PISTOIA – Una conferenza, o meglio una Lectio Magistralis, quella tenuta dal professor Giampiero Giampieri all’Accademia della Chionchina in una conviviale con soci e familiari.
Un argomento che poteva essere ostico se la capacità espressiva e dialogante del professore, grande amante ed estimatore dell’autore della Gerusalemme Liberata, non avesse avuto l’abitudine di spiegarla agli studenti con la volontà di fare amare questo importante autore del Cinquecento.

La ragione di avere scelto per la serata di parlare del Tasso, oltre all’amore per l’autore, è stata motivata dal fatto che la madre di Torquato, Porzia de’ Rossi, pur essendo nata a Napoli e non avere mai visitato la Toscana, aveva antenati pistoiesi: in città esiste una via e un palazzo, la sede della Fondazione Caript, portano questo nome.
Ma veniamo al soggetto della conversazione. Giampieri ha esordito dichiarando tutto l’amore per questo grande poeta della letteratura italiana troppo ignorato nei programmi scolastici e “scansato” dagli insegnanti.
Da studioso e amante della letteratura, Giampieri mette in luce la grande fortuna di Tasso in Europa fino alla Gran Bretagna mentre anche allora era trascurato in Italia. A suo parere Pistoia dovrebbe avere più attenzione per i tanti pistoiesi illustri che ha avuto ma lasciati nell’oblio, come Tasso anche se nel suo caso ci sono solo origini remote.
Prima di addentrasi nella figura letteraria, Giampieri si è interattenuto in un aneddoto: i Tasso abitavano nella provincia di Bergamo allora sotto il Veneto. Un ramo della famiglia aveva organizzato un servizio di posta che funzionava così bene che fu adottato in Austria e Germania per poi diffondersi nel resto d’Europa dove Tasso divenne Tassis. È da qui che nasce la parola Taxi per le auto pubbliche.
Nel secolo del Tasso Dante Alighieri era stato quasi dimenticato, letto solo dai dotti e dagli studiosi tanto che all’epoca ci fu addirittura una stroncatura da parte del filosofo francese Voltaire mentre ilo nostro autore sino alla metà del Settecento godeva di fama europea. Il nostro poeta ha influenzato molti studiosi e letterati francesi e spagnoli. Poi c’è una sorpresa, dice Giampieri, Tasso è stato tradotto dal più grande poeta e drammaturgo olandese del Seicento Joost van den Vondel, poi c’è la Polonia dove la letteratura polacca moderna è nata nel 1600 da una famosa traduzione della Gerusalemme Liberata in quella lingua. L’autore, Piotr Kochanowski, adatta il Poema, che si ricorda parla della prima crociata dei cristiani contro i musulmani, alla lotta fra polacchi e cosacchi.
Di luogo in luogo si arriva a San Pietroburgo, costruita da architetti italiani. Uno di loro, che darà un forte contributo all’architettura neoclassica russa al tempo di Caterina II, Giacomo Quarenghi porta a San Pietroburgo una copia della Gerusalemme Liberata e altre tre opere del Tasso diventando famoso nel primo Ottocento anche in quelle terre tanto che i due più grandi poeti russi del tempo, Aleksandr Puskin e Michaìl Lermontov, ammiravano il Tasso. Di influenza in influenza si può andare in Romania, Bulgaria e Ungheria dove Tasso è stato tradotto, fino alle traduzioni in sloveno, serbo e greco moderno. Per esemplificare, a Creta c’è una fioritura di drammi che si ispirano ad opere tassiane come Aminta, dramma pastorale, o Re Torrismondo, a sua volta mutuato da Edipo Re di Sofocle.
Ma non finisce qui. Le ricerche di Giampieri ci fanno a sapere che la Regina Elisabetta I d’Inghilterra declamava in italiano la Gerusalemme e sembra che dicesse “beato il Duca di Ferrara che ha un poeta così grande” quando alla sua corte aveva Shakespeare, Marlow, Johnson.
Sul drammaturgo britannico ci sarebbe tutto il capitolo a lui riferito; cioè il venerato autore inglese in realtà sarebbe italiano (questa è una teoria che va avanti da tempo) e che l’Amleto potrebbe essere un lavoro del Tasso o comunque l’avrebbe fortemente ispirato.
Nella narrazione c’è, poi, l’influenza negativa per al letteratura italiana dell’epoca di Martin Lutero che assimilava gli italiani al papato che odiava. Ma questo è un altra storia.
Insomma, la conversazione ha messo in risalto come la letteratura italiana da Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli per arrivare al Metastasio passando per Tasso, abbiano insegnato la letteratura a tutta Europa ed oltre.







