PISTOIA – “La memoria dei nostri partigiani non si cancella nemmeno da un cartello stradale. Ci avevano già provato, tempo fa, a cambiare il nome del giardino dedicato a Pietro Gherardini, partigiano, comandante della Resistenza a Pistoia e medaglia di bronzo al valor militare. Non ci riuscirono.
Oggi però, dai nuovi cartelli delle vie intitolate a Pietro Gherardini e all’altro noto partigiano pistoiese Ubaldo Fantacci della brigata “Gino Bozzi” ucciso dai nazifascisti nel 1944 a Ponte a Rigoli, in zona Panorama, non solo è sparito il nome di battesimo, sostituito da un’iniziale, ma è scomparsa anche la parola “Partigiano”. Da via Pietro Gherardini Partigiano si è passati a via P. Gherardini, e da via Ubaldo Fantacci Partigiano a via U. Fantacci.
Mi auguro che si tratti solo di una svista da parte di chi ha rifatto i cartelli, ma è comunque un errore grave, anche solo dal punto di vista simbolico, vie così importanti per la nostra memoria storica non possono diventare anonime. Dopo la segnalazione dei familiari di Pietro Gherardini e dell’ANPI di Pistoia, sono andato a controllare di persona. Credo che i nomi delle vie dedicate ai protagonisti della Resistenza pistoiese abbiano un valore storico e morale che non può essere toccato, perché fanno parte delle radici della nostra Repubblica e dei valori antifascisti della Costituzione da sempre ben presenti nella nostra Città.
Mi ero già battuto, insieme all’ANPI e ai familiari di Pitro Gherardini, per mantenere il nome del Giardino di Candeglia, e oggi ho chiesto al Comune di Pistoia di ripristinare le scritte originali, con nome, cognome data di nascita, di morte e la parola “Partigiano”. Dedicare una via a un partigiano non è solo una questione di memoria: è un modo concreto per ricordare ogni giorno chi ha lottato per la libertà e contro il fascismo. Questi nomi ci ricordano da dove veniamo e ci aiutano a non dimenticare”.
Paolo Tosi, Consigliere PD









