SERRAVALLE – “La memoria non è un equilibrio tra opposti “Così siete tutti contenti”? No. Le parole e le scelte del vicesindaco Gargini meritano una riflessione seria.
Definire chi aderì al fascismo come persone “smarrite” o “dalla parte sbagliata” significa ridurre una responsabilità storica e politica a una deviazione individuale, come se non si trattasse della scelta di sostenere un regime che ha negato libertà, diritti e dignità.
Ma il 25 aprile nasce per affermare l’esatto contrario. È il giorno della Liberazione. Il giorno in cui questo Paese ha scelto la democrazia contro la dittatura.
Come ricordava Piero Calamandrei, la Costituzione non vive da sola: ha bisogno di una memoria consapevole, capace di distinguere. Per questo, mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi ha sostenuto il fascismo non costruisce una memoria più inclusiva. La rende più fragile.
A questo si aggiunge un altro elemento, altrettanto significativo. È stato ancora il vicesindaco Gargini ad autorizzare la banda a suonare Bella ciao, accompagnando questa scelta con parole testuali: “così siete tutti contenti”.
Una frase che chiarisce bene l’impostazione. Perché Bella ciao non è un elemento decorativo. Non è una concessione per accontentare qualcuno. È un simbolo della Resistenza, della lotta per la libertà e della fine della dittatura.
Ridurne il significato a un gesto “per far contenti tutti” significa banalizzare ciò che rappresenta.
Come ricordava Primo Levi, “è avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Ed è proprio per questo che la memoria non può essere ambigua, né trattata con leggerezza.
Il 25 aprile non mette tutti sullo stesso piano. Ricorda, semmai, perché quel piano è stato spezzato. E perché, da allora, la democrazia italiana si fonda su una scelta chiara, che non può essere relativizzata”.
Partito Democratico Serravalle











