giovedì, Settembre 10, 2026

La grande grafica del secondo Novecento e l’ex chiesa di San Giovanni Battista

di Paolo Gestri

PISTOIA – L’ex chiesa di San Giovanni Battista, in corso Gramsci a Pistoia, è un edificio rinascimentale. Bombardato, ricostruito ma con tutti gli arredi ammassati da parte. Elegante, suggestivo, racconta la storia e l’arte, ma è solitamente chiuso.

L’ex chiesa di San Giovanni

La mostra “La grande grafica italiana del ll° Novecento” è l’occasione per visitarlo. Fino al 23 settembre, ore 10 – 12,30 e 17 – 19,30.

All’ingresso nella ex chiesa di san Giovanni Battista, in corso Gramsci a Pistoia, ti dà il benvenuto, a destra, un angelo cinquecentesco, scultura in marmo bianco, lasciato lì, tra altri reperti, da quasi settanta anni.

Si intravede, accanto, un grande rosa scolpita, un capitello fiorito, un busto di chissà quale santo, dietro a delle paratie. Le paratie corrono lungo tutta la navata, girano sul transetto e coprono il presbiterio ai lati, tutte a fare da paravento a pietre e marmi scolpiti, ammassati in vicendevole sepoltura. Potrebbe essere una Madonna afflitta un’altra scultura anch’essa in marmo bianco, emergente tra cornicioni, lesene e quant’altri arredi rendevano unica la chiesa monumentale, opera puro Rinascimento di Ventura Vitoni. L’angelo ha il naso sbreccato, la Madonna anche il mento; ogni pietra spezzata porta con sé la fatica di secoli e lo spregio di bombe poco intelligenti.

Perché fino al 7 gennaio 1944, da quattro secoli e mezzo, la chiesa era “magnifica di parati, argenterie e reliquie”, ma l’8 gennaio un diluvio di bombe americane colpì tutta la zona di San Vitale, dove è San Giovanni, frantumò l’arte ed ammassò un pezzo di storia della più bella architettura a Pistoia. La ricostruzione avverrà dieci anni dopo, ma solo per le strutture

portanti; di tutto il resto (che non è poco, né di poco conto) non si è mai parlato.

Quando la gente entra rimane sorpresa: “Ma lasciano tutto così?” Poi ci ripensa: “Ma sarebbe possibile?”. La risposta non c’è.

Si deve comunque riconoscere vari meriti alla proprietà, la Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, per interventi di notevole impegno che rendono godibile lo storico edificio, altri locali e spazi contigui.

San Giovanni dopo i bombardamenti

Quanto alla chiesa, è stata ripristinata la facciata, restaurato un Cristo seicentesco che si trovava nel giardino del Conservatorio ed ora qui messo al sicuro ed è stata restaurata la cinquecentesca pala d’altare “L’adorazione dei pastori”, di Sebastiano Vini, ricomposta, purtroppo, per poco più della metà, essendo stata anch’essa vittima dei bombardamenti che hanno sbriciolato il resto. Da aggiungere che la Fondazione è impegnata nel conservare, e dove necessario ripristinare, tutto un ampio complesso, ivi compresi tre bellissimi chiostri.

L’angelo bianco nella ex chiesa di San Giovanni

Questo bel San Giovanni incuriosisce non poco così com’è, essenziale e spoglio. Ogni visitatore ci mette del suo e, mentalmente, rimette a posto le pietre, statue ed arredi. In ogni caso è affascinato dall’eleganza pura rinascimentale manifestata dalla esemplare proporzione degli spazi, da una lesena con capitello fiorito e qualche rosa superstite in alto, là dove per intero coprivano le quattro arcate a tutto sesto che sorreggono la cupola.

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