di Daniela Belliti
PISTOIA – Da anni non si vedeva una manifestazione così grande, partecipata, viva.
L’ha indetta il Collettivo di fabbrica della GKN, il gruppo che si è costituito dopo l’annuncio dei licenziamenti di massa all’azienda di Campi Bisenzio.

Sono arrivate più di ventimila persone da tutta Italia.
Tra gli striscioni, la rete degli studenti medi dall’Abruzzo, un gruppo di operai della Whirlpool di Napoli, anche loro licenziati, una delegazione della Sanac di Massa Carrara e una della Piaggio di Pontedera, la Fiom di varie città, l’Anpi, Libera.
C’erano Sindaci e amministratori di Firenze, del Comune di Campi Bisenzio e altri Comuni vicini, stretti attorno ai lavoratori e a un territorio duramente colpito, da chiusure e delocalizzazioni, e anche da morti sul lavoro. Proprio ieri, un altro, ancora a Campi Bisenzio.
Ma allora, se questa vertenza è diventata il simbolo di una battaglia per il lavoro e senza lavoro non c’è “ripresa” e non c’è “resilienza” (parole orribili, ma sono quelle scelte per la ripartenza del Paese dopo la pandemia), perché ieri a Firenze non erano presenti, coi lavoratori della GKN e i lavoratori di tutte le aziende a rischio chiusura, il Presidente della Regione Toscana, il Ministro del lavoro, il segretario del Partito Democratico?
Assenze che pesano, tanto










