mercoledì, Settembre 9, 2026

La montagna torna centrale, occorre investire sui progetti dei Comuni

di Barbara Franchi*

LIZZANO IN BELVEDERE – La montagna sta tornando al centro dell’attenzione. I dati confermano che molte persone decidono di trasferirsi in quota per scappare dallo stress cittadino o per fruire degli ampi spazi aperti, perché pare prevalente elevare la qualità della vita, che territori come il nostro sono in grado di offrire.

Barbara Franchi

La nostra responsabilità come amministratori è contribuire al rilancio di una località turistica montana che ha subito un forte declino negli ultimi 25 anni, ma che ha le potenzialità per risorgere.

Anche l’impatto del cambiamento climatico spinge verso la montagna. Sul mercato immobiliare infatti influisce positivamente la ricerca di refrigerio. Effetto più che comprensibile visto l’aumento delle temperature e dalla più calda estate di sempre, quella appena trascorsa.

Non sorprenderà poi che il post Covid abbia rilanciato il turismo in quota. In che modo? Sono cambiate alcune abitudini. Gli italiani hanno scoperto la seconda casa. E ciò per godersi la natura e per allungare i weekend e i ponti di chi è privilegiato dal “lavoro da remoto”.

La fibra ultra veloce sarà un servizio fruibile in tutto il comune, in quanto le opere sulle infrastrutture sono a buon punto, anche se registriamo diversi disagi dovuti ai lavori di posa.

È in atto verso la nostra montagna, non solo un incremento demografico ma anche un aumento di flussi turistici di prossimità e oltre confine. Per questo sono in atto strategie politiche mirate, da parte della Regione, di Città metropolitana, ma anche dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese.

L’Unione dei Comuni rappresenta un ente importante per il supporto alle amministrazioni nella gestione di taluni importanti servizi come il sociale e la sanità, ma non solo. L’ente compie quest’anno 10 anni ed è giunto a un livello di maturazione che ci consente di lavorare come vera e propria Unione e non come la semplice sommatoria di singole entità comunali. Insieme all’Unione siamo riusciti a vincere numerosi bandi che hanno portato molte risorse in tutti i comuni. Alle attività si è aggiunto il coordinamento dei finanziamenti PNRR e delle Stami, fondamentali per distribuire uniformemente le risorse e sostenere i comuni sugli aspetti tecnici. Il progetto della Green Community e la creazione della Comunità energetica, saranno obiettivi centrali e strategici per lo sviluppo del nostro territorio nei prossimi anni. 

Sulla Montagna la Regione investe in promozione, comunicazione e partecipazione alle fiere più rilevanti del settore.

Per la neoeletta amministrazione sarà importante portare avanti il progetto “Destinazione Appennino” per spingere la montagna come vacanza attiva, esperienziale e di benessere lungo 365 giorni all’anno.

Attraverso Città Metropolitana si investono ogni anno oltre 1,5 milioni di euro per promuovere a livello turistico il territorio Bologna-Modena, in Italia e all’estero. L’investimento per il 2025 sarà dedicato principalmente a promuovere itinerari culturali sovra-territoriali, turismo all’aria aperta, cicloturismo, trekking e le opportunità delle stazioni sciistiche offerte dai comprensori del Cimone e del Corno alle Scale. E ancora, spazio per il Food&Wine con visite alle aziende, alle aree di produzioni tipiche, ai musei del gusto con degustazioni, scuole di cucina, show-cooking e incontri professionali. 

Indispensabile sarà ottenere dalla Regione maggiori risorse per la manutenzione dei terreni e dei corsi d’acqua per preservare l’ambiente metropolitano dalle catastrofi.

Anche per la manutenzione dei boschi e della sentieristica le risorse destinate attraverso i bandi sono insufficienti se consideriamo gli oltre 5.000 ettari di verde e 150 km di percorsi. Sarebbe necessario potenziare la nostra offerta ricettiva, ora insufficiente per qualità e quantità, se vogliamo aumentare le presenze in montagna. Per questo servirebbero bandi per la riqualificazione delle strutture alberghiere, campeggi e altra ricettività, che non richiedano cofinanziamenti inaccessibili .

Non dobbiamo assolutamente contrapporre l’Appennino bianco a quello verde. Al Corno non si può prescindere dall’offerta sci, quindi puntiamo ad avere un’alternativa da mettere in campo in caso di condizioni anomale come quelle che si sono verificate quest’anno. Per questo è necessario investire in tecnologie di nuova generazione, che peraltro consumano meno di quelle attuali, per far fronte ad eventuali emergenze. Stiamo investendo risorse sul turismo sportivo; abbiamo iniziato a riqualificare le strutture esistenti e sarebbe necessario investire in nuovi progetti e dotare il nostro comune di un sistema di impianti sportivi e ricreativi innovativi. Bianco e verde devono andare a braccetto se si vuole fare industria turistica tutto l’anno come ci insegnano le località dell’arco alpino come l’Austria e la Svizzera.

Purtroppo il nostro Comune non genera risorse economiche sufficienti per affrontare tutte queste necessità. La buona volontà di intercettare bandi e finanziamenti, si scontra spesso con tecnicismi burocratici e con la difficoltà di produrre costosi progetti esecutivi o con la insufficiente capacità finanziaria per cofinanziamenti e anticipazioni. Le rendicontazioni paralizzano gli uffici tecnici già provati dalle complesse progettazioni in corso da portare a compimento.

Vitale è poi affrontare l’emergenza della chiusura delle attività economiche e artigiane. La crisi va affrontata subito, per evitare che molte altre imprese siano costrette a chiudere. Oltre al grande tema della viabilità, c’è anche quello della riduzione del carico fiscale nelle aree montane e offrire incentivi economici per avviare nuove attività, misure indispensabili per dare un futuro alla montagna. Da non dimenticare  i servizi base per le comunità che ci abitano, gli edifici scolastici sono inagibili o  datati; l’emergenza urgenza sanitaria  da noi non è contemplata e sopravviviamo solo grazie alla presenza di numerosi volontari della croce rossa, del soccorso alpino e dei vigili del fuoco. Per quanto riguarda la viabilità abbiamo troppe strade dissestate e insicure.

La nostra zona appenninica soffre da tempo della mancata riqualificazione della strada Porrettana e della linea ferroviaria. Tutto ciò si ripercuote sui tempi e i costi a carico delle imprese e sulle famiglie. All’incontro della scorsa settimana a Porretta Terme, al cinema Kursaal, riguardo gli importanti temi della bretella e della strada Porrettana, il vice ministro Bignami ha rappresentato alla platea alcune ipotesi che necessitano di preliminari confronti con i Comuni interessati dai trafori o passanti, per poi convergere verso una progettazione condivisa. In ogni caso in linea con  il Comune di Alto Reno Terme, sosteniamo, senza alcuna pregiudiziale politica e ideologica, il progetto che si dimostrerà più efficace, rapido e sostenibile finanziariamente.

D’altra parte la Regione ha già finanziato e approvato un progetto di fattibilità che sarà condiviso con i sindaci per verificare punti di forza e di debolezza. L’unica certezza è che dobbiamo agire in fretta. A seguito delle recenti alluvioni viene segnalato che la zona della Rupe presenta nuove allarmanti criticità. Non possiamo più tergiversare. Anche sulla ferrovia, auspichiamo soluzioni rapide ai disagi che non possono consistere solo nella posa del doppio binario fino a Marzabotto, per la quale probabilmente serviranno anni. 

Il ripensamento delle politiche della montagna e dell’Appennino rappresenta un’opportunità fondamentale per valorizzare questi territori ricchi di risorse naturali e culturali. È essenziale sviluppare strategie che promuovano la sostenibilità, incentivando l’agricoltura locale, il turismo responsabile e la conservazione dell’ambiente. Inoltre, è importante coinvolgere le comunità locali nel processo decisionale, affinché possano esprimere le proprie esigenze e potenzialità. 

Un approccio integrato e partecipativo potrebbe non solo migliorare la qualità della vita degli abitanti, ma anche preservare il patrimonio unico di queste aree per le future generazioni.

* Sindaca Lizzano in Belvedere

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