di arrivo di collaborazioni e amicizie, espressioni tangibili di un lavoro preparatorio di progettazione che può durare anni.

E il rapporto con la città di Pistoia? Come si è evoluto nel corso di più di mezzo secolo? “Nel corso degli anni mi sono reso conto e ho capito che mio babbo era intimamente e profondamente legato a Pistoia – spiega Massimiliano – e la sua scelta è sempre stata quella di guardare molto a ciò che accadeva dentro la città: per lui era un dovere civico dare ai pistoiesi l’opportunità di conoscere l’arte, e ha lavorato tutta la vita su questo. È stato anche amministratore locale, si è occupato di politica, ma sempre con la medesima, semplice idea: far crescere la comunità in cui viveva.

Installazioni d’arte degli spazi della Galleria Vannucci

Quando io ho iniziato a collaborare con lui in galleria nel 2010, in principio ho criticato questa scelta, forse perché appartenendo a un’altra generazione facevo riferimento a un mondo e un orizzonte diverso e dai confini più ampi, di carattere internazionale.

Però quello che mi appariva all’inizio come un limite e una riduzione dell’attività della galleria, per lui era una ricchezza e una scelta di vita, perché la comunità pistoiese doveva essere un seme di crescita da far germogliare. Rimanere a Pistoia, dentro la cerchia muraria e nel cuore del centro storico, era per il babbo il segno del contatto fisico con la città e la comunità locale: il rammarico è che la città non gli ha mai tributato l’onore che forse avrebbe meritato per aver compiuto e portato avanti con coerenza e negli anni una scelta così forte e coraggiosa”.

Oggi il punto di riferimento della Galleria Vannucci non è più Pistoia ma l’Italia, e Massimiliano intrattiene legami molto forti con artisti e amici che vivono al di fuori della città. Anche il trasferimento della sede in uno spazio dell’area suburbana, fuori dal centro storico, ha significato non solo la possibilità di sfruttare un ambiente espositivo più ampio, capace di “contenere” installazioni di grandi dimensioni, ma anche la volontà di proiettarsi verso il mondo, verso l’arte contemporanea italiana, e di “respirare” un’aria diversa.

È un’evoluzione “naturale” e un passaggio resosi necessario, che segue le dinamiche artistiche odierne: se da un lato a Pistoia non c’è – e forse non tornerà più – il clima artistico e culturale della grande stagione a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, dall’altro gli artisti pistoiesi guardano anch’essi a una “scala” più grande, che supera i confini locali e nazionali e che non ha più la comunità locale come prospettiva di riferimento.

“La galleria vuole però continuare a rappresentare per Pistoia un’opportunità di crescita culturale, come nello spirito delle origini e in perfetta continuità con il passato – conclude Massimiliano – anche perchè mi sono reso conto che nella nostra città c’è un humus fertile, magari poco preparato ma sicuramente interessato all’arte. Se prima la galleria costituiva per il pubblico un’occasione di dialogo e dibattito, oggi rappresenta un luogo di conoscenza e un modo per avvicinarsi all’arte; si può paragonare a un hub, situato ai confini della città, che raccoglie una serie di sollecitazioni provenienti da tutta Italia”.

E uno spazio, infine, dove si respira e quasi si tocca con mano la passione per l’arte della famiglia Vannucci, un patrimonio prezioso trasmesso attraverso le generazioni, per una storia che dopo sessantacinque anni è destinata a proseguire con nuove sfide, nuovi progetti e nuovi traguardi.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI